Una collezione di moda ispirata a Petra
L’idea di una studentessa dell’Accademia

MACERATA - Alessia Cartechini ha tratto l'idea dal sito archeologico giordano, definito una delle sette meraviglie del mondo, per il suo diploma a pieni voti

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Le modelle insieme con la stilista Alessia Cartechini alla sala Svoboda dell’Abamc e la festa del diploma accademico.

 

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Alessia Cartchini neo laureata all’Accademia di Belle Arti con una tesi di moda ispirata alla antica città di Petra

di Maurizio Verdenelli

Una collezione di moda dedicata a Petra? Un’idea così non era venuta  neppure ai nostri grandissimi stilisti e all’Accademia di Belle Arti hanno pensato di attribuire il massimo dei voti (110/110) e la lode alla studentessa maceratese Alessia Cartechini che nei giorni scorsi ha conseguito il diploma triennale in ‘Fashion Design’ sotto la guida della docente Daniela Leoni. Questo il titolo della tesi discussa nella sala-  auditorium Svoboda: “Il racconto semiotico di una misteriosa città attraverso il textile design”. Quattro splendide modelle hanno sfilato lungo l’ex chiesa, di recente perfettamente restaurata (leggi l’articolo) con i modelli cuciti ed ideati da Alessia. Che come fonte d’ispirazione è andata a ’pescare’ una delle sette meraviglie del mondo moderno, così com’è stata definita nel 2007, un sito archeologico della Giordania a 250 km a sud di Amman, che viene a noi miracolosamente intatto, dagli albori dell’uomo in Giordania seppure ‘scoperto’ soltanto nel 1812 dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burkardt. Dal 6 dicembre 1985 Petra, inserita in un bacino montagnoso dal Wadi Araba (la grande valle dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba nel Mar Rosso) è ‘Patrimonio   dell’Umanità’ dell’Unesco.

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Alessia festeggia la laurea con la famiglia

Volevo fare qualcosa di assolutamente nuovo: traendo ispirazione da un grande passato” dice Alessia “Ed ho pensato alla traduzione italiana del nome originario di Petra: Reqem o Raqm: la ‘variopinta”. E così è nata una collezione suggestiva senza tempo, buona per tutte le stagioni dai colori della roccia viva (Petra in greco vuol dire appunto pietra) e dalle sue mille variazioni al sole alto di Giordania. Una collezione semioticamente ‘reinventata’ grazie alla fonte   cromaticamente sempre viva di Petra, La Variopinta, la città-oasi dei nomadi e dei cammellieri del deserto. Un gioiello che riverbera le sue meraviglie, nella speranza che rimanga sempre intatto, incastonato   pericolosamente com’è vicino ad un terribile teatro di guerra con lo stato islamico del Califfato a minacciare da vicino.

 


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