Tolentino ha un cuore bellissimo
Ma l’incuria lo rovina
L'area verde intorno al Ponte del Diavolo presenta i segni dell’usura del tempo, e lo stabile abbandonato di via Gullini è alla portata di chiunque. Basterebbe qualche lavoro di riqualificazione per creare un bellissimo parco
Un polmone verde a due passi dal Chienti, oltre ai giardini John Lennon ed al Parco Isola d’Istria. È quella vasta terra di nessuno che si trova sotto al ponte del Diavolo e che circonda la sede del Cea ( centro educazione ambientale) “Il Pettirosso”, il circolo Legambiente, ospitando anche la Ludoteca del Riuso e l’osservatorio dei Fiumi delle Marche. Di recente è stata tagliata l’erba e la zona è perfettamente fruibile da chi volesse trascorrere qualche ora a contatto con la natura. Nell’area ci sono anche alcuni tavoli in legno, un altro in pietra è spaccato a metà probabilmente per mano di vandali e poggiato a terra, ci sono pure alcuni poggiabicicletta. Un gazebo resta vuoto ad attendere persone, chiacchierate d’estate, occasioni di socialità. La zona è frequentata ma l’accesso ad essa è in condizioni degradate ed andrebbe qualificata la sua presenza con una segnaletica adeguata. Chi decide di accedere da via Roberto Gullini trova sulla destra lo stabile che al piano terra, è abbandonato, con vetri rotti, una porta aperta ed all’interno tracce di attività umana di passaggio.
Un buon luogo per nascondersi, specie di notte, quando scendono le luci della sera. Chiunque può entrare e ripararsi, nello spazio di circa cento metri quadrati. Resta un calendario di diversi anni fa appeso alla parete, a terra un sacchetto di plastica, un marsupio lasciato su una finestra da non si sa chi. Un piccolo cancello e si entra in quello che potrebbe essere un grande parco, dalle premesse importanti, come il recupero dell’ex centrale idroelettrica del Ponte del Diavolo, il laboratorio di recupero dei materiali poveri con l’attivissima Ludoteca del Riuso.
L’altra parte d’accesso è sulla sinistra, si entra con un camminamento pedonale, coperto di legno che inizia a mostrare i segni dell’usura. Il tutto termina con un sistema di vasche, diventate raccoglitori per rifiuti. Basta scendere una scala, che termina con una pianta di fico, che porta al parco fluviale. Il degrado è totale, con scritte e rifiuti. La zona fluviale è ampia oltre 1500 metri, presenta le caratteristiche ambientali e faunistiche legate ad un corso di acqua dolce, con un percorso natura lungo oltre un chilometro, che parte sotto una delle arcate del ponte del Diavolo. Fino al secolo scorso, da queste parti era di casa la lontra
di fiume. Il Cea ha aule didattiche e laboratori che accolgono le scolaresche, pronte a fare esperienza diretta dell’ambiente. A pochi passi si snoda un circuito di archeologia industriale, dall’ex centrale del Littorio, il lavatoio comunale, l’ex conceria Mercorelli, l’ottocentesca conceria Osimani e l’antico Ospedaletto. Pochi passi e dalla porta medievale che si apre sulla città, con l’accesso a via San Nicola, si entra nel cuore più antico di Tolentino e la cattedrale di San Nicola. La zona presenta elementi di interesse turistico, da valorizzare e mettere all’interno di un sistema collegato, per incrementare la fruizione turistica della città di San Nicola.














la nostra e’ una citta’ che sta morendo piano piano……
Purtroppo non è la sola zona PONTE, qui sta andando tutto in malora, tempo fa fece notizia l’ex Hotel Marche
preda di delinquenti, oggi queste immagini testimoniano la tendenza alla distruzione. Ma basta farsi un giro
a piedi lungo i marciapiedi della citta per rendersi conto, che stiamo tornando all’epoca dei carretti, tanto sono
malmesse anche le vie. Forse i cittadini dovrebbero sapere che qualora ci sia un incidente causato proprio dalle
strutture comunali, penalmente ne risponde il comune, anche per i danni causati. Ma è inutile, anche questi
come i precedenti amministratori, quando hanno rimediato la grana per le loro buste paga, il resto chissenefrega
E tra poco arriverà anche la Taref la cui ultima rata sarà in novembre cosi da cumularsi con l’IMU e l’Irpef,
e cosi chi ha la fortuna di avere la tredicesima sa già in anticipo come spenderla. RIFIUTI quando si iniziò
la campagna per la differenziata fu garantito che il costo sarebbe sensibilmente diminuito, visto che il recupero
da una certa entrata. Bene non c’è stao un solo anno che non hanno aumentato. Ma badate bene che contem
poraneamente è aumentato anche quanto si intascano gli ammistratori del COSMARI. E i cittadini, bene i
cittadini se la prendeno nel cu…….ore-