Apre la mostra “Con gli occhi degli apostoli”

Corridonia

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 L’associazione culturale L’Olmo di Corridonia organizza la mostra “Con gli occhi degli apostoli – Una presenza che travolge la vita” dal 21 al 30 giugno. L’esposizione, che ha il sostegno e la collaborazione del Csv – Marche si terrà nella chiesa monumentale di San Francesco in piazza Corridoni: l’apertura e l’inaugurazione avverranno il 21, alle 21, mentre il 25 giugno ci sarà una presentazione più approfondita, nel medesimo luogo della mostra, alle 21.15, con padre Vincent Nagle, missionario della Fraternità di San Carlo Borromeo. Gli orari di apertura saranno nei giorni feriali dalle 21 alle 24 mentre nei festivi e prefestivi dalle 18 alle 24.
L’esposizione, composta da 35 pannelli, ricostruisce il percorso che alcuni abitanti ebrei di Cafarnao hanno fatto dal primo incontro con Gesù di Nazareth fino al riconoscimento di fede che permise loro di arrivare a dare la vita per Lui. Avvalendosi delle fondamentali conoscenze scaturite dagli scavi archeologici realizzati nell’ultimo secolo dai Padri Francescani della Custodia di Terra Santa e dallo studio esegetico dei Vangeli, l’esposizione intende aiutare a vincere il dubbio sul cristianesimo e dimostrare l’esistenza storica di Gesù.
Nella prima parte verrà descritta la localizzazione e una breve storia di Cafarnao (Kfar Nahum). Oggi ne rimangono solo alcuni resti archeologici, ma nel periodo erodiano essa traeva una relativa importanza dal fatto che era posta lungo la Via Maris e proprio al confine tra due diversi regni. I visitatori saranno aiutati ad immedesimarsi con la vita quotidiana degli abitanti del villaggio: i lavori più comuni, i tipi di abitazione, la religione, le tradizioni, gli usi e i costumi. Nella seconda sezione, le testimonianze dei Vangeli aiuteranno a mostrare come la tranquilla vita di Cafarnao, attorno all’anno 30, venga profondamente sconvolta da un episodio apparentemente banale: l’incontro tra due degli abitanti del villaggio, Andrea e Giovanni, con un ebreo di Nazareth di nome Gesù, e la successiva decisione di quest’ultimo di trasferirsi proprio a Cafarnao. Nessun abitante di Cafarnao potrà evitare di avere a che fare con questo nuovo, inatteso ospite. Ma Gesù attrae anche gente da fuori, così che Cafarnao diventa un luogo a cui accorrono stranieri e sconosciuti, sconvolgendo la vita quotidiana del paese. In seguito si concentrerà l’attenzione sull’esperienza personale di quei pochi uomini che Gesù sceglie come suoi discepoli. Nell’ultima sezione le scoperte archeologiche trovate a Cafarnao mostreranno come la vita nella città continui a rimanere diversa e segnata da Gesù anche dopo la sua morte. La casa dove Gesù aveva vissuto diventa dapprima un luogo di venerazione e poi una Chiesa; stranieri e sconosciuti continuano ad affluire verso la città come pellegrini per pregare in quei luoghi, come testimoniano i graffiti.


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