Escort uccisa, perquisizioni ad Ancona
Il killer non aveva bisogno di appuntamenti

IL DELITTO DI NUMANA - Si cerca una persona che aveva confidenza con Mihaela

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adriana-mihaela-simon 0Perquisizioni ad Ancona per l’omicidio di Adriana Mihaela Simion, la prostituta romena di 26 anni accoltellata il 7 aprile in un appartamento in affitto di via Fermo a Marcelli di Numana. A una settimana dal delitto, si segue anche e soprattutto la pista della sfera sentimentale. Il cadavere, massacrato al ventre, al viso e sulle spalle, era stato trovato verso le 2 di lunedì sotto il letto della camera al piano superiore da un’amica giunta a Numana da Martinsicuro insieme al suo compagno e al fidanzato di Mihaela perchè la ragazza non rispondeva più al telefono dalle 13.45 di domenica.

Le indagini coordinate dal pm Irene Bilotta, hanno accertato che il killer ha colpito la vittima con oltre 30 fendenti producendo effetti devastanti sul corpo della povera ragazza, morta dopo mezz’ora di agonia. I carabinieri del Reparto Operativo di Ancona, con i colleghi di Osimo e Numana, hanno ricostruito dettagliatamente le fasi del delitto fin dalla scoperta del cadavere, e da una settimana, sono alle prese con un lavoro investigativo multi-tasking: dagli interrogatori per trovare un indizio che conduca all’assassino, ai rilievi scientifici dei Ris, a quelli tecnici del monitoraggio dei tabulati telefonici per capire chi c’era sulla scena del crimine domenica, all’incirca tra le 14 e le 18, ora presunta della morte per l’autopsia.

Mancano i testimoni in questo omicidio, manca l’arma del delitto e i contorni del movente sono sfuocati. Il dato oggettivo è la salma, da una settimana in una cella-frigorifero dell’obitorio di Torrette, che, fino a ieri, neppure la sorella di Mihaela, già ad Ancona, aveva ancora reclamato. Da qualche giorno però gli inquirenti si sono concentrati sulla vita privata della prostituta. Dopo un raffica di interrogatori per individuare nuovi spunti di indagine, gli uomini del colonnello Luciano Ricciardi sono passati all’azione eseguendo le prime perquisizioni ad Ancona in casa di presunti clienti della ragazza o meglio di «confidenti-fidanzati» che potrebbero aver intrecciato un rapporto umano con la squillo tale da carpirne la fiducia derogando alle regole del mestiere.

Domenica scorsa Adriana Mihaela potrebbe aver aperto la porta a un conoscente giunto a Numana senza fissare il canonico appuntamento per telefono o chat. A questa deduzione gli investigatori sarebbero arrivati analizzando il fatto che il killer non ha portato via niente dalla villetta. Il carnefice della romena è fuggito con la lama sottile usata per trafiggerla e con le chiavi di casa dopo aver chiuso a doppia mandata l’ingresso forse per rallentare i soccorsi. Ma non ha simulato furti rubando soldi o oggetti di valore. Soprattutto non ha fatto sparire i 7 telefoni cellulari né i 2 pc della ragazza.

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