Leopardi tra terra e cielo
RECANATI - Anche il vescovo Nazzareno Marconi alla presentazione del libro di Loretta Marcon “Leopardi, Giobbe, Qohélet. La ricerca”
di Donatella Donati
Chi sabato 10 gennaio è stato nell’aula Magna del comune di Recanati alla presentazione del libro di Loretta Marcon “Leopardi, Giobbe, Qohélet. La ricerca” ha avuto l’opportunità di ascoltare il vescovo della diocesi di Macerata Nazzareno Marconi in un intervento interessante su Leopardi. Sono passati i tempi della censura della Chiesa alle sue opere , quando le Operette morali furono messe all’indice e la sua visione del mondo giudicata in contrasto con i principi basilari del cattolicesimo. Lo stesso amico Antonio Ranieri nascose lo Zibaldone in una cesta di biancheria e negò di esserne in possesso. Vi rimase sepolto per quaranta anni forse, nella più generosa delle ipotesi, per salvare Leopardi dall’inquisizione. Il contrasto Leopardi- credo religioso è stato accentuato dalla critica laica e marxista e solo negli ultimi venti anni la guerra, non certo voluta da Leopardi, si è stemperata in un clima di maggiore comprensione e onestà intellettuale. Ecco che, semplificando molto, Gianfranco Ravasi, Luigi Giussani, Carlo Maria Martini e oggi Nazzareno Marconi, tutti rappresentanti ufficiali di una Chiesa che si è aperta al mondo, hanno puntato l’attenzione sull’inesauribile e ardita volontà di Leopardi di interrogarsi e di interrogare cielo e natura sui tanti perché dell’esistenza, in un atteggiamento sempre aperto e critico tanto che il vescovo lo ha definito “né ateo né credente”.
Si è spinta molto più in là Loretta Marcon che da anni fa ricerche sul rapporto tra Leopardi e il Vecchio Testamento, indagando quanto i libri di Giobbe e l’Ecclesiaste siano stati i suoi modelli fino a farle affermare la coincidenza a proposito del ‘tutto è vano’ tra le parole usate nell’Ecclesiaste e quelle usate nei Canti. Ci troviamo di fronte a un’altra lettura di Leopardi alla quale ha dato tono il bell’accento padovano dell’autrice.
