Imu e Tasi a Macerata:
aliquota più bassa per la prima casa,
stangata sui negozi

I NOSTRI SOLDI - E' quanto risulta da un'indagine di caf Acli in collaborazione con il Sole 24 ore ha confrontato 102 capoluoghi italiani, registrando consistenti aumenti in tutta Italia. L'assessore Blunno: "Siamo in linea con la media nazionale, in particolare sulla prima abitazione, abbiamo introdotto importanti detrazioni"

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L'Assessore al Bilancio Marco Blunno.

L’Assessore al Bilancio Marco Blunno.

di Alessandra Pierini

Il 16 dicembre scadrà il saldo definitivo di Imu e Tasi. In vista della scadenza uno studio elaborato dal Caf Acli in collaborazione con il Sole 24 Ore mette a confronto le aliquote applicate in 102 capoluoghi di provincia. Dall’indagine emerge che  a Macerata, come nel resto d’Italia, si è registrato un generalizzato aumento nel periodo dal 2012 al 2014. Macerata si caratterizza per essere il capoluogo delle Marche in cui si paga la Tasi più bassa sulla prima casa,  contemporaneamente è quello in cui si pagano Imu e Tasi più alte per i negozi.
«Non ci sorprendono i dati sugli aumenti – sottolinea l’assessore al bilancio del Comune di Macerata – I provvedimenti emanati negli anni dai diversi governi (dall’ultimo Governo Berlusconi a Monti a Letta fino a Renzi) hanno sostituito la finanza derivata con la finanza propria. I Comuni cioè hanno visto sempre più ridursi i trasferimenti statali  in cambio della introduzione di nuovi tributi locali (prima Imu, poi Tares in sostituzione di Tarsu, poi Iuc che è la somma di Imu, Tasi e Tari). In pratica il ritornello è cari Comuni, io Stato non vi do più i soldi  ma ciascuno di voi deve prelevare sul proprio territorio quanto serve per erogare i vostri servizi. Ciò forzando la mano sulla tassazione immobiliare (sia IMU che TASI si basano infatti sulla rendita catastale, sulla proprietà di immobili, i più facili da scovare e i più facili da tassare). Si pensi che per il solo Comune di Macerata questo fenomeno comporta che nel 2009 lo Stato trasferiva “a ciascuno dei 42/43.000 maceratesi 245 euro, oggi ne assegna 27. Nel 2009, per ogni 100 euro di entrate correnti ordinarie del comune,25 euro circa venivano da trasferimenti statali. Oggi ogni 100 euro di entrate correnti ordinarie, meno di 3 circa vengono da trasferimenti statali».

tasiL’indagine del Sole evidenzia come il prelievo medio sia oltre la soglia del 10 per mille. Questa è la situazione di Macerata.

ABITAZIONE PRINCIPALE – Una famiglia maceratese media (due adulti e un bambino di 10 anni con un reddito di 35 mila euro e un Isee di 28mila euro) pagherà 122 euro di Tasi sulla prima casa per il 2014, mentre nel 2012 pagava 73 euro con un incremento del 67%. In 80 degli altri Comuni censiti si paga di più, in 21 si paga di meno. Per quanto riguarda l’aumento, in 31 Comuni i rincari sono stati più alti, in 70 sono stati più bassi rispetto a Macerata.

SECONDA CASA AFFITTATA – L’indagine prende in esame come standard una seconda casa affittata di rendita catastale media cittadina. A Macerata si pagano 856 euro con un aumento rispetto al 2011 del 142%. In 68 Comuni si paga di più. In 33 si paga di meno. per quanto riguarda i rincari, sono stati uguali a quelli applicati a Macerata in altri 42 Comuni, più alti in 40 Comuni e più bassi in altri 19.

NEGOZIO – Lo standard è un locale di rendita catastale media cittadina. A Macerata si pagano 1.515 euro di Imu e Tasi con un aumento del 145% rispetto al 2011. In 18 Comuni si paga di più. In 82 si paga di meno. L’aumento del 145% ha interessato altri 40 Comuni, mentre gli aumenti sono stati più alti in 38 Comuni e più bassi in altri 23.

CAPANNONE – Si prende come esempio un immobile di rendita catastale media nazionale. A Macerata si pagano 4.527 euro di Imu e Tasi con un aumento del 97%rispetto al 2011. In 16 Comuni si paga di più, in 30 si paga di meno, in 55 si paga lo stesso importo. Per quanto riguarda l’aumento, è stato lo stesso in altri 42 Comuni, rincari più alti in altri 38 Comuni, più bassi in altri 21.

Come sottolineato anche dall’articolo de Il Sole 24 ore su negozi e capannoni, l’Imu è deducibile per il 20%, mentre la  Tasi è deducibile per il 100% dal reddito d’impresa.
«Macerata è in linea con la media nazionale – commenta l’assessore Blunno – anzi anche meglio per la prima e la seconda abitazione. in particolare sulla Tasi prima casa il Comune di Macerata ha introdotto 3 tipi di detrazioni anche cumulabili tra loro, la detrazione fissa per tutti di 55 euro, quella di 25 euro per ogni figlio fino a 26 anni convivente e quella di 40 euro per redditi Isee inferiori a 9mila euro».

E mentre ci si avvia al pagamento del saldo, è tutt’altro che rassicurante la conclusione de Il Sole 24 ore: «L’esperimento condotto nel 2014 sul fisco del mattone non è riuscito, di questo si deve tener conto mentre si profila la nuova “tassa unica” che il Governo ha intenzione di inserire nella legge di stabilità nel suo passaggio al Senato. Sull’abitazione principale, secondo il progetto, la nuova tassa reintrodurrà una detrazione standard (100 euro) che riporta un po’ di progressività nella pressione fiscale, ma permetterà di alzare l’aliquota fino al 5 per mille. Tetto massimo al 12 per mille sugli altri immobili con un’impostazione che può dare spazi a nuovi rincari»


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