Un anno dentro e fuori Macerata:
le storie incrociate di Riku e Irene
SCUOLA - Lei ha 17 anni, lui ne ha 16. Hanno lasciato le proprie case per volare fuori dalle loro città e frequentare un anno di studi all'estero. Iscritti al penultimo anno delle superiori hanno aderito al progetto Wep. Punto d'incontro la famiglia maceratese Accardi che dopo aver salutato la primogenita in partenza per gli Usa, ha accolto un ragazzo giapponese amante dell'Italia. La mamma ospitante: «Nello Sferisterio ha trovato quello che si aspettava dalle bellezze del nostro paese»
di Claudio Ricci
Giappone, Stati Uniti e Macerata. Destini che si incrociano. Filo conduttore lo studio per una esperienza all’estero. Protagonisti Riku, giapponese, 16 anni e Irene 17 anni maceratese. Dietro l’esperienza che i due giovanissimi hanno iniziato ad assaporare c’è il programma di studio Wep (World Education Program) che permette agli studenti (generalmente al penultimo anno delle scuole superiori) di scegliere una nazione in cui compiere un anno di studio e di vita fuori dal proprio paese di origine. Con il progetto High Scholl di Wep , organizzazione mondiale nel settore della mobilità giovanile, il giovane giapponese proveniente da un “piccolo” sobborgo di Osaka ( 390mila abitanti) si è trovato catapultato a Macerata dopo aver scelto il Belpaese come meta per il suo viaggio-studio. Ad ospitarlo la famiglia Accardi: papà Roberto, mamma Rossana e le tre figlie, Giorgia (16) e Clelia (13) e Irene che nel frattempo ha spiccato il volo per gli States come “exchange student”. Meta per Irene Nashville. A muovere Riku verso Macerata la sua passione per l’Italia e gli italiani.
«Ha scelto il nostro paese perché voleva conoscerne le bellezze e perché aveva sentito che gli italiani sono sempre allegri e pieni di vita – dice Rossana Accardi, la mamma che ospita Riku – Altro movente la passione per il calcio. A due mesi dal suo arrivo Riku è già iscritto e si allena con gli allievi della Vis e anche nella squadra si è integrato bene con i compagni. Vedendo lo Sferisterio ha trovato quello che cercava in Italia tutte le bellezze artistiche e architettoniche che si aspettava di trovare». Dall’altra parte dell’oceano a Nashville, villaggio di 1600 anime nella regione dei grandi langhi nel gelido nordest atlantico, Irene sta vivendo la sua esperienza di studio e di vita all’estero. Partita a fine agosto la giovane maceratese rimarrà negli Usa fino ai primi di luglio, ospite di un fratello e sorella pensionati e bendisposti all’accoglienza dei giovani studenti. «Si trova bene – la madre – è felice della sua scelta. Ha trovato una famiglia e degli amici che l’hanno accolta nel migliore dei modi. Per lei questo viaggio significa molto e non solo per l’apprendimento della lingua. La famiglia ospitante si occupa solo del vitto e dell’alloggio per il resto è tutto a suo carico. Così imparerà a gestire le spese e ad essere responsabile».
Opportunità di crescita che a Macerata anche per Riku si traducono nell’apprendimento di una nuova lingua, scambio interculturale con i compagni del quarto linguistico del Leopardi e voglia di rendersi utile per la collettività. «Riku è un ragazzo molto attivo – confida Accardi – In famiglia parliamo con lui in inglese anche grazie al prezioso supporto delle mie figlie Giorgia e Clelia ma da parte sua c’è il desiderio forte di imparare l’italiano. I compagni del liceo lo aiutano facendogli a turno delle lezioni di italiano, ogni mercoledì dalle 2 alle 4 del pomeriggio. Oltre a tutto questo si è voluto iscrivere ai corsi per volontari della Croce Rossa. Credo che sia lui che mia figlia stiano vivendo l’esperienza nel migliore dei modi, facendo molte cose e non perdendo un momento di un viaggio che li segnerà per tutta la vita».


