Palio dei Castelli, San Severino si tuffa nel ‘400
L'EVENTO - Dal 7 al 14 e dal 20 al 22 giugno, la città torna ad ospitare la rievocazione storica con sfilate in costume, cortei, giochi, disfide e processioni in onore del patrono per rivivere il periodo della dinastia degli Smeducci della Scala
Sfilate in costume d’epoca e gran corteo storico, processioni notturne con fiaccole, celebrazioni religiose, giochi e disfide, esibizioni di falconieri e mangiafuoco, spettacoli di giocoleria e pirotecnici, mercatini, concerti, laboratori didattici, cene in taverna e altro ancora. Dal 7 al 14 giugno e dal 20 al 22 giugno, San Severino torna ad ospitare la rievocazione storica del “Palio dei Castelli” rituffandosi nel Quattrocento, periodo fastoso che la vide sotto il dominio degli Smeducci. L’associazione “Palio dei Castelli”, con il patrocinio del Comune di San Severino Marche, ha preparato un ricco programma di iniziative, che si sposano con le celebrazioni religiose legate alla festa del patrono, mettendo a disposizione degli avventori un servizio di bus navetta gratuito con partenza a ciclo continuo dal piazzale San Domenico.
Come ogni anno al palio si lega inoltre la presentazione di una pubblicazione a cura di Raoul Paciaroni. Per la trentacinquesima edizione della rievocazione l’autore ha scelto come tema del suo studio la torre del castello di Sanseverino e le sue funzioni di avvistamento e di segnalazione. «Il Palio dei Castelli – spiega Graziella Sparvoli, presidente dell’omonima associazione – ha origine dalla volontà di rievocare l’epoca della signoria degli Smeducci della Scala e di recuperare la memoria per trasmettere ai sanseverinati il desiderio di amare e custodire gelosamente la conoscenza dei fatti storici di quel Medioevo così carico di suggestioni. L’idea di un saggio sulla torre del Castello, già edito ma poco noto e che dunque sarà ristampato, nasce così con l’intento di continuare una collana che conta già diverse pubblicazioni ma anche dal desiderio di offrire un contributo alla riscoperta di quello che è il monumento più ricco di storia della nostra città».



