Edilizia: gli effetti della crisi sull’occupazione

L'analisi di Confartigianato Imprese Macerata. Nelle Marche il totale degli occupati è cresciuto di 1.007 unità, passando dai 41.967 del 2008 ai 42.974 del 2012

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ediliziaL’Ufficio Stampa di Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato alcuni dati salienti presentati nel rapporto Anaepa-Confartigianato 2013: ne è uscita una fotografia reale delle varie criticità vissute dal comparto delle Costruzioni:

“Cerchiamo di esaminare qui le cause di una crisi lunga ormai oltre cinque anni. Nell’ultimo anno, nel settore delle Costruzioni c’è stato, in Italia, un calo del 16,2% (la peggior performance europea). Le compravendite immobiliari  nel 2012 hanno avuto una flessione del 22,9% rispetto all’anno precedente, del 43,4% sui dati rilevati nel 2007. Ad andar peggio sono le transazioni concernenti il settore non residenziale che è sceso del 24,9% in un anno e del 48,0% sul 2007; per contro il settore residenziale è in flessione del 23,9% sul 2011 e del 45,0% sul 2007. Il prezzo delle abitazioni nel periodo 2004–2010  è cresciuto del 29%; nell’anno 2011 è rimasto pressoché stazionario mentre nei primi nove mesi del 2012 esso è sceso dell’11,2%.  Il passaggio da ICI ad IMU ha determinato, nel 2012, un maggior prelievo fiscale sugli immobili pari a 14,5 miliardi di euro (IMU 2012 = 23,7 miliardi, ICI 2011 = 9,2 miliardi).

 Tra il 2008 ed il 2011 la dinamica degli investimenti fissi lordi in costruzioni mostra quattro flessioni consecutive. Nel 2008 –2,8%, nel 2009 il crollo dell’8,8%, nel 2010 -4,8%, nel 2011 –2,6%. Una forte decrescita anche influenzata dalla diminuzione degli investimenti pubblici: nel 2011 la P.A. ha speso a  25,6 miliardi di euro (il 76,5%, pari a 19,6 miliardi di euro, è da attribuirsi alle Amministrazioni locali, il 22,6% (5,8 miliardi di euro) alle Amministrazioni centrali e solo l’1% (0,2 miliardi di euro) agli Enti di previdenza. I 25,6 miliardi di euro di investimenti pubblici del 2011 sono stati per il 48,6% destinati ai Fabbricati, per il 30,4% destinati a Opere stradali ed il restante 21,0% destinato ad Altre opere del genio civile (porti, linee ferroviarie, opere per la difesa del suolo ecc.). Nell’ultimo decennio sono gli investimenti in Opere stradali quelli che sono cresciuti di più (+ 33,6%). Al calo della domanda sul mercato delle costruzioni si è affiancata una crisi acuta della liquidità aziendale, una dinamica negativa del credito erogato al settore ed un allungamento dei tempi di pagamento. Per ciò che concerne i finanziamenti erogati al settore lo stock di impieghi vivi rilevato a novembre 2012 si attesta su 146.805,5 milioni di euro (cifra che rappresenta il 16,8% del credito totale erogato al settore produttivo) mostrando una consistente flessione (-7,6%) rispetto a novembre 2011. Ci sono però notevoli differenze territoriali: per quanto attiene le Marche esse, con 5.065,5 milioni di euro presentano un calo rispetto all’anno precedente perfettamente in linea con la media nazionale (-7,6%); in termini di incidenza sul credito totale concesso nel 2012 alle imprese, lo stock erogato alle Costruzioni rappresenta un valore pari al 21,1%, di ben 4,3 punti percentuali più alto del dato medio nazionale.

