Il ragazzo coraggioso del Camerun
ha dato il via a Macerata Racconta

Yvan Sagnet ha presentato il suo libro "Ama il tuo sogno" sullo sfruttamento del bracciantato. Un omaggio alle vittime del lavoro e a Enrico Mattei nell'anniversario della nascita. Domani il via alla Fiera dell'editoria

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Macerata_Racconta_2013 (3)di Maurizio Verdenelli

“Macerata Racconta”… ha raccontato benissimo, ieri, la Festa del Lavoro. Coinvolgendo, all’inaugurazione serale presso gli Antichi Forni ‘gremiti’ di giovani (si comincia bene) un ‘ragazzo’, di quelli che non se ne vedono quasi più. Infatti Yvan Sagnet viene dal Camerun ed è toccato a lui, come nell’immortale fiaba di Andersen, segnalare come il Lavoro in Italia sia spesso un ‘re nudo’. Yvan, che 5 anni fa ha lasciato Douala -3 milioni di abitanti, capitale economica del Camerun- per iscriversi al Politecnico di Torino (“Ho scelto questa città perchè è quella della Juventus, di cui sono tifoso: ma quanto è fredda!”) ha ‘scoperto’ coraggiosamente la piaga del caporalato, del selvaggio sfruttamento dei braccianti nella raccolta del pomodoro nella piana di Nardò, nelle Puglie. Tutto per caso e o meglio a causa di una deifallance nella sua pur brillante carriera di studente modello. Improvvisamente l’estate di due anni fa, Sagnet aveva perso il diritto alla borsa di studio ed era stato costretto a cercarsi un lavoro per iscriversi al 1. anno fuori corso della Facoltà di Ingegneria, ramo Telecomunicazioni. Un’esperienza drammatica da cui è maturato il successo letterario del’anno. Intanto la laurea, lui, l’ha conseguita il 15 marzo scorso ed ora lavora con la Cgil-Flai (settore agroalimentare). E’ fidanzato con una ragazza italiana, Ornella che sposerà “presto”. “In un futuro abbastanza lontano” invece il programmato ritorno in Camerun “perchè è giusto che metta a disposizione di chi più ha bisogno quello che ho appreso”. Ma d quando è a Torino non è più tornato a casa “perchè il viaggio costa molto”.

