La vita di Ilaria Alpi
nel monologo della Ragonese

CIVITANOVA - L'attrice ha raccontato la storia della giornalista e inviata uccisa in Somalia ieri sera al teatro Cecchetti

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Isabella Ragonese a teatro veste i panni di Ilaria Alpi

Isabella Ragonese a teatro veste i panni di Ilaria Alpi

di Laura Boccanera

“Appunti di fine giornata, 20 marzo 1994”. Si spegne la luce, Ilaria Alpi viene uccisa. Termina così African Requiem, il monologo di Isabella Ragonese,  scritto e diretto da Stefano Massini e che racconta la storia della giornalista e inviata uccisa in Somalia. Un’ora di intenso e ritmato monologo, andato in scena ieri sera al teatro Cecchetti, dove la Ragonese è bravissima, nonostante la scenografia spoglia e con il solo supporto della sua voce e di una mimica misurata a descrivere sensazioni, odori, a suggerire i non detti e a calarsi perfettamente in quello scenario di guerra, fra carri armati, fucili, polvere, mosche, terra arida e pioggia, navi e liquami. Unico supporto un trio musicale dal vivo che accompagna la tensione che sale. La narrazione si apre con l’attrice che legge appunti dell’arrivo di Ilaria Alpi a Mogadiscio, racconta come sono gli italiani in Somalia, la necessità e la forza di scegliere di scoprire una realtà diversa da quella che viene imposta, fino a raccoglierne le più drammatiche conseguenze che le costano la vita. Uno spettacolo costruito bene, scritto molto bene e anche interpretato con partecipazione e semplicità. «Conoscevo come tutti a grandi linee la storia di Ilaria Alpi – ha commentato la Ragonese subito dopo lo spettacolo – misurarmi con questo testo è stata una scoperta». Tanti hanno atteso l’uscita dell’attrice per scattare foto e per gli autografi. «Grazie – ha detto – non mi aspettavo tutto questo calore, grazie mille».

(foto Ciro Lazzarini)

isabella ragonese (1)


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