Caso Moretti, il primario Oncini:
“Ho operato correttamente”

SANITA' IN AULA - Il radiologo ha spiegato di aver notato macchie nel fegato del sangiustese vittima di un presunto caso di malasanità, per dare indicazione al chirurgo di controllare nel corso di una operazione. A febbraio via all'ultima fase del processo

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Da sinistra l'avvocato Sandro Giustozzi con Emilio Moretti

Da sinistra l’avvocato Sandro Giustozzi con Emilio Moretti

di Gianluca Ginella

Caso Moretti, parla il primario del reparto di Radiologia dell’ospedale di Macerata, Luigi Oncini: il medico chiarisce che non spetta a lui fare le diagnosi «sono convinto di avere operato bene, al chirurgo avevo detto di controllare il fegato durante l’operazione per asportare a Moretti il rene. Questo mi competeva, l’alternativa che avevo era dirgli “non controllare niente” e allora sì che, se lo avessi fatto, oggi non potrei difendermi». Il medico, in aula, ha riferito di aver visto Emilio Moretti, il sangiustese curato con cicli di chemioterapia che poi risultarono essere delle metastasi, una sola volta, nel 2003. Il medico ha controllato due ecografie, una era negativa, nella seconda, svolta due mesi dopo la prima, apparivano delle macchie. E poi «Ho valutato la tac, che dava segnali non precisi e ho visto la risonanza magnetica e anche qui c’erano segnali non precisi ma compatibili con metastasi di neoplasie renali. A quel punto il messaggio che ho dato al chirurgo era di togliere la neoplasia e di controllare anche il fegato. Io ritengo che il mio operato sia stato corretto. Io non faccio diagnosi ma do indicazioni». Il medico ha così spiegato perché disse di aver visto nel fegato macchie che potevano essere compatibili o comunque non incompatibili con una natura tumorale. Il medico lo avrebbe fatto proprio per dire al chirurgo di controllare anche il fegato nel corso dell’operazione per asportare il rene di Moretti, dove il sangiustese aveva un tumore. Il processo è poi stato rinviato all’11 febbraio per la requisitoria del pm. Imputati sono, oltre a Oncini, i radiologi Luigi Gigante, Marcello Bartomioli, Tommaso Taccari, Stefania Lisi. A difenderli, tra gli altri, gli avvocati Vando Scheggia, Jacopo Allegri e Giancarlo Nascimbeni. Parte civile Moretti, assistito dall’avvocato Sandro Giustozzi.


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