“Sapevo di rischiare una condanna
ma ho preferito pagare i miei dipendenti”
MACERATA - Lorenzo Piermattei parla dopo la sentenza del tribunale. Gli è stato contestato l'omesso versamento di 253mila euro quando era legale rappresentante della Sira di Treia
di Gianluca Ginella
“Ero consapevole di quello a cui andavo incontro e ho ritenuto opportuno pagare i dipendenti piuttosto che l’erario. Non volevo mettere per strada 116 persone. La mia speranza era che poi l’azienda ripartisse”. Così Lorenzo Piermattei, che interviene dopo la condanna a sei mesi – la scorsa settimana – per omessi versamenti di 253mila euro in qualità di legale rappresentante, nel 2005, della Sira spa di Treia (leggi l’articolo). “Ero assolutamente consapevole che la mia decisione di non versare quanto dovuto all’erario avrebbe avuto conseguenze giudiziarie – dice Piermattei –ma ero altrettanto consapevole che c’erano oltre 100 persone che non avrebbero percepito lo stipendio. Per cui, mio malgrado, ho dovuto assumere quella che in quel momento mi era parsa la decisione più giusta anche in funzione del futuro dell’azienda di cui ero amministratore. I miei dipendenti hanno percepito fino all’ultimo euro”. L’intenzione, comunque, non era di non pagare, ma “se tutto fosse andato per il meglio avremmo provveduto a chiedere una rateizzazione. Purtroppo la situazione non è migliorata e quel rischio consapevole non è servito a salvare l’azienda, ma se non altro ha consentito a tante famiglie di non trovarsi in difficoltà” dice l’ex imprenditore. Nella Sira, azienda ora fallita, Piermattei dice di aver “messo la mia salute, il mio cuore e i miei beni, cercando di farla ripartire. In questo momento sono disoccupato. Ho 49 anni e la gente mi dice che sono troppo vecchio per essere assunto. Ho una laurea in agraria e sto cercando di barcamenarmi. A casa mia ho realizzato un orto, un po’ di vigna. In questo momento si può dire che faccio il bracciante agricolo per me stesso” conclude Piermattei.
