Luca Gattafoni


Utente dal
21/10/2014


Totale commenti
8

  • Gender e omofobia,
    in 1700 a Macerata per Gianfranco Amato
    “Non servono leggi speciali per i gay”

    1 - Feb 23, 2015 - 21:52 Vai al commento »
    Giorgio Rapanelli per la sua millenaria storia giudaico cristiana (e perchè non musulmana visto che siamo stati colonizzati in antichità da Mori e Saraceni o dai pagani barbari,dai greci e dai romani) esistono luoghi ad uopo predisposti a soddisfare ogni sua ancestralità ma in uno stato laico come il nostro io esigo (visto che contribuisco al bilancio pubblico) che ci sia spazio per ogni sfaccettatura sociale,laica e pluralista. Lo studio dell'educazione sessuale nelle scuole primarie è previsto per legge in tantissimi paesi che noi ammiriamo,imitiamo e santifichiamo (Stati Uniti,Israele,Paesi Scandinavi,Australia,Regno Unito,Argentina ecc....) e non c'è mai stata una sostituzione della patria potestà in materia di educazione quanto semmai un'implementazione della stessa (perchè,caro Gualtiero Ceresani,lei potrà essere anche il miglior padre dell'universo ma non ha la verità in tasca,se lo ricordi.Come non ce l'ho io). Signor Rapanelli lei sostiene che l'ex ministro Kyenge abbia avanzato la proposta della numerazione parentale come testa di ponte per la Legge Gasparotto. Ha le prove? O ipotizza? O gliel'hanno detto i grani di pepe della mortadella? Francamente mi sono stancato di rispettare chi non rispetta,chi vilipende,chi umilia l'altro con spergiuri e bugie perchè non può tenergli testa coi fatti.Ci si informi prima di parlare. La libertà di espressione è una cosa seria!
    2 - Feb 23, 2015 - 19:04 Vai al commento »
    Signor pantos, a proposito di scrivere e leggere a vanvera,dovrebbe studiare diritto oppure,mentre scaglia anatemi, non farsi trasportare da un astio immotivato nei confronti di ciò che non si accetta. L'art. 18 del CM Rec di fatto per l'Italia è ininfluente. Lei lo sa che cos'è l'età del consenso? Non è la maggiore età ma l'età anagrafica secondo la quale una persona è capace di intendere quei comportamenti passibili di sanzioni regolati dalla legge. In Italia è fissata a 14 anni. In altri paesi è più alta,in altri più bassa. Per quanto concerne l'ambito sessuale e i reati penali lo Stato italiano non ha una legislazione differenziata riguardo all'età del consenso tra rapporti eterosessuali ed omosessuali. In altri paesi questo avviene e la cosa è evidentemente omofobica. In questo contesto l'art. 18 dice che sarebbe opportuno che ci si adoprasse perchè ogni paese membro regolarizzi questa lampante discriminazione (che in Italia per fortuna non c'è). In Grecia,per esempio,questa differenza esiste. Se andiamo a leggere tale articolo (vada a leggerlo,vada!) vediamo che l'Unione Europea auspica l'abrogazione della "DISTINZIONE tra l’età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali”,non dell'abrogazione dell'età del consenso. In pratica,caro pantos,ci troviamo di fronte ad una mezza bufala montata ad arte da chi ha evidenti carenze logiche,civili e grammaticali da risolvere al più presto ma del resto in un paese pieno di tuttologhi,editorialisti della domenica e presenzialisti demagoghi non mi stupisce che la comprensione della lingua italiana passi in secondo piano.
