Spento l’incendio della nave turca
Ma sulla costa arrivano le macchie oleose

La Nazo S potrebbe essere rimorchiata fino al porto di Ortona, in Abruzzo. Lamentele dei vacanzieri per gli odori forti e lo sporco trasportato dalle correnti

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La macchia oleosa nello specchio d'acqua di Porto Potenza

La macchia oleosa nello specchio d’acqua di Porto Potenza (Foto inviata da Emanuele Giacobini)

di Filippo Ciccarelli

Ci sono voluti tre giorni, ma alla fine stato spento dopo l’intenso lavoro da parte della Guardia Costiera (leggi l’articolo) l’incendio che, nella giornata di ieri, si era nuovamente alimentato a bordo della Nazo S. La nave tanker aveva a bordo 12 uomini, tratti in salvo dall’equipaggio di un’altra nave che stava incrociando quella zona dell’Adriatico dove è avvenuto l’incidente, e stava trasportando prodotti chimici.  L’imbarcazione, che si è incendiata a circa 40 miglia di distanza dalla costa di Civitanova, è stata trascinata alla deriva dalle correnti verso sud, e dopo che i roghi sono stati definitivamente spenti è stato possibile rimorchiarla. Adesso la Nazo S è nello specchio di mare di fronte alle coste dell’Abruzzo e potrebbe essere condotta nel porto di Ortona, in provincia di Chieti. Ma, se il disastro ambientale è stato subito escluso dalle autorità, qualche disagio lo vivono i vacanzieri che trascorrono le vacanze nelle località balneari della provincia. Sono soprattutto i bagnanti di Porto Potenza e della zona nord di Civitanova a lamentare odori di carburante e macchie oleose che arrivano fino alla battigia.

La nave Nazo-S in fiamme al largo di Civitanova

La nave Nazo-S in fiamme al largo di Civitanova

Tra quelli che hanno vissuto la brutta esperienza di fare un bagno nella sporcizia – che sembrerebbe dovuta proprio alla perdita di carburante della nave incendiata, trasportata dalle correnti – anche Emanuele Giacobini, che ci scrive:

“Ho trascorso l’ultimo week end in un piccolo campeggio di Porto Potenza Picena. La spiaggia si trova esattamente al confine fra i comuni di Potenza Picena e Civitanova. La zona ha un non so che di selvaggio, ma allo stesso tempo colpiscono i grattacieli che a poche centinaia di metri si stagliano verso il cielo. Nella mattina di sabato l’acqua ed il cielo si fondono in un meraviglioso colore. Nel pomeriggio il sole si offusca, ma anche il mare peggiora, ma non per un evento naturale, bensì per un’enorme chiazza di cherosene. Immediatamente vedo diversi bagnanti uscire dall’acqua e telefonare al 1530 per segnalare l’evento. Mi confidano che la capitaneria di porto ha già avuto altre segnalazioni e provvederanno a trasmetterle alle autorità competenti. In serata, mi metto a riflettere su quanto era capitato e mi viene in mente di andare a visitare il sito internet della “Bandiera Blu”: naturalmente trovo Porto Potenza Picena, come, già, d’altronde sapevo. L’indomani mattina altra giornata spettacolare e acqua pulitissima. I nostri figli si gettano fra le onde con grande entusiasmo. Nel pomeriggio, mentre tutti erano intenti a prendere il sole, arriva all’improvviso una folata di vento carica di un odore forte: di nuovo il mare era carico di gasolio. Mi viene da chiedermi chi sarà mai che si diverte a rovinare posti splendidi come questo e a dare una così cattiva immagine delle marche ai tanti visitatori che frequentano le nostre spiagge? E per fortuna che il campeggio era dotato di una splendida piscina altrimenti avremmo dovuto interrompere anzi tempo il nostro quasi perfetto week end”.


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