“Due miliardi e mezzo per tagliare mezz’ora di tempo”
Serravalle si interroga sull’economia della ‘strada’

LA SS77 - Il Libro di Loredana Lipperini. Quasi un dibattito, con due ex sindaci e quello attuale, ed un Convitato di Pietra: la ‘Quadrilatero’, sul futuro di un luogo che perde cento abitanti ogni cinque anni
- caricamento letture
LIPPERINI (5)

L’incontro in Comune

di Maurizio Verdenelli

Baci, abbracci, gran voglia d’esserci, gli amici del posto, quelli di Colfiorito (Laura Picchiarelli, del Parco), due ex sindaci (Ronchetti e Rocchi), quello attuale (Gabriele Santamarianova che arriva con un po’ di ritardo): “Tanta gente che non si vedeva da molto tutta insieme in un solo posto in paese”. Tutti intorno all’amica, alla ‘paesana’ famosa tornata un po’ alla chetichella per presentare in anteprima un po’ alla chetichella, prima di Tolentino (in serata), Macerata (al Terminal cult, oggi), Camerino (all’università, domani) il suo ultimo libro. “Cominciato a scrivere qui a dicembre e finito a giugno, luglio e dedicato a mia madre che non c’è più. Questo è il mio paese dell’anima: qui ho iniziato tutti i miei libri e qui continuerò a farlo, per sempre” promette lei, emozionata dichiarando che “Questo trenino a molla che si chiama il cuore. La Val di Chienti, le Marche lungo i confini” (Laterza editore) è dedicato alla madre che, “mentre finivo il libro, ha raggiunto mio padre nell’altra curva dell’otto” -è scritto nella prefazione. Il padre, Libero, nato a Serravalle (poi trasferitosi a Roma dov’è nata lei) al cui nome è intitolata la biblioteca comunale che lei ha arricchito con centinaia di libri ogni anno. “E continuerò a farlo” promette anche se da qualche mese, contemporaneamente alla perdita della madre -quasi un distacco, ma solo formale- lei non è più residente nel comune a confine tra Marche ed Umbria di cui fu sindaco negli anni 60/70 il celebre medico di papi, presidenti e protagonisti della vita di quell’epoca (il conterraneo recanatese Giacomo Brodolini, Pietro Nenni, l’architetto Pierluigi Nervi etc.). “Sono orgogliosa di voi” quasi grida la giornalista dal centro dell’emiciclo consiliare del palazzo disegnato da Nervi. Sta la Lipperini insieme con il sindaco, l’assessora Rita Sisti e la consigliera delegata Paola Piccioni. “E noi di te” è la risposta del coro, per la maggioranza al femminile. Nella sala dove campeggiano i Patti d’Amicizia con alcuni comuni italiani (Rimini ed altri) dei tempi terribili del terremoto, 17 anni fa, c’è pure un grande Convitato di pietra: la soc. Quadrilatero.

LIPPERINI (2)

La scrittrice insieme con il sindaco Gabriele Santamarianova, Rita Sisti e Paola Piccioni

“Non sono un ciclone come mi hai dipinto, non sono un terribile Sauron, non metto paura a nessuno” mi dice Loredana Lipperini (“Ah, i tempi di molto, poco tempo fa quando collaboravo all’ufficio stampa dello Sferisterio con Gianna Volpi, che cara nostalgia!” mi ricorda). I tempi della lirica sono passati per sempre per Loredana, da tempo celebre giornalista (sulle pagine culturali di ‘Repubblica’) scrittrice e conduttrice della popolare trasmissione di Radio Rai3. E mi mostra sul telefonino le immagini della superstrada Valdichienti ‘in movimento’, i suoi piloni che definirà “ossa emergenti dal terreno”. “Ho visto Bistocco di Caldarola e Campolarzo, desertificati…” dice con un lampo negli occhi. ‘Veramente, molto popolosi non lo sono mai stati” commento pensando ad una vita da ‘Olandese volante’ trascorsa lungo questa strada tra Umbria e Marche, che ho sempre pensato essere due regioni per scoprire sul finire di questa esistenza che invece non era così nel segno di San Francesco, Foligno, Colfiorito e Serravalle…e san sisma. Si, perché, dicono ‘contromano ‘ -la collana di Laterza- se finalmente è cessata la ‘guerra tra le due valli’ che ha originato il ’mostro’ di Fonti di Brescia (il tunnel iniziato e poi occluso da un muro di cemento) se finalmente si sta concludendo ad aprile una veloce strada di collegamento dopo centinaia d’anni tra Marche e il Centritalia, questo si deve all’attenzione italiana che le rovine del terremoto suscitarono dal ’97 in poi.