concept coût immobilier, billets, maisonA livello provinciale Macerata presenta nel 2012 uno stock di finanziamenti alle Costruzioni di 924,1 milioni di euro, con un –8,8% rispetto allo stock dell’anno precedente: questo dato la posiziona al 65° posto della graduatoria per province; lo stock sopra menzionato determina, nella provincia, un’incidenza sul credito totale concesso alle imprese pari al 20,6%. Nel 2011 il 72,4% delle famiglie (pari ad oltre 18 milioni sul totale di quasi 25) abita in una casa di proprietà. La quota di famiglie proprietarie è leggermente aumentata rispetto al 71,3% del 2001. Nelle Marche lo stock dei mutui per acquisto di abitazione a livello territoriale è stato di 6.855,0 milioni di euro, con una diminuzione del 6,3% sull’anno 2011, con un importo medio per mutuo a famiglia di € 10.760 ed un’incidenza sul reddito disponibile pari al 24,3%. In provincia di Macerata lo stock è stato pari a 1.110,4 milioni di euro (-6,7% sul 2011), con un importo medio per mutuo per famiglia di € 8.619 e con un’incidenza sul reddito disponibile pari al 19,6%

Esaminiamo qui gli effetti generati dalla crisi sull’occupazione nel settore.  Dinamica dell’occupazione nel settore delle Costruzioni. Dal III° trimestre 2008 (scoppio della crisi) al III° trimestre 2012 si rileva una contrazione dei posti di lavoro di 277.625 unità (–13,9%). Di questi, 242.749 pari a –18,9%, sono i posti persi dai dipendenti, mentre quelli persi da lavoratori indipendenti assommano a 34.876 (-4,8%). A livello regionale le uniche tre regioni che mostrano un incremento occupazionale nel quadriennio considerato sono il Piemonte (+9,3%), l’Abruzzo (+7,6%) e le Marche (+2,4%). Nella regione Marche il totale degli occupati è cresciuto di 1.007 unità, passando dai 41.967 del 2008 ai 42.974 del 2012: tale crescita è totalmente dovuta all’aumento della componente “dipendente”, cresciuta di 2.345 unità (da 22.785 a 25.130), con un incremento del 10,3%, il più alto d’Italia; le Marche sono l’unica regione in cui si registra crescita di lavoratori dipendenti.

Disponiamo poi, con riferimento all’anno 2011, di una graduatoria per provincia degli occupati nel comparto delle Costruzioni: Macerata presenta 10.178 occupati (4.726 dipendenti, 5.453 indipendenti), con un’incidenza del 53,6% degli “indipendenti” sul totale occupati (la media nazionale è al 38,4%), dato, questo, che la proietta al 9° posto della graduatoria per province. Infine va rilevato un dato interessante (stime Istat): contrariamente a quanto si crede, nelle Costruzioni il tasso di irregolarità del lavoro (unità di lavoro irregolari sul totale unità lavoro) è pari all’11,3%, leggermente inferiore alla media nazionale del 12,3%, inferiore a quello rilevato nei Servizi (13,5%) ed a quello dell’Agricoltura (24,9%); è invece superiore a quello, assai contenuto, che si registra nel Manifatturiero (4,6%). Il tasso di irregolarità nelle Costruzioni è comunque in netta discesa rispetto al 2001 (15,7%). Gli occupati stranieri. Nel 2012 nelle Costruzioni lavoravano 319.056 stranieri (il 18,8% degli occupati totali del comparto). Tali stranieri sono per il 71.1% lavoratori dipendenti e per il 28,9% lavoratori indipendenti: un dato, questo, in controtendenza con quello relativo agli stranieri occupati nel “totale economia”, che ammontano a 2.349.155 unità, e dove il rapporto dipendente/indipendente è molto diverso (86,4% e 13,6% rispettivamente). Nel 2011 l’incidenza degli stranieri sul totale dell’occupazione del comparto era più bassa (17,9%): nel corso dell’ultimo anno la crisi occupazionale del comparto colpisce infatti meno gli stranieri che scendono del 3,6% rispetto al 2011 a fronte di una diminuzione del totale degli occupati del 5,8%. Nel dettaglio gli stranieri vedono una più profonda flessione nel segmento dei dipendenti, che sono in calo dell’8,4%, rispetto a quello degli indipendenti che invece crescono del 10,2%. Concludiamo questa panoramica con un esame dei titolari stranieri di ditte individuali. Essi, nel settore, sono 114.443 (rappresentano il 21,1% del totale dei titolari di ditte individuali nel comparto, valore superiore di 9,6 punti percentuali a quello riferito a tutte le imprese). I titolari stranieri sono per il 65,2% (pari a 74.598 persone) extracomunitari:esaminando il loro Paese d’origine notiamo che circa il 75% di essi proviene da sole 7 Nazioni: dall’Albania (24.061, il 32,3% del totale), dal Marocco (8.316, l’11,1%), dalla Tunisia (7.171, il 9,6%), dall’Egitto (6.157, l’8,3%), dalla Macedonia (3.610, il 4,8%), dalla Serbia e Montenegro (3.200, il 4,3%) e dalla Svizzera (3.096, il 4,2% del totale). Nelle Marche i titolari extracomunitari sono 2.533; tra le regione le Marche sono all’8° posto; le prime cinque etnie presenti nella regione sono, nell’ordine: albanese (869 persone), macedone (465 persone), tunisina (221), marocchina (168 persone) e svizzera (124 persone). 

