Quando il fascismo rendeva pazzi, “I matti del duce” presentato a San Severino
LETTERATURA MADE IN UNIMC - L'autore Matteo Petracci, parlerà del suo libro il 19 febbraio. Si tratta di un'analisi delle perizie mediche per mandare gli oppositori in manicomio
Perizie psichiatriche come strumento di repressione politica per internare gli antifascisti in manicomio, queste le tematiche affrontate nel libro “I matti del Duce. Manicomi e repressione politica nell’Italia fascista” che il 19 febbraio alle 21.15 sarà presentato dall’autore Matteo Petracci a San Severino nella sala degli Stemmi del comune. Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione. Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale? Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio. Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini, tutti accomunati dall’essere stati schedati come oppositori del fascismo. Matteo Petracci è dottore di ricerca in Storia, politica e istituzioni dell’area euro- mediterranea nell’età contemporanea dell’Università di Macerata. Ha pubblicato anche “Pochissimi inevitabili bastardi. L’opposizione dei maceratesi al fascismo”.

Non dimenticatevi che negli ospedali psichiatrici della a suo tempo “Russia” erano più i dissidenti che i malati!