Corvatta incontra i farmacisti
e promette risposte a breve

CIVITANOVA - "Stiamo ritoccando il documento presentanto in Giunta", dice il sindaco ai 22 dipendenti incontrati alla riunione di maggioranza. Critico il centrodestra
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tommaso corvatta

Il sindaco di Civitanova Tommaso Claudio Corvatta

di Laura Boccanera

I farmacisti “irrompono”  alla riunione di maggioranza per manifestare le proprie ragioni contro la vendita delle farmacie. Ieri sera a Palazzo Sforza, dopo aver manifestato tramite una nota il proprio dissenso alla riorganizzazione della società (leggi l’articolo),  i 22 farmacisti delle comunali civitanovesi hanno voluto incontrare il sindaco per un confronto sul tema. Tommaso Corvatta li ha ricevuti: un incontro cordiale nel quale il primo cittadino si è impegnato a fornire a breve una risposta sul futuro delle farmacie dopo aver allargato alla maggioranza la riflessione sulla questione. «Ho percepito l’attaccamento alla loro professione e ho sentito l’orgoglio per la funzione sociale che svolgono – ha detto Corvatta – da parte loro si sono detti disponibili a intraprendere azioni di flessibilità e aiuto all’azienda». Il sindaco definisce “legittime” le aspettative dei farmacisti e ha espresso comunque la volontà di preservare l’occupazione, così come previsto per le altre aziende partecipate che per effetto di legge andranno accorpate. Al momento però non trapela di più sulle intenzioni della maggioranza e del sindaco e non si sa ancora se oltre all’accorpamento in Atac saranno due o solamente uno gli esercizi messi in vendita. «Stiamo cercando di fare ulteriori ritocchi rispetto al documento che avevamo visionato in Giunta e sarà sicuramente all’ordine del giorno della prossima riunione della maggioranza». Incontri che saranno ravvicinati nel tempo e che affronteranno anche argomenti da tempo sulla scrivania di Corvatta, dalla Civita Park, fiera e Palas, fino al bilancio. Sulle farmacie però interviene

Massimo Mobili

Massimo Mobili

oggi anche l’opposizione di centrodestra: «Vendere le farmacie comunali, è un’ammissione di incapacità ad amministrare da parte di questa maggioranza – sostengono i consiglieri Fabrizio Ciarapica e Massimo Mobili – solo chi non è in grado di gestire le aziende le dismette e il tutto è ancor più grave quando viene fatto di nascosto, senza informare i dipendenti e senza un piano economico preciso, che ci dica come e per la quale motivo». Il centrodestra difende il valore sociale delle farmacie: « da irresponsabili vendere le farmacie quando andrebbero potenziate, sono un presidio importante di tutela per la salute». Critico anche Erminio Marinelli: «È paradossale che tocchi al centrodestra il compito di difendere la proprietà pubblica mentre la giunta più a sinistra dell’epoca moderna stia parlando di privatizzarle per far cassa. Oggi la legge impone di chiudere l’azienda che le gestisce. Bene, facciamolo. Ma un conto è ridurre per legge il numero delle aziende pubbliche, un altro è vendere le farmacie comunali che possono essere tranquillamente affidate all’Atac. Non permetteremo che Corvatta decida da solo. Cosa farà del ricavato della vendita? Pagherà il palazzetto alla Lube Treia? Ben venga la Lube a Civitanova ma prima di fare i palazzetti dobbiamo rilanciare la fiera per le aziende locali, sistemare le strade e sostenere i servizi sociali per i civitanovesi».

 



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