edilizia 2La struttura dell’occupazione:

a) la dinamica nel territorio. – Nel 2011 gli occupati nel settore erano 1.846.508 di cui 1.137.798 lavoratori dipendenti, 708.711 indipendenti (il 38,4% sul totale occupati), rappresentando l’8% dell’occupazione nazionale. Nelle Marche gli occupati totali risultavano essere 46.352: 25.274 dipendenti, 21.078 indipendenti; l’incidenza indipendenti su totale occupati era del 45,5% (2° posto nazionale tra le regioni, appena lo 0,1% in meno della Liguria); bassa invece risulta l’incidenza degli occupati nelle Costruzioni su occupati totali (19° posto con il 7,1%). Su base provinciale Macerata, con 10.178 occupati (4.726 dipendenti e 5.453 indipendenti), è al 9° posto per incidenza indipendenti su occupati costruzioni (53,6%) ed è al 72° posto per incidenza occupati costruzioni su occupati “in toto” (con il 7,7%). Per completare l’analisi alcune osservazioni: – il 93,3% degli occupati sono uomini: la componente femminile (il 6,7%) è più alta tra i lavoratori dipendenti (8,0%) mentre tra gli indipendenti è pari al 4,5%); – per classe d’età, osserviamo che il 66,6% degli occupati nel settore ha un’età compresa tra i 35 ed i 64 anni; il 32,1% ha meno di 35 anni. I lavoratori più giovani sono presenti tra i dipendenti piuttosto che tra gli indipendenti: il 38,9% dei dipendenti ha meno di 35 anni a fronte del 21,3% registrato tra i lavoratori indipendenti; all’opposto, il 76% dei lavoratori indipendenti ha un’età compresa tra i 35 ed i 64 anni a fronte del 60,7% registrato tra i lavoratori dipendenti; – va infine evidenziato che il 94,2% degli occupati nelle Costruzioni lavora a tempo pieno (a fronte dell’84,5% registrato in Italia nel “totale economia”) senza apprezzabili differenze tra dipendenti ed indipendenti. Elevata è la quota dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato (l’85,1%), in linea con il dato nazionale (86,6%).

b) la dinamica nelle imprese. – Confrontando i dati 2010 su 2009 rileviamo che il comparto ha perso 15.585 imprese (l’85,6% delle quali erano microimprese); il calo degli addetti è stato pari a –89.473, frutto della perdita di 91.169 dipendenti e dell’aumento di 1.696 lavoratori indipendenti. L’82% circa di tale perdita occupazionale è ascrivibile alle MPI (0-19 addetti).  In un raffronto con l’anno 2008 (l’anno dello scoppio della crisi), rileviamo che: – la flessione del numero delle imprese si attesta a – 27.217 (il 96% delle quali sono MPI); – la perdita di occupazione segna –189.259 addetti (il 9,4% in meno), ed essa è imputabile, per l’81,5%, alle MPI


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