Industrie insalubri: la protesta delle donne di Matelica sbarca nei centri vicini
Il sindaco di Cerreto d'Esi sfila in testa al corteo, il primo cittadino di Fabriano Sagramola scriverà alla Prefettura
“Siamo tanti, 523? E’ una battuta per sdrammatizzare. Questa non è una manifestazione contro qualcosa, ma a favore di Matelica, del nostro territorio, della salute dei nostri figli e nipoti”, così il sindaco di Cerreto d’Esi David Alessandroni, ha aperto il suo intervento alla manifestazione “Custodire la terra per custodire la vita”, organizzata dal comitato Donne di Matelica, per protestare contro la variante urbanistica per l’insediamento di industrie insalubri ad incidente rilevante, contro cui si era manifestato a Matelica, lo scorso 9 marzo (leggi l’articolo). In circa 300 hanno sfilato per il centro capitanati dal sindaco Alessandroni con il gonfalone comunale, per poi convergere in piazza sotto la torre cittadina ed ascoltare alcuni interventi. “Il Verdicchio è un vino unico al mondo – ha continuato Alessandroni – è il tesoro della nostra vallata, prima vogliamo rovinarlo con il biogas, ora con le aziende insalubri. Questa è la realtà che vogliamo per il nostro territorio? Chiudo con le parole di papa Francesco “salvaguardate e custodite l’ambiente”.
Ha preso poi la parola Giancarlo Sagramola, primo cittadino di Fabriano: “Tra i compiti di un sindaco c’è quello di raccogliere la protesta per farne una proposta, se le cose non sono state fatte bene. Mi sono documentato, come richiesto dal consiglio comunale quando mi ha investito di questo tema. Non ho mai visto in tanti anni di esperienza amministrativa, che qualcuno dice siano troppi – ha scherzato – deliberare una variante che permette l’insediamento di industrie insalubri di seconda classe, con aziende a rischio di incidente rilevante, solo per tre lotti. E gli altri che lavorano lì, cosa dovrebbero dire? Le Rir creano problemi diretti, non possono essere insediate a dieci metri dallo stabile più vicino. Devono essere introdotte nell’ambito della programmazione urbanistica, previste in area agricola e non all’interno di una zona Pip. Serve la concertazione popolare, il coinvolgimento anche dei comuni vicini, che vanno messi a conoscenza dei rischi che corrono. Ho consegnato tutti gli atti, le delibere e gli interventi al mio Comune, ci stiamo lavorando”. Sagramola ha poi annunciato le prossime azioni: “Scriverò al Prefetto di Ancona, perchè lo Stato non ha ancora abdicato al suo ruolo, in caso di Rir serve un piano concordato con la prefettura, voglio conoscere tutta la situazione di pericolo che si potrebbe venire a creare. Scriverò anche alla Regione Marche ed al sindaco di Matelica, citando il parere espresso dalla provincia di Macerata, molto chiaro, in cui si dice che questo tipo di aziende non si debbono fare. Avvierò la mia attività nel pieno rispetto istituzionale, porrò in essere tutte le azioni di competenza della mia amministrazione comunale, per tutelare la salute dei miei cittadini”. Per il comitato delle donne di Matelica ha parlato Marzia Tedde, sono poi intervenuti l’ingegner Ennio Donati e la dottoressa Anna Grazia Ruggeri per il comitato Matelica Bene comune ed alcuni esponenti del comitato tutela Verdicchio. Hanno partecipato alla manifestazione un gruppo di donne di Esanatoglia, il comitato Salva Salute di Castelraimondo ed i cittadini e le donne di Cerreto d’Esi.





ma c’entrano qualcosa anche le industrie di Canil (FIDEA) ?
La protesta è per una discutibile variante al PRG che permette l’insediamento di Industrie a Rischio Incidente Rilevante. L’azienda di Canil esiste già da tempo e è una industria con altre caratteristiche. Ovvio che quelle esistenti, non vengono interessate dalla protesta.
l’articolo è ben fatto…ed è tutto spiegato.