Presentato il rapporto “Marche +20”

La ricerca è stata curata dall'economista Pietro Alessandrini, che con un pool di esperti ha lavorato per quattro anni al 'disegno' delle Marche del futuro, in confronto con le 5 regioni più simili: Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo
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08_11_2014_Marche+20_03Cambiare il modo di produrre e competere, investire nella qualità e nella capacità organizzativa per fare ”prodotti belli e ben fatti, per la persona e per la casa”, senza illudersi che le Marche possano restare ”l’isola felice dell’occupazione manifatturiera in specializzazioni a basso valore aggiunto”, mentre il resto dell’Italia e l’Europa vanno in direzione opposta. E’ questo il possibile ”Sviluppo nuovo senza fratture” delineato dal Rapporto ‘Marche +20’. 

08_11_2014_Marche+20_04La ricerca è stata curata per conto della Regione dall’economista Pietro Alessandrini, che con un pool di esperti ha lavorato per quattro anni al ‘disegno’ delle Marche del futuro, in confronto con le 5 regioni più simili: Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo. Il quadro che ne emerge è inevitabilmente di luci e ombre: le Marche svettano per benessere e alta speranza di vita, ma sono 11/e in Italia per livello del Pil pro capite (-1,7% nel 2008-2014), scontano un basso indice di produttività, arrancano sul fronte degli investimenti in innovazione e della selezione e qualificazione del capitale umano.

marche +20Presente il governatore Gian Mario Spacca, la ricerca è stata illustrata nella facoltà di Economia dell’Università Politecnica e dall’esposizione di Alessandrini e del direttore dell’Irpet Toscana Stefano Casini Benvenuti. Alcuni spunti inediti: non necessariamente la piccola dimensione delle imprese va vista come un handicap, e se pure ”sarebbe bene avere una maggiore dotazione di medie imprese” (Alessandrini), è altrettanto importante (Casini Benvenuti) investire sugli imprenditori più innovativi: ”in Toscana stiamo tentando di farlo, e a volte queste imprese sono molto piccole”. Domotica, meccanotronica, salute, benessere e in genere gli investimenti in prodotti intangibili sono alcuni dei settori su cui concentrare l’attenzione. Se davanti ad una crisi che perdura, e che di per sé produce ”una frattura profonda”, non si può restare a guardare puntando su un percorso ”inerziale”, il primo obiettivo da porsi è il recupero del Pil pro capite, portandolo a quota 100, che è la media italiana (per il ‘sorpasso’ le Marche dovrebbero arrivare a 102).

MANIFESTO MARCHE +20Il Rapporto, ”aiuta a riflettere con la mente sgombera dalle contingenze del presente, e a riprendere la logica delle ‘onde lunghe’ dello sviluppo in un ordine successivo di cose, facendo leva sui punti di forza che abbiamo per rimodularli in una prospettiva di lungo termine”. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca l’ha detto aprendo i lavori del seminario. Ad ascoltarlo, il segretario del Pd Francesco Comi,quasi tutti gli assessori, il presidente dell’Assemblea legislativalaz Vittoriano Solazzi, e poco più dietro pure la senatrice 5 Stelle Serenella Fucksia.



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