Zanda: “Non ho votato Renzi alle primarie
ma sono fedele alleato per le riforme”

MACERATA - Il presidente del Pd al Senato, interviene all'Asilo Ricci in occasione della festa dell'Unità Democratica. "Necessaria la sintesi per governare e sciogliere quei nodi istituzionali che non ci permettono di uscire dalla crisi" Poi sugli attacchi mediatici di Della Valle e di parte della Chiesa dichiara: "Meglio un confronto schietto come questo che ipocrisia come avviene in altre parti"
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Da sinistra l’assessore Marcolini, il presidente Zanda e il segretario regionale del Pd Comi

La sala dell'asilo Ricci

La sala dell’asilo Ricci

di Claudio Ricci

“Non ho votato Renzi alle primarie ma credo che in questa fase dobbiamo al segretario del nostro partito quella lealtà necessaria per coadiuvarlo nell’azione di sintesi che sta promuovendo nei vari livelli delle istituzioni”. Solo uno dei passaggi salienti con cui Luigi Zanda, presidente del gruppo Pd al Senato, ha arringato la platea giunta in serata all’Asilo Ricci in occasione della festa dell’Unità democratica che si concluderà domani (sabato 4 febbraio) a Macerata. Argomento del dibattito: la delicata fase di riforme costituzionali attualmente al vaglio delle Camere. Zanda non nasconde la fede nella missione di cui sono investite le istituzioni, oggi in forte crisi di credibilità agli occhi dei cittadini. “Sono in parlamento da dieci anni ormai e non ho mai visto un accavallarsi di riforme strategiche come quello a cui assisto oggi”. E da qui un elenco perentorio dei provvedimenti su cui in senato si lavora “a testa bassa”. Correggere il titolo V, rafforzando l’autonomia delle Regioni e al tempo stesso accentrando nello Stato poteri cruciali; procedere con la riforma elettorale che approveremo al massimo agli inizi del 2015; votare settimana prossima la legge delega sul lavoro (passaggio imprescindibile) e dirimere la spinosa questione dell’articolo 18, (che l’onorevole ammette di voler cambiare perchè ormai datato ed inadatto); la riforma della giustizia penale – subito la legge anticorruzione – e civile con i nodi da risolvere su Ius Soli, coppie di fatto e diritti di fine vita”.

Sciapichetti

Da sinistra il segretario comunale Paolo Micozzi, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, l’assessore Giuseppe Marcolini, il presidente Luigi Zanda, i segretari regionale Francesco Comi, e provinciale Terea Lambertucci e il senatore Mario Morgoni

Il filo conduttore tra tutti questi provvedimenti c’è e il senatore lo individua nella necessità di cambiare a costo di non centrare l’obiettivo al 100% nella prospettiva di adattarsi alle certezza richieste dall’Europa. “E’ un elenco di ritardi – commenta Zanda che incombono sulla situazione Italiana come un debito istituzionale da sanare, per poter pensare poi a saldare quello economico. Il tempo del rinvio è finito”. Ma il senatore sa bene quali siano gli scricchiolii politici che insidiano la governabilità. A partire dalle voci dell’ultima ora che vogliono il Pd con 400mila tesserati in meno e un problema di popolarità in calo per Renzi a cui si aggiungono i recenti attacchi mediatici di quelli che il premier ha definito “poteri forti”. “ Io non li definirei poteri forti – risponde Zanda a domanda precisa – parlerei più di interessi che non sono solo economici e spesso di carattere fortemente territoriale. La difficoltà di governare oggi la riscontriamo anche negli Usa, dove Obama ha perso molto del suo iniziale gradimento; in Francia dove Hollande regala fette importanti dell’elettorato alla Le Pen. La crisi economica, si sa, accende la competizione e considero positivamente chi viene allo scoperto – il senatore non nasconde il riferimento alle esternazioni di Della Valle e di certa parte del Vaticano – confrontandosi più su uno scambio di idee schietto piuttosto che su una linea ipocrita, come avviene in altre parti della politica. Sono con il nostro segretario perchè con il suo operato ci indica la strada giusta per fare sintesi. E quello di cui abbiamo bisogno oggi è la stabilità governativa necessaria per sciogliere i nodi istituzionali ed andare avanti”.
zanda_pd Una stabilità quella di Renzi che in effetti può contare più sui numeri della Camera che non su quelli al Senato dove il Pd detiene un minor numero di seggi. “Posso affermare con tutta tranquillità – commenta Zanda sostenuto più tardi dal commiato del senatore Morgoni – in appoggio su tutta la linea – che il Senato della Repubblica oggi si tiene sul lavoro di confronto e supersintesi svolto dai membri del Pd. Gli altri gruppi sono ormai frastagliati: si sono spaccati o perdono adesioni. Solo il Partito Democratico può garantire una funzionalità dell’istituzione e portare avanti, con molta fatica, quel lavoro necessario per riformare la costituzione e finalmente guardare con serenità al futuro”.



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