“Nugule”, ricordi e sentimenti cingolani di Enea Angelucci
CINGOLI - Domani (sabato 15) alle 17 la presentazione del libro del cavaliere e albergatore noto per aver ideato lo storico premio sportivo "Il battilardo d'oro"
“Messico e nuvole” forse ricordando l’impresa di Riva e Rivera (‘arriva la bufera’) di calcistica memoria in quella formidabile estate azzurra del ’70? L’assonanza non è tanto peregrina avendo lui, Enea Angelucci, di anni 84, da Cingoli, cavaliere ed albergatore (cfr ‘Miramare’) padrone di casa di un indimenticabile Premio sportivo ‘Il battilardo d’oro’ che laureò, con gli auspici del carissimo collega Gianfilippo Centanni, nomi ‘calcistici’ come quelli di Massimo Ambrosini, Vujadin Boskov, Daniele Tombolini (arbitro) e negli altri sport, l’olimpionico Gelindo Bordin (di casa a Santa Maria di Rango con Nazareno Rocchetti) e le grandi fioriettiste della vicina Jesi: da Giovanna Trillini a Valentina Vezzali.
Si, va bene, si dirà: ma nuvole che c’entra? C’entra, c’entra. Perché, in verità, il primo pensiero leggendo il titolo dell’ultimo libro su Cingoli del cav. Enea, che verrà domani alle ore 17 presentato alla Sala Verdi, è stato quello del classico errore di stampa: ‘Nugule’. Nossignori! Avrà pensato l’autore alle latinissime e marcianee ‘nugae’ (care anche a Francesco Petrarca): le piccole ma care ‘cose’ del cuore che fanno rima nella dolce inflessione ‘di casa’ a nuvole. Enea, nuvole e Cingoli: com’eravamo. E meglio, e più: chi c’era e chi c’è, che c’era e che c’è. Così da Fonte ‘tonda’ (Giulia), il cavaliere risale come Dante (absit iniura verbis) accompagnato dal ‘maestro’Virgilio (e cioè Centanni), per le erte della sua cittadina cara a papa Castiglioni e a santa Sperandia (o viceversa, se volte) per raccontare gli ultimi 70 anni che ha ancora fisso negli occhi, dai 14 anni in sù quando capì di essere nato in un un posto meraviglioso nel cuore delle Marche a cavallo tra due province. Una terra ‘dove non è mai notte’ perchè coglie gli ultimi riverberi della luce che se ne va: in nessun’altra parte come dal Balcone delle Marche. Andare a vedere per restarne convinti!
Dice Angelucci : “Non presumo di essere esauriente al massimo. Dunque, invece di raccontare a parole, ho scritto: le parole espresse a voce vengono dimenticate, invece se sono scritte rimangono. Così resteranno per sempre le persone che come dice il poeta se ne vanno come le foglie di primavera. Ed inoltre mestieri, case, chiese, botteghe e perfino alberghi. Mi sento, ora che ho tramandato ciò che ricordavo, più liberato,alleggerita, più rasserenata”. Un libro -dice Centanni- che l’autore ha voluto dividere in due parti. La prima alla ricerca proustiana ‘del tempo perduto’, la seconda alle dilettissime poesie.
Ed ecco le dediche dell’autore: “Ai miei genitori, alla mia famiglia ed ai miei amatissimi nipoti Emanuele e Federico. Gradirò ricevere segnalazioni su qualche mia dimenticanza di luoghi, nomi e soprannomi. E ringrazio di vero cuore l’amico Gianfilippo Centanni, per il suo assiduo o solerte apporto; il dottor Luca Pernici, direttore delle civiche istituzioni culturali cingolane,sempre disponibile con intelligente professionalità; il dottor Terenzio Montesi, giornalista e regista Rai che mi è stato sempre vicino; la signora Anna Maria Abbruzzesi (che, telefonandomi con gradita insistenza mi dice: “Enea, devi scrivere!”) presidente di “Voci nostre”; la signora Jolanda Baldoni animatrice dello stesso sodalizio culturale e tutti i componenti del Direttivo; la dottoressa e docente Simonetta Bernardi, che mi onora della sua amicizia; il maestro Giovanni Sbergamo che ha collaborato con testi e documentazioni di cui non ero a conoscenza; la Tipolito Ilari per le spiccate professionalità e onestà; tutti i cingolani che mi hanno gentilmente concesso le foto per la pubblicazione. Un ringraziamento particolare lo rivolgo al sindaco Filippo Saltamartini e all’Amministrazione comunale, per aver concesso la Sala Verdi per la presentazione del libro.I proventi dalla vendita di questo volume saranno interamente devoluti a due benemerite istituzioni di Cingoli: Comitato della Croce Rossa Italiana e Sezione dell’Avis. Quindi devo sentitamente ringraziare i rivenditori Francesca Cerioni, Claudio Corinaldi, Anzio Palpacelli, ATC-Pro Loco, che permettono di destinare il ricavato in beneficenza”.
Per l’editore-stampatore Marco Ilari, che ha pubblicato in precedenza raccolte di poesie di Enea Angelucci, un’altra tappa in direzione di un ramo d’azienda sempre più ‘in progress’ dopo il successo de ‘La leggenda del santo petroliere’ che chi scrive ha dedicato al caso Mattei. A questo seguirà un continuum che affonderà ancor più nella storia ‘il filo rosso del petrolio’ in Italia, mentre ottima accoglienza ha registrato ‘I Martiri bambini’ che l’inviato Onu, Emanuele Tacconi, ha dedicato all’emergenza più grave che la civiltà dell’uomo sta affrontando. In via di stampa inoltre -dice Ilari- ‘Il ragazzo e l’altopiano’ dedicato alle vicende intorno al terremoto umbro-marchigiano e alla figura di Venanzo Ronchetti in quegli anni sindaco di Serravalle di Chienti. Entro natale probabilmente vedrà la luce pure un pampleth su Giacomo Casanova e Giacomo Leopardi, a confronto, di Lucio Biagioni, capo ufficio stampa della Regione Umbria.
