Affitti a luci rosse:
sotto accusa otto persone

CIVITANOVA - Cinque degli imputati avrebbero costituito una associazione per delinquere, mettendo a disposizione abitazioni ad alcune ragazze

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appartamento lucirossedi Gianluca Ginella

Otto persone sono sotto accusa davanti al Gup del tribunale di Macerata, per una vicenda legata all’affitto di case, principalmente a Civitanova, a donne che si prostituivano nelle abitazioni. Oggi l’udienza è stata rinviata per la mancanza di una notifica.

Sono otto le persone accusate, al tribunale di Macerata, di aver agevolato o sfruttato la prostituzione di ragazze straniere, per lo più dell’Est Europa e del Sudamerica. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, cinque delle persone imputate al Gup Giovanni Manzoni, avrebbero costituito una associazione per delinquere, mettendo a disposizione abitazioni alle ragazze che poi nelle case si prostituivano. Questa contestazione viene mossa ad Antonio Pietrafesa, civitanovese di 85 anni, Silvia Palombini, originaria di Filottrano e residente a Civitanova, 81 anni, Mauro Pietrafesa, 58, di Civitanova, Margherita Esposito, 53, residente a Civitanova e Silvia Pietrafesa, 32, che vive a Civitanova. Loro sarebbero le persone che, stando alle indagini condotte dai carabinieri di Civitanova, avrebbero messo a disposizione gli immobili. Quattro gli appartamenti che sono stati sequestrati nel corso delle indagini. Per un secondo capo di imputazione, sono sotto accusa, con le prime cinque persone, anche Emiliano Di Chiara di Montegranaro, 37 anni, Valentin Culache, romeno, 31 anni, e Ciara Jenny Volquez Vasquez, dominicana. Nel capo d’imputazione si parla di aver agevolato o sfruttato la prostituzione delle ragazze che vivevano nelle case date loro in affitto. In particolare si tratta di abitazioni a Civitanova. Gli imputati respingono con forza le accuse, negando di avere nulla a che fare con i fatti contestati. Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Nadia Pezzola e Claudio Marcolini. “Il fatto che il sequestro sia in essere da due anni, mentre loro sono convinti dell’inesistenza delle accuse, li ha esasperati. Speravano oggi di trovare un giudice con cui difendersi. Invece si sono visti rinvaire il procedimento per le omesse notifiche” dice l’avvocato Pezzola. Prossima udienza il 30 ottobre.


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