E’ ancora l’ora del latino
IL GRANDE QUADERNO - Venticinquesima puntata della rubrica dedicata al mondo della scuola
Gli alunni escono dall’edificio scolastico: corrono sorridenti e felici nel vento d’aprile e intanto ripassano rosa – rosae, come per sfida al mondo tecnologico che li circonda. Hanno seguito la lezione del corso pomeridiano integrativo di latino, destinato agli studenti della terza media. La professoressa, volontaria, già docente nell’istituto e ora in pensione, è soddisfatta e ripete mentalmente rosa – rosae, ripensando a quando aveva la stessa età dei suoi ragazzi. Questa scena si ripete in molte scuole, in quanto i genitori hanno richiesto tale integrazione in vista dello studio del latino, previsto nella secondaria superiore scelta. Ma a che cosa serve il corso facoltativo di latino? La lingua latina, lingua morta, è dunque invece viva, dato che interessa ancora?
E il latino, nell’ambito del nuovo umanesimo, che posto ha? Il dibattito è di grande attualità. Ancora ricordiamo la frase inserita nel discorso in latino del papa Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso, allorché annunciò a sorpresa la rinuncia al ministero paolino (Ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum, ossia sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino). Lo stesso papa aveva istituito il 10 novembre 2012 la Pontificia Academia Latinitatis, per sostenere la conoscenza e l’uso della lingua latina sia in ambito ecclesiale che nel più vasto mondo della cultura. Ricordiamo ancora che nel dicembre 2012 era stata presentata in commissione, alla Camera dei deputati, una risoluzione a favore della lingua latina, che chiedeva al governo di potenziarne lo studio all’interno del sistema scolastico, inserendolo nel curricolo delle scuole secondarie di primo grado per almeno un’ora settimanale. Lo studio del latino, come quello della matematica, insegna a ragionare. Rafforza la preparazione culturale, sviluppa le competenze logiche, discorsive e lessicali. Permette di accedere in maniera diretta alla cultura umanistica e ai suoi valori: l’esaltazione della dignità dell’essere umano, la visione positiva e aperta delle relazioni tra popoli, la fiducia nell’organizzazione statale e nel suo ruolo. Un rinnovato interesse per il latino circola negli Stati Uniti, nell’Europa del Nord, nell’Australia. In Cina la lingua latina è molto apprezzata, considerata fondamentale per conoscere in modo più completo la cultura occidentale. In Finlandia la radio trasmette ogni giorno un’edizione del notiziario in latino, inoltre è pubblicato in latino un quindicinale per ragazzi.
In Italia il latino è studiato in tutti i licei ad eccezione di quello artistico. Il 41% degli studenti della secondaria si accosta a questa disciplina, nel solco di una tradizione di presidio della cultura umanistica, a fronte del 2% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, all’8% nella Germania. In Francia le cose vanno meglio, studia il latino il 19 % degli studenti. In merito, qualche tempo fa, l’Associazione TreeLLLe ha realizzato un documentato dossier dal titolo Latino perché? Latino per chi?, reperibile nel sito www.treellle.org. In forma sperimentale si stanno sviluppando percorsi di certificazione della conoscenza della lingua latina, al pari di quanto avviene con le lingue moderne. Esiste inoltre da anni l’esame nazionale di latino (National Latin Exam), per attestare la propria conoscenza di tale lingua.
Per chiudere, ricerchiamo qualche frase o motto latino da scrivere nel Grande Quaderno, per incoraggiarlo nei suoi propositi. Gutta cavat lapidem: la goccia scava la pietra, la pazienza e la costanza fanno miracoli e ci aiutano a raggiungere qualsiasi obiettivo. Intelligenti pauca: a chi vuole capire bastano poche parole per rendersi conto della situazione. Labor omnia vicit: la fatica vince ogni cosa, l’impegno tenace supera tutte le difficoltà. Non scholae sed vitae: non per la scuola, ma per la vita (impariamo). Dura lex, sed lex: dura legge, ma legge, è un richiamo a osservare le leggi e i regolamenti anche quando appaiono troppo severi, con sanzioni difficili da accettare. Si potrà nelle opportune sedi discutere e lavorare per modificare leggi ritenute ingiuste, ma fino a quel momento dovranno essere rispettate. Questo detto ci porta lontano, a una piccola grande materia di studio e per la vita, l’educazione civica. Se ne parlerà in un’altra occasione.
