Città Creative, Macerata
si candida all’Unesco

L'agenzia specializzata dell Nazioni Unite valuterà il progetto entro il 20 marzo. L'operazione promossa dal Comune sarà coordinata da Play Marche, spin off dell'Università. Obiettivo: coinvolgere tutti i soggetti che si occupano di arte, cultura e nuove tecnologie, compresi ateneo, accademia, Sferisterio e privati
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Pierluigi Feliciati (presidente Play Marche), il rettore Luigi Lacchè e il sindaco Romano Carancini

di Claudio Ricci

(foto Lucrezia Benfatto)

Macerata si candida a diventare Città Creativa dell’Unesco per la sezione Media Arts. Un’iniziativa in cantiere da tempo che ora grazie alla collaborazione tra Comune e Play Marche, spin off dell’università di Macerata, verrà sottoposta all’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, a Parigi, entro il 20 marzo. «Se volessimo usare un linugaggio sportivo, definirei quest’ultima impresa un tappone di montagna – così il sindaco Romano Carancini – Ripartiamo dall’ultima importante tappa, il museo d’arte moderna al palazzo Buonaccorsi (leggi l’articolo) per prendere coscienza delle eccellenze che la città può vantare. Occorre fare il salto di qualità ma è necessario far conoscere le nostre eccellenze (opera,  festival, biblioteche, università e accademia) sul piano internazionale. Purtroppo uno dei nostri limiti è la mancanza di consapevolezza e di ambizione. Oggi siamo qui per coinvolgere tutta la città e auspichiamo che tutti si impegnino per proporre idee in merito al progetto».

Lacchè_Carancini_Monteverde (1)In  pratica si tratta di inserire Macerata in una rete internazionale di otto città , tra cui Telaviv, Dakar, Sapporo e Lione, che fanno dell’integrazione fra arte, nuovi media e scambio sociale un obiettivo da mantenere e sviluppare nel tempo. Fondamentali nella valutazione del progetto gli investimenti già predisposti da enti ed istituzioni e quelli in via di approvazione nel breve-medio periodo. Diventa allora imprescindibile lo sforzo dei due enti promotori, Comune e Università, recentemente lanciati sulla strada dell’innovazione tecnologica a fini culturali. Si veda il nuovo sito del comune, figlio di una stretta collaborazione fra amministrazione e ateneo (leggi l’articolo). « Con questo progetto vogliamo fare un altro passo avanti – spiega il rettore Luigi Lacché –  evitando il rischio della staticità. Ottenere questo risultato significherebbe poter identificare Macerata con un brand internazionale. Nel caso in cui non lo si dovesse ottenere pensiamo ai benefici che i progetti attivati su territorio per la candidatura potrebbero comunque portare. Basti guardare all’esperienza di città che si sono presentate come capitali della cultura».

Lacchè_Carancini_Monteverde (3)Il coordinamento dell’operazione sarà affidato a Play Marche, azienda di servizi nel mercato culturale a forte compartecipazione dell’ateneo. Lo staff della spin off dovrà, entro gli 80 giorni prima della scadenza del bando, contattare imprese ed enti del territorio al fine di raccogliere o elaborare progetti che possano qualificare la città come meritevole per le arti fruibili attraverso nuove tecnologie. I soggetti interessati potranno inviare le proprie idee al sito che verrà attivato nei prossimi giorni www.maceratacreativa.net.

«Prima di marzo, ci occuperemo di catalogare le esperienze significative già presenti in città – spiega  Pierluigi Feliciati, presidente di Playmarche – non ultima l’esposizione di arte moderna del Buonaccorsi e creare nuove esperienze. Saremo contattati anche dalle altre città candidate e a nostra volta vedremo di stringere relazioni. Far parte del network significherebbe essere presenti a livello internazionale con le nostre produzioni culturali e accogliere quelle che vengono da tutto il mondo. Coinvolgeremo tutte le realtà del territorio che si occupano di linguaggi multimediali». I risultati delle valutazione Unesco che coinvolgerà un numero imprecisato di città da tutto il mondo, non si sapranno prima di novembre.

 

 

 



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