  • Bagno di folla per il nuovo palas
    “Pagato 3 euro e 50 a civitanovese”

    3 - Gen 16, 2015 - 19:27 Vai al commento »
    Il Sindaco di Citanò ha scomodato addirittura il Biella Forum per dimostrare la bontà del suo investimento. Peccato che quel palazzetto,che conosco molto bene, sia una struttura polifunzionale quasi totalmente priva di costi energetici (manutenzione degli impianti termici e fotovoltaici esclusi) edificata in un'area commerciale grandissima a cui è anche associato un centro sportivo con campi da calcio e calcetto e circa mille posti a sedere. Il Palazzo,che può contenere 5mila persone (7,8 mila in caso di manifestazioni non sportive) in sè è costato poco meno di 15 milioni (non 18 come ha detto Corvatta) finanziati nella sua quasi totalità da una serie di aziende locali e dalla Nova Coop ma è un piccolo gioiello di ingegneria civile al contrario di questo. Nonostante tale "curriculum" invidiabile molti a Biella si domandano se sia valsa la pena costruirlo considerato il fatto che l'Angelico nel basket ha sempre meno risorse da investire per far crescere la squadra ed attorno,anche per via dei costi di logistica e della crisi economica,difficilmente si riesce a mettere in calendario spettacoli degni di questo nome. Senza scomodare il Biella Forum nelle Marche ci sono decine di esempi di investimenti inutili e costosi per tutti i contribuenti,investimenti che danno visibilità e titoli sensazionalistici nel breve,e magari pagano le vacanze agli amici degli amici per un pò di stagioni,ma che negli anni si trasformano in cattedrali nel deserto con costi di manutenzione insostenibili per tutti quanti, vedansi il flop della mastodontica Adriatic Arena o ancora più vicino a noi del PalaSavelli e del PalaBaldinelli. In Emilia Romagna,regione che frequento spesso,penso al palaCattani di Faenza inutilizzato da anni ormai,il 105Stadium di Rimini coi suoi sporadici eventi o del PalaSavena ormai quasi chiuso ed abbandonato a se stesso. Se si fosse voluto fare un piacere alla cittadinanza (e qui mi riferisco a tutte le amministrazioni che si gettano in questi scellerati progetti) si sarebbe potuto ammodernare impianti già esistenti come ha fatto Ravenna col Pala De Andrè, Imola col PalaRuggi, Bologna col PalaDozza,Ancona col Pala Rossini oppure si sarebbe potuto investire sui centri sportivi e culturali che permettano ai cittadini contribuenti tutti di usufruire attivamente di un servizio,non certo di questi colpi ad effetto per farsi fotografare con la star all'inaugurazione e per una dose extra di pacche sulle spalle. Ha detto il sindaco che i civitanovesi hanno pagato solo 3 e 50 per la realizzazione dell'opera. Io aggiungo che ne dovranno sganciare molti di più negli anni per mantenerlo e,quando la Lube si stancherà di investire,di mantenerlo pure per l'anima del c....(perdonatemi il francesismo!).
  • Fn in corteo contro l’immigrazione
    Maxi-schieramento di forze dell’ordine
    Tommaso Golini: “Mi candido sindaco”

    4 - Dic 7, 2014 - 16:23 Vai al commento »
    Quindi i problemi ora sono le striscie blu, gli immigrati e la mancanza di democrazia. A me ogni volta fa sbellicare il fatto che questi neofascisti(e i tanti Signor "mai stato di FN") invochino la libertà d'espressione salvo poi, idealmente, strizzare l'occhio agli uomini e ai disvalori che,negli anni passati, hanno impedito a centinaia di migliaia di persone di esternare la propria opinione "non allineata" con manganello, confino e olio di ricino. Ma i grandi pensatori che animano anche questo consesso multimediale, i mandanti di tale omicidio culturale ai danni del Popolo Italico, li hanno già trovati! I padroni del vapore interrazziale che pasteggiano coi rumeni e i magrebini a caviale e champagne mentre i poveri italiani sgobbano dalla mattina alla sera sono i comunisti! E i grillini! E i figli di papà! Che forti che siete! Però mi spiace informare lorsignori che dei comunisti non c'è n'è più neanche l'ombra, i grillini li avete votati e i figli di papà sono quelli a cui vorreste assomigliare, prole compresa. Io appartengo alla prima specie (faccio outing), lavoro in fabbrica, non prendo stipendio da 6 mesi perchè il padrone...pardon,l'imprenditore illuminato...dice che non c'ha liquidità e, per non farmi mancare niente e avere il diritto di parola, sono stato pure derubato dentro casa (m'han fregato solo un cappotto però perchè han visto che c'era poco d'arraffare) ma mai mi sognerei di prendermela con intere etnie per le colpe di pochi. Gli investimenti sull'immigrazione sono soldi dell'Europa, non dell'Italia. La graduatoria delle case popolari è dettata da reddito dei contribuenti, eventuali invalidità o impedimenti fisici e pargoli, occupanti abusivi esclusivi. Le espulsioni sono previste anche da noi e per le domande di protezione internazionali i tempi di visione, redazione e chiusura delle pratiche sono in linea con gli altri paesi europei.E' tutto molto semplice. Basta informarsi. E per informarsi non è necessario essere ricchi, comunisti o membri di un circolo ellenico. Serve la voglia.Punto. Ora, scusatemi, ma devo lasciarvi. Da bravo italiano voglio restare fedele alle mie tradizioni quindi vado a sacrificare un asino per il Dio Priapo e, concludo, questi musulmani la devono smettere di prendersela con le nostre divinità pagane!
