Una convincente “Giselle” conquista il Lauro Rossi

MACERATA - Piace la rilettura del coreografo Eugenio Scigliano

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Giselle 5di Walter Cortella

Al terzo appuntamento della stagione di prosa, il Lauro Rossi, quasi al limite della sua capienza, ha offerto decisamente un bel colpo d’occhio. Numerosi sono stati nelle due serate gli spettatori che hanno assistito allo spettacolo di danza Giselle, messo in scena dalla Compagnia Junior del Balletto di Toscana. Non è facile vedere tanta gente a teatro in occasioni del genere poiché, diciamolo francamente, l’arte tanto cara a Tersicore non rientra nei gusti del grande pubblico. Prova ne sia che tali spettacoli, seppure allestiti da valide compagnie professionistiche, vengano di rado inseriti nei vari cartelloni delle stagioni di prosa. Questa volta, invece, il pubblico ha risposto numeroso, non solo, masi è avuta anche la sensazione che in sala ci fossero tanti estimatori di questa elegante forma d’arte. Stando almeno al calore dell’applauso che ha sottolineato la bellaperformance dei giovani interpreti.

Giselle 4Le coreografie di Giselle, simbolo del balletto classico e romantico, portano la firma di Eugenio Scigliano che, partendo dalla suggestiva leggenda delle Wilis, evocata dal poeta Heinrich Heine e ripresa mirabilmente nel suo libretto da Théophile Gauthier, si immerge direttamente nell’atmosfera gotica e notturna, tanto cara alle culture nordiche ma ne fornisce una rilettura particolare che modifica la collocazione spazio-temporale dell’opera originale. Non siamo più nel Medioevo, in un villaggio della Renania, ma in un college, nei primi anni del ’900. Giselle non è più la contadinella che vive con la mamma Berthe in una piccola casa ai margini del bosco, ma una giovane studentessa che adora ballare e che non esiterebbe a dare la vita per questa sua passione. Albrecht non è più il principe di Slesia ma uno dei suoi educatori e così Bathilde, promessa sposa di Albrecht, diventa istitutrice nello stesso college. Manca all’appello, rispetto alla versione originale, il guardiacaccia Hilarion, geloso di Giselle. Come in ogni bell’intreccio sentimentale, le due ragazzesono innamorate del giovane Albrecht e Bathilde è presa dalla gelosia. In questo nuovo contesto sociale, la fragile Giselle, non degnamente riamatae forse anche derisa per questo dalle compagne di scuola,non regge alla pressione conflittuale e si toglie la vita. Ma il suo spirito non trova pace eogni notte, secondo una leggenda nordica, danzerà fino all’albain compagnia delle Wilis e della loro implacabile regina Myrtha, Le creature soprannaturali tentano di coinvolgere nella violenta sarabanda notturna lo stesso Albrecht che vaga alla ricerca della tomba di Giselle. Il suo destino è segnato: morirà per sfinimento per aver tradito Giselle. Ma l’amore della fanciulla per Albrecht è tanto forte che, intenerita dalle suppliche di perdono del giovane, danza con lui fino alle prime luci dell’alba, quando le Wilis, costrette a ritirarsi, perdono ogni potere sugli umani. Albrecht è salvo grazie all’amore di Giselle che ormai, non facendo più parte delle creature soprannaturali, può tornare al riposo eterno nella sua tomba.

Giselle 2La versione di Scigliano, decisamente modernizzata, appare molto gradevole, grazie anche alla riduzione dell’opera ad atto unico. La sua coreografia richiede molta fisicità. L’intero corpo di ballo ha messo in evidenza una notevole preparazione di base, uno spiccato sincronismo e una certa eleganza nelle movenze. Sono tutti molto giovani, ma si intravvedono grosse potenzialità. Per quanto riguarda le performances dei tre interpreti principali, posso esprimere un giudizio assolutamente positivo solo su quelli della prima serata, vale a dire la graziosa Laura Massetti (Giselle), l’elegante Giovanna Pagone, nel doppio ruolo di Bathilde e Myrtha e il dinamico Luca Cesa (Albrecht). Semplici ma azzeccati i costumi, nella doppia versione, di studenti prima e di spiriti dopo. La scenografia, del tutto inesistente, è stata degnamente sostituita dal gioco di luci, col quale sono stati ricreati i diversi ambienti: il college, il bosco, il mondo dei vivi e quello dei morti.Le belle musiche sono quelle originali, composte nell’800 da Adolphe Adam.

(Foto Botticelli)

Giselle 1


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