Adozioni internazionali e accoglienza, un congresso illustra le novità
MACERATA - Sabato alle 9 nell'Aula Magna dell'Università l'incontro organizzato da La Goccia e Ai.Bi. Tra le tematiche anche l'abbandono minorile
Sabato 23 marzo 2013 alle ore 9.00, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Macerata, si terrà il Convegno “Oltre la crisi: più famiglia accogliente. Verso una nuova legge dell’adozione internazionale” promosso dall’Associazione La Goccia Onlus di Macerata, che si occupa dei percorsi formativi e di sensibilizzazione all’accoglienza, e dall’AiBi – Amici dei Bambini, organizzazione non governativa e ente accreditato per l’adozione internazionale. Due realtà, rispettivamente a livello territoriale e in ambito nazionale ed internazionale, che si spendono da anni per il diritto di ogni bambino di essere figlio, di crescere e vivere in una famiglia e che oggi in Comune hanno presentato lo sportello informativo “Ai.Bi – Amici dei Bambini”, punto di riferimento nel territorio marchigiano e del Centro Italia. “Il diritto del bambino ad avere una famiglia si può perseguire solo grazie ad una sinergia pubblico-privato” ha detto l’assessore alle politiche sociali Stefania Monteverde “ed il disagio di un bambino abbandonato non può essere lasciato solo in mano alla famiglia, che va sostenuta da una rete solidale”. “Dopo il taglio di fondi che ammonta a 216 milioni di euro nella regione Marche, la nostra associazione ha investito sui bisogni e le necessità della famiglia – ha spiegato Paolo Carassai presidente de La Goccia – realizzando un cast di progettualità integrata pubblico-privato, di studi sui bisogni del nostro territorio e formazione permanente per le famiglie. Obiettivo: rimuovere le cause del disagio nel nostro territorio ponendoci al fianco della famiglia considerata come risorsa importante”.
Nell’incontro verranno affrontati i temi dell’abbandono minorile, dell’affido, dell’accoglienza e della sussidiarietà. Sarà presentato lo sportello informativo Ai.Bi. di Macerata e il manifesto per una nuova legge di riforma dell’adozione internazionale, che tenga conto delle esperienze maturate in questi anni dagli enti accreditati per l’adozione internazionale e dalle famiglie adottive. “Il centro servizi Ai.Bi. opererà nella sede della Goccia di via Roma – ha spiegato Annalisa Uberti responsabile del centro – e si occuperà della prima parte del percorso formativo della coppia. In un mese di attività si sono rivolte al centro 15 coppie desiderose di adottare un bambino”. Nel 2011 in Italia sono state 4.000 le adozioni internazionali. Mentre diminuiscono le idoneità rilasciate dal tribunale dei minori, nel mondo sono 5.000 l’anno i bambini che vivono in famiglie in condizioni di disagio, cui si aggiungono quelli abbandonati. “Da qui – prosegue Annalisa Uberti – la proposta dell’Ai.Bi. per snellire le procedure di idoneità della coppia, introducendo la concessione di idoneità da parte dei Servizi sociali, la riduzione degli enti coinvolti nelle procedure di adozione, il riconoscimento dell’adozione ai single e l’accoglienza del nascituro con la cosiddetta “adozione in pancia” .
I lavori del convegno – moderati da Barbara Pojaghi dell’Università di Macerata – saranno aperti dal presidente della Goccia, Paolo Carassai, cui seguiranno gli assessori regionale, Luca Marconi, e comunale, Stefania Monteverde, entrambi con delega alla famiglia e ai servizi sociali. Seguiranno gli interventi di Marco Griffini – Presidente Ai.Bi. Amici dei Bambini su “Accogliere nel nome di Gesù” e del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori su ”Antropologia della famiglia accogliente”. Dopo la presentazione del manifesto per una nuova legge di riforma dell’adozione internazionale e dello sportello Ai.Bi. per adozione internazionale presso l’associazione La Goccia Onlus di Macerata, si aprirà il dibattito con i contributi di Don Egidio Tittarelli, direttore dell’Ufficio di Pastorale della Famiglia, e Baldoni Francesco, Presidente Regionale Acli. Ad oggi sono più di 168 milioni nel mondo i minori ancora fuori dalla famiglia e solo in Italia 2300 i bambini in attesa di essere adottati. La risposta all’abbandono è la mission che unisce La Goccia e l’Ai.Bi., due realtà “accumunate da una matrice che si fonda su un progetto culturale e antropologico, dove i bambini in stato di abbandono e le famiglie che si aprono all’accoglienza sono posti al centro e in cui l’anima spirituale rappresenta la sorgente vivificatrice dell’azione” affermano i promotori, chiarendo il senso del sottotitolo del convegno: “Anche se non sono colpevole del suo abbandono ne sono comunque responsabile”.