Macerata_Racconta_2013 (4)Tuttavia Yvan si sente “cittadino del mondo”. E quando parla dell’Italia, coniuga tutto al plurale perchè lui “le distanze” (tema centrale di ‘Macerata Racconta’) l’ha annullate da sempre. Ha appena 28 anni e non è un ‘bamboccione’. L’impegno, il rigore -parla di ‘durezza del capitalismo’ e di una nuova distribuzione della ricchezza per tutti i popoli sfruttati- sono da persona molto più matura, ma quando parla dei suoi sogni, gli occhi e il sorriso ritornano ad essere quelli di un ventenne. Che ha avuto il coraggio di sfidare la ‘mafia’ potente delle campagne, in quell’estate del 2011 in Puglia (“pochi giorni, quattro o cinque, poi me ne andai e raccontai tutto”). Da allora è un simbolo, ha scritto un libro “Ama il tuo sogno” (Fandango editore) che pubblicato nel novembre scorso ha avuto già quattro ristampe, ed è sottoposto ad un programma di sicurezza per le minacce ricevute. “In alcune zone d’Italia, però: non qui certo a Macerata”, sorride un pò imbarazzato lui che da tempo gira la Penisola a presentare il suo libro -nel Maceratese è stato già diverse volte.
All’happenning del 1. Maggio, ai Giardini, lo chiamano sul palco in un’anteprima, sotto una pioggerella fine, di “Macerata Racconta”. E’ un momento ‘culturale’ tra fiumi di birra, gnocchi e tagliatelle alla papera (preparati benissimo dalle ‘vergare’ della Proloco di Piediripa) e la musica ‘a palla’. I ragazzi sotto i tendoni, con la lattina in mano, l’ascoltano e l’applaudono mentre ‘quelli’ dell’associazione conTesto se lo coccolano con gli occhi.
Macerata_Racconta_2013 (6)Poi, verso sera, l’appuntamento ufficiale agli Antichi Forni. Posti a sedere subito occupati, tanto che resta in piedi l’assessore alle Politiche culturali, Stefania Monteverde, ‘gran madrina’ della manifestazione. “Se avessimo riservato ‘alle autorità’ anche una sola sedia, Yvan se ne sarebbe accorto ed avrebbe protestato…” dicono Paola Medori e Giorgio Pietrani (direttore artistico del festival). Ad introdurre Sagnet -blu jeans dalla vita bassa, giacca nera con revers lucide sopra ad una t-shirt candida ed una collana lignea- non è stato chiamato l’intellettuale ‘di punta’ o il ‘solito noto’ sulla piazza maceratese. Assieme all’attrice-regista Marta Ricci che legge alcuni brani di ‘Ama il tuo sogno’, c’è Mirko Cardinali, infermiere dell’ospedale di Tolentino che è stato alcuni anni in Camerun, a curare i malati, proprio nella foresta accanto a Douala, la città di Yvan -“ma i miei genitori sono del villaggio di Kribi” puntualizza lui. “Mirko ed Yvan, due vite parallele nell’impegno, anche se fisicamente così diversi” illustra Lina Caraceni nel presentarli. E prima di rispondere alle domande di Cardinali, il ragazzo venuto dal Camerun esprime un omaggio a tutte le vittime del lavoro, a cominciare dai ‘ragazzi del Bangladesh morti nel crollo di una palazzina per un euro di paga al giorno’.
Il lavoro e la dignità del lavoratore sono le forze guida di questo giovanotto nero dallo sguardo profondo, venuto in Italia dopo aver studiato la nostra economia ed essersi ‘innamorato’ di un Grande marchigiano, nato il 29 aprile 1906 ad Acqualagna: Enrico Mattei. Lui, dopo averne scritto in ‘Ama il tuo sogno’, ne ricorda pubblicamente a Macerata l’anniversario e al cronista, sotto il tendone ai Giardini Diaz, me ne parla così: “Sono molto amareggiato perchè abbiamo perso con Mattei una figura importante sopratutto nel periodo del dopoguerra, in quel decennio cruciale 60/70 della Ricostruzione. Lui è stato il vero protagonista del miracolo italiano, perchè non è vero che non abbiamo risorse. La verità è che non abbiamo più uomini come Mattei”.
Parla come lei fosse un italiano…
Macerata_Racconta_2013 (5)“Sono un cittadino del mondo globalizzato dove il capitalismo sfrutta tutti indiscriminatamente. Siamo sulla stessa barca. Dobbiamo puntare e cooperare tutti ad una nuova distribuzione della ricchezza mondiale. ‘Loro’ hanno trovato il modo di dividerci, ecco perchè reggono”.
‘Divide et impera’ era il motto anche del primo imperatore romano…
“Già, Cesare Augusto: proprio così. Nihil novi sub sole… “.
Tornando a Mattei.. lei è certo della sua morte violenta?
“Certamente! Le lobbies non potevano permettere che vivesse. Lui era un visionario e preveggente, il suo pensiero ha salvato l’economia italiana. Nel suo pensiero c’erano le piccole e medie imprese (lo zoccolo duro: attualmente occupano il 60% della manodopera) perchè radicate sul territorio, non le multinazionali che occupano e sfruttano le aree del mondo per i loro interessi. Mattei era per la valorizzazione del territorio e delle sue risorse umane. La sua lezione resta intatta, anzi è ancora più grande in riferimento a quello che è accaduto dopo”.
Macerata_Racconta_2013 (2)Nel suo libro lei paragona Enrico Mattei a Nelson Mandela…
“Proprio così. Entrambe queste due grandi figure hanno mostrato tutta la loro attenzione alla crescita dei popoli attraverso il lavoro e la tecnica. Hanno lavorato per le comunità e il loro sviluppo, coniugando l’io con il noi, non puntando sull’individualismo, come, ad esempio Berlusconi…ma questo nome non lo faccia, per favore…”.

Oggi, intanto, Macerata Racconta entra nel vivo.
Nel pomeriggio, ore 16.30, presso l’aula magna dell’Università. Silvia Buzzelli presenta “I giorni scontati. Appunti sul carcere” (Sandro Teti editore). Introduce Maria Grazia Coppetta. Alle ore 18,00, agli Antichi Forni, c’è Marina Minnelli con “Le regine e le principesse più malvagie della storia”. Introduce Oriana Salvucci. Poi in serata l’atteso incontro con il filosofo Umberto Galimberti: alle ore 21, alla Filarmonica presenta il suo “Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto” (Feltrinelli).
Chiusura di giornata, dalle 22.30 agli Antichi Forni. “Nella moltidutine-Teatro Rebis”. Poesie di Wislawa Szymborska. Voce: Meri Baracalente, imagini: Marco Di Battista. Suoni: Stefan Rosimarm realizzazione scenografica: Gioia Mancinelli e Yeseia Trobbiani.
E domani (ore 16,30), con l’assessore regionale Pietro Marcolini, via alla Fiera dell’editoria “Marche Libri”, presso i locali dell’ex Upim. Si tratta della ‘costola economica’ dell’intera manifestazione, perchè i libri oltre a leggerli bisognerà pur acquistarli… salvando così un comparto affascinante ma a grave rischio di riduzione e chiusura.

 

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