Università di Macerata,
bilancio in utile
Crescono i finanziamenti per i servizi agli studenti e per la ricerca applicata
Il presente è solido per l’Università di Macerata. Lo dicono i numeri dell’ultimo bilancio consuntivo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Amministrazione: l’Ateneo presenta un avanzo di amministrazione netto 2013 di quasi 8 milioni euro, che concorreranno a coprire le spese per la ricerca scientifica e di investimento. Nel 2013 le entrate sono state pari a euro 55 milioni e 250 mila euro, per una spesa complessiva di poco superiore ai 49 milioni di euro.
Sul fronte delle entrate, sono visibili i frutti dell’apertura dell’Ateneo a collaborazioni con soggetti privati o pubblici per convenzioni, servizi, ricerche e studi. In particolare, si mantengono alte le entrate per la ricerca, pari a oltre 2 milioni di euro contro i circa 850 mila euro del 2011.
“Un Ateneo più forte – commenta il rettore Luigi Lacchè – fa il bene degli studenti, offrendo loro più competenze, professionalità, opportunità. Se nei prossimi anni riusciremo a conservare inalterati il finanziamento ministeriale e le entrate autonome, potremo lavorare con tranquillità realizzando il nostro progetto di consolidamento qualitativo dell’Ateneo. Grazie a questi risparmi, ad esempio, il nostro Ateneo potrà quest’anno investire ulteriormente sugli incentivi diretti a favorire concretamente il diritto allo studio”.
Nel corso del 2013 è proseguito lo sviluppo della ricerca nazionale e internazionale, come testimoniato dai risultati positivi della Valutazione nazionale della qualità della ricerca, dai progetti di ricerca a livello di Ateneo e dall’istituzione dei poli interdisciplinari. E’ stata consolidata e ulteriormente razionalizzata l’offerta didattica nel segno della sostenibilità. Sono stati rafforzati i servizi agli studenti, con l’inaugurazione, ad esempio, del nuovo Collegio Padre Matteo Ricci. L’Ateneo, infine, si pone sempre di più come agente territoriale di sviluppo e di innovazione attraverso l’Ufficio per i rapporti con la imprese, l’incubatore di imprese Luci, le borse di dottorato Eureka, la vittoria del bando del Distretto culturale evoluto, la progettazione delle prime due spin-off di Ateneo.
Il segno positivo è confermato anche da tre indicatori fondamentali: l’indicatore di sostenibilità economica finanziaria è al 112%; l’indice di indebitamento è all’9%, sotto la soglia del 15%; l’indice spese di personale è al 70%, sotto la soglia dell’80%. “Continuando su questa strada e riuscendo a conservare il livello attuale di finanziamento statale – commenta il rettore – potremo destinare risorse crescenti per il ripristino del turn-over e per lo sviluppo qualitativo del personale dell’Ateneo”.

come quello di Banca Marche, acc. no quello e’ inutile!
bilancio INUTILE.
Comprare power point sarebbe un ottimo investimento per entrare negli anni 2000.
Magari si possono comprare anche dei computer che non sembrino presi dagli internet point di Nairobi.