  • Cane azzannato al collo
    Choc in corso Cavour

    5 - Ott 27, 2014 - 10:14 Vai al commento »
    Massimo, io credo che ognuno debba fare la sua parte perchè la strada è delle persone e non di categorie sociali protette. I bambini vanno tenuti vicino ai genitori perchè, ne converrà con me, non hanno coscienza dei pericoli del traffico cittadino, esattamente come un cane che i proprietari accorti portano sempre al guinzaglio e, nei casi regolamentati dalla legge, "museruolizzato". Ipotizziamo che il bambino lasciato libero di "pascolare" si imbatta in un malintenzionato; o, perchè no, in un ciclista o, magari, in un disabile; si creerebbero gli stessi identici inconvenienti dello spiacevole incontro con un cane che protegge il territorio. Si tratta in ogni caso di buonsenso e di civiltà; dato che io, avendo educato il mio cane, microchippato e assicurato, in modo da non arrecare disturbo agli altri utilizzatori di spazi pubblici, non credo di pretendere la luna chiedendo agli altri cittadini contribuenti come me di fare altrettanto. Si chiama convivenza civile, mica dittatura del cinofilo!
    6 - Ott 26, 2014 - 16:28 Vai al commento »
    Mi fa specie constatare che gli utenti nel commentare questo fatto di cronaca si scaglino contro la razza del cane, troppo propenso ad attaccare quando minacciato, quasi che la soluzione a tutte le problematiche connesse fosse lo sterminio delle tipologie "scomode". Strano che a fare questo discorso sia "l'animale" che più di ogni altro, nella sua lunga evoluzione, ha massacrato e sterminato in lungo e in largo. Uomini, donne e bambini. O forse no, ora che ci penso non è strano dato che noi ai genocidi siamo abituati. All'utente Massimo poi, vorrei rispondere che sono d'accordo con la sua chiosa però mi piacerebbe che alla stessa stregua dei padroni indisciplinati, fossero trattati quei genitori che lasciano i propri bambini incustoditi lanciarsi, con la mano tesa, contro il muso di un qualsivoglia animale scodinzolante nei paraggi. Io, con un piccolo Jack Russell molto poco territoriale che adora i marmocchi, me la cavo ma vai te a spiegare alle madri o ai padri che le reazioni canine sono imprevedibili. Non per questo i cani si tengono al guinzaglio. E' crudeltà verso la propria specie pretendere che i genitori tengano per mano la prole mentre camminano?
