Atac, trasporti in rosso
“Ma nessuno vuol vendere l’azienda”

CIVITANOVA - L'amministratore delegato e il presidente della società partecipata annunciano una perdita di 450mila euro per il trasporto pubblico locale. Il personale la spesa più cospicua ma i vertici assicurano "tagliare i posti di lavoro è l'estrema ratio".
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cognigni mantella

L’amministratore delegato Sergio Cognigni e il presidente Atac Francesco Mantella

di Laura Boccanera

Meno 450mila euro circa. Si chiude in perdita il bilancio dell’Atac settore trasporti per l’anno 2013. Una situazione di sofferenza finanziaria determinata in larga parte dai costi del personale e dai minori rimborsi che a cascata la Regione elargisce alle società di trasporto pubblico. Errori di anni precedenti e scelte poco lungimiranti sono secondo l’amministratore delegato e il presidente della società Sergio Cognigni e Francesco Mantella le cause che determinano un bilancio che necessiterà di una risoluzione anche gravosa. Al momento però si cerca di tutelare l’occupazione e i 30 autisti degli autobus, ma i fattori da considerare sono molti: “intanto è necessario dire che l’Atac non vende e che nessuno può comprare nulla – dice Cognigni – perchè i servizi vengono affidati dalla Regione e dalla provincia. Siamo in attesa del nuovo regolamento di gestione, ma se avrà tempi lunghi dobbiamo comunque prendere provvedimenti”. L’atac trasporti infatti gestisce sia il trasporto pubblico locale che il trasporto scolastico per le scuole medie e per il liceo e lo scuolabus per bimbi da 3 a 5 anni, un fiore all’occhiello che però è una spesa viva dal momento che i costi sono superiori agli utili. Nel 2014 per il trasporto pubblico locale la Regiona ha assegnato circa 486mila chilometri con un corrispettivo di rimborso pari a 741mila euro. Per il 2014 a parità di tratta assegnata il rimborso scende a 688mila euro. Per il servizio di scuolabus a domicilio invece è il Comune che rimborsa e assegna 62.900 mila euro, una cifra che però non copre le spese. I costi annuali infatti ammontano a 1.900.000 euro circa di cui 1.413,000 per il personale con una forza lavoro di 34 persone, 29 autisti e 4 manutentori. Un numero elevato di dipendenti considera Cognigni, basti pensare che società analoghe per il doppio dei chilometri assegnati hanno due terzi del personale dell’Atac: “al momento però non pensiamo di effettuare riduzioni di orario anche se sarebbe efficace un part time dal momento che quando i mezzi non sono impiegati in maniera intensiva spesso gli autisti vengono utilizzati per la pulizia degli autobus ma non svolgono il loro ruolo”. Urge dunque comunque una soluzione: “ci siamo posti il problema di cosa fare – aggiunge Mantella – in attesa del Regolamento abbiamo chiesto al Comune di affidarci nuove attività tali da remunerare l’azienda e poter alleggerire il carico dei costi del personale per altri usi. Ridurre il personale è l’estrema ratio. Dobbiamo svolgere un servizio sociale ma le condizioni economiche oggi non sono più accettabili e per questo stiamo cercando forme di aggregazione con operatori che svolgono la stessa attività, per non perdere la titolarietà della concessione e integrare le nostre strutture con quelle di altri. L’errore originario è stato non valutare una possibile aggregazione fra Contram Apm e Atac quando la società aveva bilanci differenti”.



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