“Caro De André. Donne, uomini e figli della luna” al Teatro Comunale di Caldarola

MUSICA - Sul palcoscenico salirà domani, sabato 20 aprie, la più rinomata cover band del grande artista genovese
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I Caro De André

Da “Franziska” ad “Ho visto Nina volare”, da “Giovanna d’Arco” fino alla “Canzone di Marinella”, “Bocca di Rosa” e molti altri successi del grande Faber. È incentrato sul confronto fra la figura femminile e quella maschile ma non solo il concerto “Caro De André – Donne, Uomini e…Figli della Luna”, che si terrà sabato 20 aprile alle 21.00 nel Teatro Comunale di Caldarola nell’ambito del Linergy Tour. Un concerto che vede pezzi più conosciuti ed altri particolari e meno noti, autentiche chicche della produzione del cantautore-poeta genovese. Brani che esplorano il femminile ma anche il maschile nei loro ruoli storici, sociali e simbolici, nonché i cosiddetti “diversi”.
Sul palco la famosa band “I Caro De André”, considerata la più blasonata cover italiana del repertorio del cantautore-poeta genovese, con un’orchestra di 11 elementi tra musicisti e coristi, guidata dal leader e voce Carlo Bonanni. Lo spettacolo, che prevede circa 25 pezzi, vede la parte centrale dedicata alla donna, che in De André è vista come il simbolo del sacrificio attraverso la maternità, la prostituzione, la verginità.
Un’altra parte rivolta all’uomo visto da De André, ossia un essere proiettato nella lotta per la sopravvivenza, che si traduce spesso in violenza, soprusi, aggressività e atteggiamenti simili, nonché in conquista del territorio e degli altri. Una parentesi poi focalizzata sugli “Angeli” o “Figli della Luna” come chiama De André i cosiddetti “diversi”, parafrasando Platone, attraverso canzoni come “Andrea”, “Princesa” e “Via del Campo”. Il preambolo dello spettacolo è dedicato a quel linguaggio particolare di De André ricavato da idiomi popolari di alcune comunità o luoghi come i pescatori, i carrugi, le aree mediterranee. Nascono così pezzi come “Creuza De Ma” e “Le acciughe fanno il pallone”. L’idea di dare nobiltà culturale a questi linguaggi popolari si rifà ad autori francesi come Céline, Bruant, Fréhel, scrittori e chansonniers che attingevano dalle periferie parigine.
Info 3394327662 – www.carodeandre.it



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