Pagano 90 agnelli con assegno scoperto
Denunciati padre e figlio
FIUMINATA - U.P. 65 anni e M.P. 46 avevano già colpito in altre zone del Centro Italia
Si avvicina la Pasqua e la carne di agnello è ricercata in tutte le case ma a Fiuminata gli agnelli sarebbero costati molto cari a due allevatori locali, presi di mira da truffatori laziali. Qualche settimana fa, due uomini si erano presentati in un’azienda agricola di Fiuminata , si erano qualificati come commercianti di animali avevano pattuito con l’anziana titolare l’acquisto di 90 agnelli. Per la compravendita, la donna, P.D. 90 enne ed il figlio, F.G. 65enne, avevano stabilito la somma di 5.000 euro e hanno concluso quindi la transazione. I due uomini hanno consegnato agli allevatori un assegno bancario come pagamento dell’acquisto e dopo aver caricato il bestiame sul loro mezzo si sono allontanati. La mattina dopo, però, si è materializzata per i venditori l’amara sorpresa. Contattati dalla loro banca, dove poco prima si erano recati a versare il titolo, hanno scoperto che l’assegno era privo di fondi e che la firma di traenza non corrispondeva al nome di nessuno dei due commercianti con i quali avevano concluso la vendita. Non restava quindi che rivolgersi ai Carabinieri i quali, raccolta la denuncia degli allevatori, hanno attivato immediate le indagini per risalire ai due imbroglioni. I militari della Stazione di Fiuminata ed i colleghi della Sezione di Polizia Giudiziaria nella Procura di Camerino, attraverso un’attenta analisi del fenomeno e grazie ad un costante scambio informativo con altre realtà territoriali limitrofe interessate dal medesimo “modus” criminoso, riuscivano a restringere il cerchio indirizzando i sospetti su due soggetti, padre e figlio, originari della provincia di Latina, che mediante individuazione fotografica sono stati riconosciuti dalle vittime quali responsabili dell’ imbroglio. Si tratta di U.P. 65 anni e M.P. 46, entrambi gravati da pregiudizi penali contro il patrimonio e la persona, a carico dei quali è scattata le denuncia per Truffa in concorso. Gli accertamenti dei Carabinieri, condotti sotto la direzione dalla Procura della Repubblica di Camerino , hanno permesso di evidenziare che i due avevano agito anche in altre zone del Centro Italia, inducendo, con artifici e raggiri, diversi titolari di aziende agricole ed allevatori a vendere bestiame che pagavano con titoli bancari intestati a terze persone a loro volta vittime dei raggiri. Nei loro confronti, inoltre, è stata avanzata al Questore di Macerata la proposta per il rimpatrio con foglio di via obbligatorio con divieto di fare ritorno nel Comune di Fiuminata.
(a. p.)

Propongo il taglio delle mani altro che rimpatrio o divieto di ritorno a Fiuminata.
Agnelli pasquali; ma a volte mi chiedo, ma queste pesone che vivono di truffe, e che oggi, ok è andata bene, domani ok è andato bene, ma non si pongono la domanda “dopodomani magari mi acchiapperanno?” …..se la pongono? Oppure fanno una considerzione molto più semplice che oggi come oggi è più semplice vivere truffando che tanto se ti pigliano non succede nulla e tiri avanti a campare lo stesso con la successiva truffa che per statistica ti va bene. Se la pena è solo il divieto di ritornare sul luogo della truffa..beh allora tanto vale truffare! L’Italia è cosi grande avoglia a girare! PS ma alla fine gli agnelli sono stati ridati alla signora titolare o se li sono tenuti loro i truffatori??