LIPPERINI (4)“E’ stata definita un’opera strategica ad impatto zero” qualcuno scandisce in prima fila con Santamarianova a sottolinearlo ma senza enfasi, davanti ad una Lipperini da ‘Forum’ che elenca benefici e no. E le aree leaders promesse? “Siamo  in fiduciosa attesa” dichiara, sempre senza enfasi, il sindaco con un sorriso giovanile e coinvolgente. “Due miliardi e mezzo per ‘tagliare’ mezz’ora di tempo. Ne valeva la pena? forse si, forse no….” È la voce della scrittrice che pure si autoanalizza dopo gli attacchi su FB ‘a difesa della strada per Roma’ (per dirla con Paolo Volponi’). “Vorrei che non mi diciate: ecco la solita turista o villeggiante che vorrebbe che il suo ‘presepe’ non fosse mai toccato. Che non lavora a Foligno e deve andare in ufficio o in fabbrica ogni mattina, con neve, ghiaccio, pioggia ed ogni tempo…Mezz’ora di tempo guadagnato ma è perduto dentro i tunnel lo spettacolo incomparabile di una natura spettacolare. Tuttavia non faccio il renziano gufo: se la superstrada porterà benefici sarò la prima a festeggiare con voi. Non porto avanti argomenti e temi passatisti. Io narro alla maniera di Roberto Saviano ciò che la gente sa e che non vuole dimenticare. Questo mio libro nasce da questa esigenza”. Molte voci sostengono quella armata dal beneficio del dubbio, di Loredana. Silvia, che ha lasciato Roma per stabilirsi dal 2009 a Serravalle paragona a tanti ‘femori’ i piloni dell’autostrada. Storia vecchia: lo è stata anche per il vicino Abruzzo su e giù per monti ed Adriatico. “E’ una strada che privilegia i poli opposti, Civitanova e Foligno ed avvicina l’entroterra al mare” sintetizza Santamarianova. Il sindaco sarà protagonista a dicembre al taglio del nastro del tratto Bavareto- Colfiorito per cui la comunità molto si è battuta (e Gabriele indica il mitico predecessore Ronchetti, in aula) “altrimenti sarebbe stato togliere via di netto Serravalle, un altro terremoto…per dirla con Venanzo” sottolinea il sindaco reduce da un incontro al Parco organizzato dal comune di Foligno con le associazioni e le comunità dell’altopiano di Colfiorito. “Bisogna fermare questa economia in avvicinamento e coagularla nel nostro territorio: non vogliamo però un’economia ‘mordi e fuggi’” sintetizza ancora Gabriele che offre all’uditorio riflessione su un dato agghiacciante: “Ogni cinque anni, regolarmente cento persone se ne vanno da Serravalle. E’ ora d’invertire quetso trend altrimenti…si chiude”.

LIPPERINI (3)“Importante impedire la desertificazione e che la gente continui ad amare il panino di Luciano e preferirlo alla cotoletta ‘Apollo’ dell’autogrill” esemplifica, immaginifica, Loredana Lipperini. Che evoca le figure delle giornaliste d’inchiesta Milena Gabbanelli e Sandra Amurri, occupatesi della ‘superstrada’ della ‘Quadrilatero’: “Spa” scandisce la conduttrice radiofonica. Opportunità per la gente dell’altopiano o dintorni? Verranno le fabbriche con il collegamento veloce come promesso dagli industriali? Il Forum è stato intenso e dibattuto nell’aula consiliare di Serravalle con i ‘tre sindaci’ ad indicare con la loro presenza gli ultimi venti anni di esperienza amministrativa mentre fuori una pioggerellina fredda da neve aveva cominciato a battere rendendo la pietra delle strade da poco restaurate, viscide. Poi il Convitato silenziosamente se n’è andato e sulla scena sono apparsi leggende, tradizioni, mestieri, storia, nomi del luogo e i fatidici carbonai: l’altra parte, quella narrativa, del libro. “Già, ‘Questo trenino’ non è un libro d’inchiesta ma lo è, non è un romanzo ma lo è, non è un libro di memorie eppure lo è, a sottolineare il doppio della valle. Le fate che diventano sante, la Basilica di Plestia che ha sotto una paleocristiana ed un’altra ancora pagana. Tutto è doppio in questa terra” scandisce la Lipperini. Buono o cattivo. Superstrada si, superstrada no. Certo una strada più agevole, per Foligno, l’avrebbe presa il celebre Casanova che da quelle parti ci restò per due giorni e due notti, subendo lo smacco più clamoroso della sua vita, rischiando di finire a letto, inseguito da uno ‘sbirro’ (così definito) del celebre amante, infojato. Che a letto ci finì con due ragazze di Castello. Parola di Loredana che a Giacomo dedica proprio il primo capitolo del suo libro, che definisce un ‘atto d’amore’ verso il suo paese in cui ‘sono tornato sempre più stabilmente dopo il terremoto’. Alla proustiana ricerca del tempo perduto, dell’infanzia e della giovinezza vissute nel verde di questa valle “per ridonarlo come testimonianza attraverso questo Trenino alla Pessoa”. Un ultimo abbraccio e poi, via di corsa, tra tunnel e piloni ancora da completare del tratto muccese, verso Tolentino alla Biblioteca Filelfica per un’altra presentazione del libro. Ah, benedetta strada!



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X