  • Macerata “blindata”
    Quelle verità sepolte
    nelle macerie della guerra

    7 - Ott 22, 2014 - 7:32 Vai al commento »
    Credo fosse difficile imboscarsi in montagna visto che il rischio rappresaglia era sempre dietro l'angolo, ma, lo testimonia il giornalista combattente Giorgio Bocca nel suo libro "Partigiani della montagna", era molto più facile prendere una diaria dalla RSI e restarsene dentro qualche caserma tedesca a cacciare le streghe piuttosto che al freddo, spostandosi continuamente, senza cibo nè riparo in montagna o a rischio continuo di delazione, nelle città, da gappista. Come Le ho scritto anche nel mio intervento precedente gli italiani di allora erano cresciuti a pane e leggi fascistissime, abituati a risolvere le controversie con la forza bruta e le prepotenze. Gli stessi resistenti erano figli di quel tempo e spinti dai medesimi istinti primordiali che oggi ci fanno urlare al linciaggio dello zingaro che ruba, del marocchino che spaccia, del rumeno che violenta, (persone che poi vogliono rivalutare e perdonare i repubblichini in toto!) hanno macchiato col loro comportamento, per dirla alla Vittorio Foa, il nostro "Secondo Risorgimento", ma che a rimetterci sia l'intero movimento di Liberazione lo trovo, francamente, assurdo. Legga bene il mio intervento, Signor Rapanelli: nè io nè la mia famiglia abbiamo mai detto che sia stato giusto uccidere in quella maniera "Scurpicciu" ma nemmeno definirlo un innocente come lei ha fatto, magari più innocente del Tartuferi o del Filipponi che la morte se la sono andati a cercare. Il fratello di mio nonno è stato da sempre fascista, amava girare in divisa la domenica per le vie del centro, lo faceva sentire onnipotente ed era, persino, partito volontario per la Russia; è rimasto fedele alle sue convinzioni fino alla fine della guerra ma era di buon cuore e non aveva di che vergognarsi; nessuno si è permesso di fargli nulla, a conflitto terminato. Dopo l'amnistia è uscito dal carcere e ha vissuto la sua vita senza infamia e senza lode. Sorvolerò sul suo concetto di "modo giusto di combattere" perchè se n'è già parlato abbastanza ma, le ricordo, che le tecniche di guerriglia sono usate anche dai civilissimi americani, dall'esercito israeliano, da molti di quegli eroi del Risorgimento che oggi celebriamo e il terrorismo delle bombe a grappolo, dei B52, dei campi minati è quello che noi definiamo "portatore di pace". Quando poi però l'ostaggio viene decapitato, difficilmente ce la prendiamo con i nostri soldati perchè non hanno soddisfatto le volontà degli aguzzini. In fede P.S. Le ricordo infine che per avvalolare la mia tesi, ho dalla mia questa civile discussione che anche la Resistenza ci ha permesso di imbastire. E' molto probabile che se ci fossero stati gli "altri" (visto che, secondo lei, Tartuferi e quelli della Banda Nicolò erano semplicemente gli "uni") io non avrei potuto aprire bocca oggi.
    8 - Ott 21, 2014 - 19:09 Vai al commento »
    Vorrei rispondere al commento del Signor Rapanelli in cui racconta con dovizia di particolari la fine ingloriosa di Dante Scorpecci, linciato dalla folla l'11 maggio del 1945 in zona Sferisterio. La sua storia, che al Rapanelli è stata raccontata dalla figlia di "Scurpicciu" (perchè così era conosciuto a Macerata), a me è stata "tramandata" dalla nonna, Tartuferi Giuseppina, morta nel 2002 all'età di 80 anni, staffetta partigiana del Gruppo Bande Nicolò. Nel quartiere Fosse dove lo Scorpecci era di casa e dove, durante il Ventennio, abitava anche lei con i genitori e il fratello minore, Vincenzo (classe 1924), al fascista della prima ora ( troppo facile definirlo “repubblichino”) era stato affibiato un altro triste quanto nefasto soprannome: "Olio", per le generose quantità di olio di ricino che destinava agli avversari del Fascio, durante le "ragazzate" di chi, allora, si sentiva invincibile, difeso dalla legge (oggi diremmo "connivente") e per questo, ai propri occhi, innocente. Ed è nel nome della fedeltà alla causa che Dante Scorpecci, in arte "Olio", all'indomani dell'armistizio di Cassibile, dello smembramento della nostra Penisola in due, della fuga ignominiosa del Re e della chiamata alle armi da parte della Repubblica Sociale di tutti i giovani abili, iniziò