Da Lampedusa a Ginevra Di Marco,
Rive è festival d’impegno
CIVITANOVA - Seconda edizione per la manifestazione ideata dal Comune sotto la direzione artistica di Giorgio Felicetti. Dal 4 al 6 luglio incontri e racconti tra le sponde del mare e la città alta

Da sinistra la presidente dei TdC Rosetta Martellini, il direttore artistico di Rive Giorgio Felicetti, il sindaco Tommaso Corvatta , l’assessore al turismo e cultura Giulio Silenzi e l’assessore all’ambiente Cristiana Cecchetti
di Laura Boccanera
Portate puntualità, voglia di ascoltare, una bici e due piedi. Questa la strada per approvare a Rive, il festival delle sponde e dei confini che torna per la seconda edizione nei luoghi più suggestivi della città. La creatura di Giorgio Felicetti, costruita su misura per Civitanova cresce e continua a rivolgere lo sguardo verso i temi dell’ecologia, dell’ambiente, della politica, dei limiti: umani e geografici. Da venerdì 4 luglio a domenica 6 luglio un week end impegnato, ma al tempo stesso raccolto, intimo, in grado di raccontare i cambiamenti e a tirare in tre giorni la sintesi degli interrogativi. Per fare questo ospiti non scontati o banali per un festival, persone e non personaggi che racconteranno storie, realtà, drammi. Come Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, inizio dell’Italia e fine dell’Europa, crocevia di speranze e di morte. O come Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi che con il cuore in mano e il coraggio delle donne ricostruisce la vita e la storia pubblica e privata di uno dei delitti del Paese. O ancora come Nicolò Carnimeo che sa che in mezzo al mare stiamo distruggendo il pianeta con la plastica, con intere discariche di rifiuti che le correnti trascinano a largo e che diventano materiali tossici per l’ecosistema e per i pesci che mangiamo. E c’è chi si arrabbia per come abbiamo distrutto il futuro alle nuove generazioni e lancia invettive notturne come Maurizio Maggiani che maledice la sua generazione e l’utilizzo che ha fatto del benessere del dopoguerra. Ma non c’è solo l’impegno civile: Rive è anche riscoperta dei luoghi ed ecco che il borgo marinaro, Civitanova Alta e l’area portuale diventano teatro di racconti e anche di divertimento, seppur amaro come quello del teatro di Enzo Vetrano e Stefano Randisi o l’ironia di Diego Parassole con lo spettacolo “I consumisti mangiano i bambini”. Imperdibili gli appuntamenti con la musica: Enzo Avitabile, Ginevra di Marco e l’Orchestra di Piazza Vittorio insieme per un’unica data italiana e poi la musica con strumenti riciclati di Capone e Bungt Bangt. “Credo che Civitanova sia una città con la grande capacità di “futureggiare” come dico coniando un nuovo termine – spiega la presidente dei Teatri Rosetta Martellini – Rive è un progetto che ha qui una sua forza e potenza e nella seconda edizione ancora di più lo conferma”. “Rive si muove come un bambino piccolo – dice il direttore artistico Giorgio Felicetti che proprio quest’anno compie 20 anni di direzioni artistiche fra Esteuropaovest e Rive – fra le sponde della città, non potrebbe essere fatto altrove e mi piace l’idea che tutto alla fine chiuda un cerchio. Si comincia con Lampedusa e si chiude con l’orchestra di Piazza Vittorio, dall’immigrazione al multiculturalismo”