Giuseppe Verdi celebrato in un’intervista impossibile
MACERATA - Alla biblioteca Mozzi e Borgetti, le iniziative delle “Compagnie teatrali riunite” (Ctr)
Chi era l’uomo Giuseppe Verdi, con quali sentimenti, con quali moti dell’animo? Di questo, in occasione del duecentesimo anniversario della sua nascita, si è parlato l’altro pomeriggio alla sala “Castiglioni” della biblioteca comunale “Mozzi e Borgetti” su iniziativa di Piergiorgio Pietroni, direttore artistico del festival nazionale Macerata Teatro e attore delle locali “Compagnie teatrali riunite”. E come se ne è parlato? Lo spunto è venuto da una “intervista impossibile” che il giornalista Giancarlo Liuti fece a Verdi nel 1982 per la terza pagina del Resto del Carlino, nella quale il grande musicista rispose con frasi tratte testualmente da suoi scritti a domande riguardanti la società italiana di trentadue anni fa. Oltre a Liuti, questo incontro ha avuto la presenza di Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio, che si è soffermato sulla straordinarietà di Verdi non solo per le sue immortali opere liriche ma anche per la profondità, l’acutezza e l’apertura intellettuale della sua umanità, e al quale sono stati consegnati i tre volumi “La città sul palcoscenico” di Franco ed Enzo Torresi donatigli dalla famiglia Torresi.
Ma l’aspetto più originale dell’iniziativa, introdotta dalle parole di Maria Laura Pierucci, ha riguardato la maestria di Piergiorgio Pietroni nel trasformare quell’intervista in un fatto teatrale, con lui nei panni di Verdi e l’altro attore Claudio Sagretti in quelli del giornalista, entrambi molto applauditi dal pubblico assiepato in sala, il che dato alla circostanza una particolare immediatezza e un’altrettanto particolare forza comunicativa. Questo è stato il primo di una lunga serie di incontri pubblici che le “Compagnie teatrali riunite” hanno in programma per quest’anno. Seguiranno altre interviste impossibili, stavolta non di Liuti, a figure di rilievo mondiale come Padre Matteo Ricci, la poetessa Emily Dickinson e i Beatles, dopodiché, in marzo, ci si soffermerà sugli “Spettacoli impossibili”, cioè su testi teatrali la cui difficoltà di circuitazione non consente di rappresentarli e, in aprile, su “Avvicinarsi al teatro”, quasi dei corsi di storia, lettura del testo, regìa e interpretazione rivolti non soltanto ai giovani ma soprattutto a loro per illustrare il fascino del teatro che oggigiorno è oscurato dalla televisione.