la sua carriera di delatore. In casa con mia nonna, in quel settembre 1943, c'era un giovane diciannovenne, apprendista sarto, bello e solare che si nascondeva tra le braccia della sorella. A "Scurpicciu" la cosa non era sfuggita. A causa della delazione di Dante Scorpecci, Tartuferi Vincenzo, entrò in clandestinità combattendo in tutto l’Alto Maceratese da sbandato (perchè di andare con i fascisti non ne voleva sapere) fino ad approdare nel gennaio del '44 nella "Garibaldi Spartaco - Banda Nicolò" di Pantanetti che di lui scrive, cito testualmente, “...Preferiva lasciare a casa un compagno meno deciso o poco volenteroso e prendere lui il posto. Questo suo contegno, contegno di valoroso e d’intrepido lo portò al passo decisivo. Escluso da un’azione perchè impossibilitato a camminare (ferito a un piede), pianse perchè lo si inviasse. Scartato dal Comandante del Gruppo, si rivolse al Vicecomandante riuscendo a partire con lui, ed andò verso la morte!”. Il 15 marzo 1944 il non ancora ventenne Tartuferi Vincenzo cadde, ferito a morte, in uno scontro a fuoco con le brigate nere a Gabella Nuova di Sarnano. Di lì a poche settimane il Gruppo Bande Nicolò sarebbe poi uscito decimato dal tristemente famoso Eccidio di Montalto, una delle peggiori stragi nazifasciste dell’intero territorio marchigiano. Durante quella primavera, intanto, “Scurpicciu”, fiutando l’ormai prossima Liberazione di Macerata, sveste i panni del delatore e si dà alla macchia. Nel maggio 1945, a guerra finita, “Olio” pensa di averla scampata e torna nel capoluogo. La versione che io ho delle fase successive il suo ingresso in Corso Cairoli, però, è discordante da quella del Rapanelli perchè Dante Scorpecci nel suo viaggio da Tolentino era stato seguito dal figlio di un partigiano, anch’esso vittima di delazione, morto in combattimento che voleva essere certo di avere davanti uno dei responsabili della morte del padre. Allora, e solo allora, col grido della donna che lo riconobbe, partì il linciaggio a cui Giuseppina e sua madre, Morbiducci Nerina, non parteciparono e che condannarono con forza per tutta la vita, anche e soprattutto davanti a noi nipoti. La mia bisnonna Nerina, a cui una dittatura assurda a sciagurata aveva strappato il “maschio di casa” dalle braccia, con la voce rotta dal pianto ripeteva sempre “...tanto nessuno me lo riporterà a casa, Enzo...” Tartuferi Vincenzo, il mio prozio, Croce Militare al Merito e medaglia garibaldina aveva tutta la vita davanti ma ora, citando nuovamente il Tenente Pantanetti: “vive imperituro nei nostri cuori, nella luce di un orgoglioso rimpianto” per colpe non sue; e il suo sacrificio oggi è vilipeso da chi pretende di fare della storia italiana del Novecento un taccuino di guerra senza buoni nè cattivi, senza vincitori nè vinti. Io non accetto una simile “rendicontazione” perchè do per scontato che non possa esistere una Nazione senza libertà di espressione, stampa, associazione. Il Fascismo in quanto tale era un disvalore e chi gli si avvicinava in quei tempi, a maggior ragione chi lo aveva fatto proprio sin dalle prime ore, come Dante Scorpecci, e, pensando in grande, come Mario Carità, Pietro Koch, Alessandro Pavolini, Augusto Trinca Armati non potrà mai avere un posto nella stessa storia che racconta di Augusto Pantanetti, di Mario Pianesi, di Duccio Galimberti, di Dante Di Nanni, di Arrigo Boldrini, di Mario Musolesi e del loro sacrificio. Gli errori della Resistenza sono gli ORRORI DELLA GUERRA che disumanizza l’individuo scoprendo i lati peggiori di ognuno di noi ma chi, con cognizione di causa, non si rende conto di questo, mente sapendo di mentire o, peggio, è intenzionato a rivalutare la “vergogna e l’orrore del mondo” strumentalizzando e decontestualizzando la storia. Invito per questo il Signor Rapanelli a recarsi, quando a tempo, al cimitero monumentale di Macerata. Cerchi la tomba di Vincenzo Tartuferi fu Luigi e di un suo compagno d’armi morto, bambino, come lui. Ci troverà inciso l’epitaffio “Eroi sublimi di un ideale purissimo su cui la Patria si inchina”. Porti loro un fiore, magari un garofano rosso, e si ricordi che tutto quello che ha conquistato nella vita lo deve anche a quei ragazzi.
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