Con Tim Tooney in crociera sul “Virginian”

Al teatro comunale di Treia Carlo Victòr Vitale interpreta «Novecento» di Baricco

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Carlo Victòr Vitale 2

Carlo Victòr Vitale

di Walter Cortella

Nel lontano 1994 Alessandro Baricco, scrittore, saggista, critico, musicista, regista, sceneggiatore e quant’altro, scrisse Novecento, un monologo teatrale portato più volte in scena, e sempre con grande successo, da attori di vaglia. Da quel testo, pochi anni dopo, Giuseppe Tornatore ne curò una versione cinematografica, divenuta famosa con il titolo deLa leggenda del pianista sull’oceano. Per una serie di circostanze, non ebbi occasione di leggere quel breve monologoné di vedere il film, non essendo peraltro un assiduo frequentatore di sale cinematografiche. Tuttavia, l’opportunità di recuperare il tempo perduto è capitata pochi giorni fa, a Treia. Il cartellone della stagione di prosa del locale Teatro Comunale ha proposto, al suo terzo appuntamento, il capolavoro di Baricco, nella interpretazione di Carlo Victòr Vitale, che ne ha curato anche la regia. Come detto, non conoscevo affatto l’opera, per contro conoscevo molto bene il protagonista, avendo frequentato di recente proprio a Treia un suo seminario di espressione corporea, un’esperienza decisamente positiva, da consigliare caldamente a tutti coloro che praticano il teatro, anche se a livello amatoriale. Ebbene, in quella occasione ho avuto modo di apprezzare le qualità interpretative, la capacità espressiva, oltre naturalmente le doti didattiche di Carlo Victòr Vitale, un attore dal curriculum vasto e impegnativo che, partendo dal 1995, con Il Maestro e Margherita, Romeo e Giulietta e La cantatrice calva, arriva ad oggi conTartufo di Molière, col quale affronta, tra gli osanna della critica, la corrente stagione teatrale, sotto la regia di Nicasio Anzelmo. Ma il suo impegno artistico non si esaurisce sulle tavole dei teatri, avendo al suo attivo numerose partecipazioni a film, sceneggiati televisivi e drammi radiofonici.

Carlo Victòr Vitale 1Insomma, Carlo Victòr Vitale è decisamente un artista «a tutto tondo» e lo dimostra proprio nel monologo di Baricco, nel quale canta, accenna qualche passo di danza, usa vari registri vocali, «dialoga» con il corpo e non disdegna di imitare il suono della tromba e le voci degli indimenticabili Stanlio e Ollio, di recente da lui stesso «imbarcati» sul Virginian, il piroscafo sul quale si svolge l’intera vicenda di «Novecento». Nel monologo di Baricco, Vitale è Tim Tooney, trombettista che per sei lunghi anni suona per i crocieristi che attraversano l’Atlantico, ma è anche la voce narrante, grazie alla quale riviviamo l’incredibile leggenda del neonato abbandonato sulla nave e «adottato» da Danny Boodman, un marinaio di colore che gli farà da padre per lunghi anni. Il bambino, cui viene imposto il nome diDanny BoodmanT.D.Novecento, si dimostrerà pianista dotato di talento eccezionale, creatività inesauribile e tocco elegante. Trascorrerà tutta la sua esistenza sulVirginian, senza mai mettere piede sulla terraferma, nemmeno in occasione delle previste soste nei porti, forse terrorizzato dai pericoli propri del mondo esterno. Preferisce la vita sul mare e quando il vecchio bastimento, che è stato per tanti anni il «suo» mondo, viene destinato alla demolizione, sarà una potente esplosione a porre la parola fine alla sua vita e a una bella favola moderna che ha tutto il sapore della leggenda.

novecento 2Novecento rappresenta per Carlo Victòr Vitale un autentico «cavallo di battaglia» sul quale montò ben dodici anni fa e da allora il sodalizio Vitale-Baricco ha ottenuto dovunque lusinghieri consensi di pubblico e di critica. Per la cronaca: “Vitale sembra trarre il meglio dall’essenza di Baricco, il livello emozionale raggiunge altissimi picchi.” G.G., Il Roma di Napoli.“Attore eclettico e leggermente visionario, Vitale inchioda lo spettatore per quasi un’ora e mezza emozionando, tra commozione e sorrisi”. Karen Aquino, Rinascita.“Una magia di atmosfere, di là dalla pagina scritta il monologo si sdoppia in un io narrante e narrato tramite uno straordinario squadernamento scenico figurato. Luisa Trenta Musso, Il Giornale di Sicilia.“Vitale ha respirato la scrittura di Baricco e le ha conferito un delicata e trascinante sonorità riuscendo a colorire la sua recitazione di timbri vocali sempre diversi, giocati con il rispetto dei tempi scenici”.Il Tempo. Suggestive e coinvolgenti i ritmi dell’epoca, appropriati i costumi. Una vera e propria prova d’attore, quella di Vitale. (Le foto di scena sono di Ercole Ercolani)


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