“E’ made in Italy ?”
Te lo dice la App,
inventata da un maceratese

Artefice del progetto il 30enne Emanuele Maccari che con il sostegno di Luigi Menghini di Foligno ha dato vita alla novità. L'applicazione si chiama Albo Italy e grazie ad un microchip sottilissimo più di un capello può verificare di persona e prima dell'acquisto se ciò che si sta per comperare è fatto e prodotto in Italia. Così si ha una garanzia sulla qualità
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Emanuele Maccari

Emanuele Maccari

di Marina Verdenelli

(foto di Lucrezia Benfatto)

Per realizzarla hanno impiegato sette mesi e speso 100 mila euro. Esce dalle menti di due amici, appassionati di informatica e programmazione, l’applicazione che è in grado di scoprire se un prodotto è italiano oppure no. Artefice del progetto Emanuele Maccari, 30 anni, di Macerata. La ricerca e la realizzazione della novità destinata a cambiare il modo di fare acquisti è stata fatta con il sostegno di un giovane di Foligno, oggi trapiantato a Pisa, Luigi Menghini, 34 anni. Insieme hanno dato vita alla App battezzata Albo Italy che identifica appunto il made in Italy. Grazie ad un microchip sottilissimo più di un capello e che va applicato al prodotto, chi dispone della App sul proprio cellulare può verificare di persona e prima dell’acquisto se ciò che sta per comperare è fatto e prodotto in Italia ed avere così una garanzia sulla qualità. Una tutela contro le contraffazioni sempre più frequenti soprattutto per i prodotti che riguardano lo Stivale. «L’informatica mi piace – racconta Maccari – è il mio mondo, la mia passione. Non ho studiato per questo, sono un autodidatta, ho appreso dall’interesse e da una predisposizione per tutto ciò che è tecnologico. Infatti ho solo la terza media come titolo di studio ma ho viaggiato, ho fatto esperienze e questo mi ha portato fino all’invenzione di questa App». I due amici hanno studiato a tavolino il progetto oggi registrato e brevettato. L’attività di Maccari e Menghini attualmente è a Pisa.

Il micro chip

Il micro chip

«Per realizzare il sistema – continua Maccari – siamo andati fino in Sri Lanka dove ci sono degli ottimi informatici. Lì i giovani studiano molto per cercare sbocchi di lavoro sicuri ed uscire da una condizione di povertà. Sono molto preparati. L’idea ci è venuta pensando all’esigenza che si ha di riconoscere un prodotto made in Italy per salvaguardarne la qualità e soprattutto evitare che sia copiato o contraffazione. Pensiamo sia il futuro o meglio il presente». Una società che produce biciclette e vele per paracadutisti ha già mostrato interesse per la App e i microchip per l’opzione Gps. «Con delle aggiunte infatti è possibile inserire il sistema di localizzazione – dice Maccari – e sapere in tempo reale dove si trova il prodotto acquistato nel caso dovesse essere rubato o perso. Un sistema che si può applicare a capi di abbigliamento costosi». La App è in grado di fornire anche le indicazioni dell’azienda che produce l’oggetto, attraverso un codice di lettura, e di dire al cliente dove si trova il negozio più vicino dove acquistarlo e trovarlo. Basta applicare il microchip all’etichetta. «Per ora lo stiamo provando – prosegue il 30enne maceratese – su dei vini e delle scarpe per conto di due aziende umbre». Un microchip ha un costo base di 50 centesimi. Per info e curiosità www.alboitaly.it e http://business.alboitaly.it .

Emanuele Maccari (1)

 

 

 



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