Morì a 65 anni per una polmonite
Indagati tre medici e un infermiere
Nuove indagini per la morte dell’infermiere di Cingoli Gabriele Passarelli. Per il reato di lesioni gravissime, relativo ad un primo ricovero, è indagato un neurologo dell’ospedale di Macerata. Mentre per omicidio colposo sono indagati una dottoressa del pronto soccorso di Macerata, un medico e un infermiere della clinica Marchetti
di Gianluca Ginella
Infermiere di Cingoli morì dopo due anni di calvario, prima rimase paralizzato, poi si spense in seguito alle conseguenze di una polmonite. Ora il Gip, dopo la richiesta di archiviazione del Pm, ha disposto nuove indagini per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità mediche. Indagati sono 3 medici e un infermiere.
Nuove indagini per la morte dell’infermiere Gabriele Passarelli. Così ha deciso il Gip Enrico Pannaggi che ha respinto la richiesta di archiviazione del pm Claudio Rastrelli, dopo l’opposizione degli avvocati Federico Valori e Oberdan Pantana, legali dei familiari di Passarelli. Il Gip, ordinando nuove indagini, dice che è necessario <procedere ad una serie di accertamenti istruttori>. In particolare il Gip ritiene necessario che la perizia svolta a suo tempo dal consulente della procura, Giuseppe Sciarra, venga approfondita. Anche alla luce delle risultanze della perizia del consulente degli avvocati Valori e Pantana, Adriano Tagliabracci, che contrastava con i risultati della procura. Inoltre, il Gip ha disposto di sentire, in incidente probatorio, i familiari di Passarelli. Tutto era cominciato nell’ottobre del 2007, quando venne soccorso in seguito a difficoltà respiratorie. Da quel momento il suo calvario durò per quasi due anni. Prima di morire, 65enne, per le conseguenze di una polmonite. Secondo i legali dei familiari Passarelli sarebbe scomparso <a causa della negligenza manifestata dai medici in due circostanze: all’ospedale di Macerata e alla clinica Marchetti> aveva affermato l’avvocato Valori, nell’aprile dello scorso anno, annunciando l’opposizione all’archiviazione chiesta dal Pm.
Come detto, tutto comincia nell’ottobre del 2007. Passareli era stato ricoverato al pronto soccorso di Macerata, <i medici riscontrano una mielopatia spondilogena (una grave malattia del midollo spinale, ndr) – aveva spiegato l’avvocato Valori –. A quel punto erano in tempo per operarlo, ma non lo hanno fatto. L’operazione avrebbe consentito una concreta possibilità di riabilitazione e la perdita non totale della mobilità>. A causa della mielopatia, Passarelli divenne tetraplegico. Per il consulente della procura, comunque, una operazione non avrebbe modificato la situazione. Il secondo episodio nel 2009, quando torna al pronto soccorso di Macerata: ha una polmonite acuta. <Gli dicono che non c’era posto e lo mandano alla clinica Marchetti – aveva spiegato Valori –. Invece doveva essere tenuto in un ospedale con reparto di rianimazione. Lo hanno trascurato e scaricato alla clinica Marchetti dove è stato trascurato nuovamente. E solo dopo 12 ore dalla clinica hanno chiamato l’ambulanza per portarlo in ospedale. Ma per il povero Gabriele non c’era più nulla da fare, era in coma e qualche tempo dopo è morto per la polmonite>. Per questi due presunti episodi di malasanità sono indagati tre medici e un infermiere. Per il reato di lesioni gravissime, relativo al primo ricovero, è indagato un neurologo dell’ospedale di Macerata. Mentre per omicidio colposo sono indagati una dottoressa del pronto soccorso di Macerata, un medico e un infermiere della clinica Marchetti.
