Rifiuti, Martini: “No alla Tares, ci teniamo la Tarsu”

SAN SEVERINO - Approvato il bilancio. L'opposizione: "Dalle multe degli autovelox la cifra stratosferica di 2 milioni di euro nel 2014 e 2015"
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Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

 

Il Consiglio Comunale di San Severino Marche, ieri, a maggioranza ha approvato il bilancio di previsione 2013 e pluriennale 2013-2015 dopo oltre 5 ore di discussione.

«Senza ritoccare la Tarsu, vecchia tassa che abbiamo preferito mantenere, caso quasi unico in Italia, senza sostituirla con nuovi balzelli, eviteremo ai settempedani il salasso della Tares, che avrebbe invece fatto scattare aumenti dal 30 al 160 per cento». Il sindaco di San Severino, Cesare Martini, si dice più che soddisfatto della scelta, deliberata ieri, di non apportare modifiche sostanziali alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e ad altre imposte ed addizionali.

«La legge – sottolinea il primo cittadino settempedano –, ha previsto, con il decreto “Salva Italia”, l’introduzione della Tares stabilendo, con il successivo decreto 35 del 2013, che solo per l’anno in corso i Comuni possano prevedere il rinvio di una o più scadenze Tares fatto salvo il versamento, a favore dello Stato, di una maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato. In soldoni per le utenze domestiche, in un’abitazione tipo di 100 metri quadrati, le famiglie composte da un solo componente continueranno a pagare al Comune, come fu per il 2012, 141 euro, quelle con due o più componenti 201 euro.
Passando alla Tares avrebbero pagato 153 euro nel caso di un nucleo con una sola persona, 211 per famiglie con due persone, 234 euro per quelle composte da tre persone, 275 quelle composte da quattro persone, 340 euro quelle da cinque e ben 389 quelle formate da sei occupanti. Ma per le utenze non domestiche il risparmio è veramente considerevole – aggiunge Martini che, a titolo di esempio, cita alcune attività – Se avessimo introdotto la Tares una pizzeria si sarebbe trovata a pagare il 120% in più con una differenza fra Tarsu 2012 e Tares 2013 di ben 1.053 euro. Un negozio di ortofrutta o un negozio di piante e fiori avrebbero pagato il 160% in più. L’ortofrutta si sarebbe trovato a pagare una maggiorazione di ben 1300 euro, un negozio di piante e fiori quasi 400 euro. Per un pub l’aumento sarebbe stato del 70%, per i bar di circa il 30%. A guadagnarci sarebbero state solo le banche.
Le scelte dell’Amministrazione comunale – prosegue Martini, conti alla mano – vanno nella direzione di dare un aiuto concreto alle imprese, alle attività commerciali ed artigianali, allo scopo di superare una crisi che sta costando sacrifici a tutti e che non fa guardare al futuro con ottimismo anche alle giovani generazioni
. E’ anche per questo che abbiamo deciso di confermare le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef adottate nell’anno precedente: per i redditi fino a 15mila euro rimane l’aliquota del 0,60%, per quelli da 15 a 28mila euro dello 0,75%, da 28 a 55mila euro dello 0,78%, da 55 a 75mila dello 0,79% e oltre 75 dello 0,80%. Immutata pure l’Imu, l’Imposta Municipale Propria, con la conferma della detrazione di 250 euro per coloro che hanno contratto un mutuo relativo all’acquisto della prima casa e con un premio per l’efficienza energetica degli edifici».

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Il capogruppo Gilberto Chiodi

Il capogruppo Gilberto Chiodi

“La maggioranza si è assunta la responsabilità politica di aver approvato un bilancio non attendibile contabilmente – interviene con un comunicato l’opposizione consiliare del gruppo Città per vivere – e privo delle idonee coperture finanziarie soprattutto per le annualità 2014 e 2015 con un evidente vizio da censurare pubblicamente, in particolare ci si riferisce alla previsione di incassare dalle multe degli autovelox la cifra stratosferica di euro 2.000.000 nel 2014 e 2015, senza opportuna giustificazione giuridica e senza preventiva deliberazione. Il bilancio di previsione approvato a novembre conferma l’aumento delle tasse IMU e addizionale Irpef deliberato lo scorso anno e penalizza ancora di più i cittadini perché gonfia ed incrementa la spesa improduttiva dell’Ente. Il documento contabile approvato è un danno alla Città, non prevede l’adozione del Piano Regolatore Generale – già adottato dal Consiglio Comunale -, non prevede alcuna opera pubblica per il centro urbano, né per le importanti e variegate frazioni cittadine, si limita soltanto a rifare la copertura del manto presso la discarica di Maricella per un investimento di oltre 471.000,00. Inoltre l’Ente non è in grado di realizzare alcuna opera nell’anno, né per le annualità successive, con particolare riferimento al 2015 (previsione di investimenti euro zero). Questo non è dovuto né agli stringenti vincoli del Patto di Stabilità, né a vincoli di bilancio, ma solo a cattiva programmazione, viste le risorse presso le casse dell’Ente (che ad inizio anno erano di oltre 2.600.000 di euro).

Queste evidenti difficoltà hanno visto il loro culmine con l’assenza – ieri – dell’assessore al Bilancio che ha deciso di non partecipare alla seduta e quindi non votare il suo documento programmatorio, viste anche le evidenti correnti politiche presenti in maggioranza. Bisogna infatti ricordare la grossa polemica tra il presidente dell’ASSEM spa Claudio Brunacci e l’Udc locale per l’incremento della tariffa idrica a danno di tutti gli utenti, senza alcuna evidente ricaduta sul territorio e sui servizi. Inoltre si segnala l’erosione delle giacenze dell’Assem spa a favore del Comune per oltre 530.000 tra trasferimento di fondi diretti ed indiretti, in particolare si segnalano euro 300.000 dal canone per le fognature ed euro 200.000 rimborso rete idrica. Tutte queste situazioni, male si sposano che una sana e corretta gestione finanziaria e con una attenta programmazione economica. Il bilancio voluto dalla maggioranza e non votato dall’assessore ai Servizi Finanziari Tito-Livio Lucarelli la dice lunga sulle evidenti inefficienze che sono presenti nel documento programmatorio e che purtroppo vengono pagate dai cittadini con una fiscalità eccessiva ed estremamente penalizzante per la Città, senza alcuna ricaduta sui servizi”.



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