Enrico Mattei celebrato anche a Bologna e Fabriano

La presentazione della "Leggenda del santo petroliere" nella sede della Comunità dei Marchigiani nel capoluogo emiliano e alla Fondazione Carifac

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mattei-7-300x199La Comunità dei Marchigiani a Bologna ha scelto di ricordare Enrico Mattei nel contesto dell’assemblea annuale dei soci, sabato 23 marzo nel Salone dei Carracci presso la sede dell’Ascom bolognese. Ospite il  giornalista Maurizio Verdenelli, autore del libro “La leggenda del Santo Petroliere” (Ilari editore).
Nel nome del grande marchigiano, sarà un intenso momento di testimonianze e ricordi: Mattei nella regione lasciò un’impronta di eccezionale importanza nel mondo degli idrocarburi con la nascita nel 1952 del distretto Eni-Agip di Ravenna. Ed un altro grande marchigiano, l’ing. Egidio Egidi, braccio destro di Mattei, deceduto il 3 febbraio scorso, scoprì in quel braccio dell’Adriatico il giacimento petrolifero più importante in un mare d’Europa.

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Galliano Crinella


L’appuntamento annuale della Comunità dei Marchigiani a Bologna, presieduta dal prof. Silvio Ferri (segretario Luciano Cellini) acquisisce dunque di una particolare e suggestiva attualità storica alla luce e al ricordo dei matelicesi Mattei ed Egidi. Quest’ultimo, seppure dalla sua casa di Milano, aveva una settimana prima della sua improvvisa scomparsa partecipato alla presentazione del libro di Verdenelli, proprio a Matelica, all’interno della clausura del monastero della beata Mattia, particolarmente cara alla devozione del fondatore dell’Eni che aveva ‘salvato’ le vecchie mura da un crollo ritenuto imminente e rovinoso -tanto da far parlare i tecnici di un intervento provvidenziale e ‘miracoloso’.

 

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Sandro Farroni

 

Guarda il video della presentazione a Fabriano (prima parte) 

Guarda il video della presentazione a Fabriano (seconda parte) 

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Alessandro Moscè

“La leggenda del Santo Petroliere” ha poi conosciuto un’altra tappa: a Fabriano presso la Fondazione Carifac, presenti il sindaco Giancarlo Sagramola e il consigliere della Fondazione, Carlo Bennati. I temi del libro sono stati introdotti dallo scrittore Alessandro Moscè. Importanti i  contributi di altri autorevoli intervenuti: la prof.ssa Bianchini, il dottor Sandro Farroni che ha sottolineato l’unicum del genio imprenditoriale di Mattei al servizio del Paese (“Un caso così non c’è stato nella storia dell’industria italiana: non paragonabile neppure a Fiat o Montedison in quanto Mattei scoprì risorse insospettate nel sottosuolo italiano mettendole a disposizione del Paese, creando di fatto la sua modernizzazione) ed infine del prof. Galliano Crinella, docente all’università di Urbino che ha ricordato il contributo determinante di Mattei, nato ad Acqualagna, alla causa della cultura promuovendo il campus universitario urbinate.

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Poi, la testimonianza resa da chi ebbe un ruolo importante nella metanizzazione di Fabriano al servizio delle grandi imprese che stavano crescendo: Oscar Ferracuti. “Incontrai Enrico Mattei nel quartier generale di San Donato Milanese. Mi disse: ‘Lei parla la mia stessa lingua marchigiana…’. Compresi che forse potevo fare al caso suo e al progetto che teneva nel  cuore e nella mente lungimirante. Che era quello di metanizzare l’Italia a servizio dei cittadini, dell’economia e delle imprese. Nel cuore, Mattei aveva le Marche, come noto. Me lo disse subito: voglio metanizzare la nostra regione e dare impulso e sviluppo alle sue aziende che stanno crescendo. Era il 1962, l’avrebbero ucciso di lì a poco ma il suo sogno non si sarebbe spezzato”.


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Ferracuti, marchigiano di Grottazzolina, da tantissimi anni residente a Matelica, è stato responsabile dell’area di ‘Metano Città’ che faceva capo a Fabriano, nell’ufficio di via Zonchia. “L’impianto era alimentato da carri bombolai, considerato che non era pronta ancora la spina principale al metanodotto costiero. La ‘rete’ del gas metano, dopo la Lombardia, si era spostata infatti subito lungo l’Adriatico investendo l’Emilia – Romagna, poi le Marche. La prima città? Jesi ed immediatamente dopo Fabriano come voleva espressamente il Fondatore . Dopo Jesi interessammo Fabriano alla progettazione dell’impianto di distribuzione del gas. C’era una volontà espressa, un’eredità d’intenti lasciata da Mattei: ‘Fabriano per prima, le sue industrie devono essere sostenute’ aveva dichiarato.

mattei-13-300x199L’amministrazione guidata dal sindaco Latini accolse entusiasticamente la proposta, dopo averne valutato l’effetto vantaggioso.  Carlo Leonangeli, tecnico dell’impianto di Metano Città collaborò fattivamente nelle fasi di progettazione dettate dall’Ufficio tecnico direttivo di San Donato Milanese, con le indicazioni da me fornite in relazione alle problematiche del Centro storico di Fabriano e delle zone periferiche che crescevano di pari passo con lo sviluppo delle zone artigianale, commerciale e soprattutto industriale. L’impianto era destinato principalmente all’uso domestico e al riscaldamento ma a Fabriano contribuì grandemente a quello che la storia avrebbe definito ‘il miracolo economico marchigiano’, la nascita di uno dei più forti distretti produttivi d’Italia. L’impianto voluto da Mattei era al servizio delle industrie Merloni, soprattutto, ma non solo. Lo era anche per tutte le altre aziende, molte delle quali lavoravano per il grande gruppo. E favorì, il gas metano, la nascita e la crescita degli stabilimenti che producevano gli aspiratori da cucina, altra grande ‘specialità’ del lavoro fabrianese”.
mattei-1-300x199Ricorda ancora Ferracuti: “Il big bang, si direbbe adesso, fu nel 1971. I carri bombolai sostituirono temporaneamente l’allaccio al metanodotto costiero, allora per il momento indisponibile. Ma non c’era tempo per aspettare che tutto fosse pronto a puntino! C’era da correre. Era ed è stato in ogni caso un impianto ad alto rendimento di fornitura. Poi nel 1992 la Snam cedette la gestione del servizio di Metano Città ad Italgas ed io dopo Conforti, Terenzi e Chiorri  divenni responsabile (fino al ’98, data del mio pensionamento) dell’impianto che faceva capo a Fabriano con riferimento all’area compresa dai comuni di Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo e Camerino. Come responsabile di zona, avevo a disposizione una ‘500 giardiniera’ giallo Agip con cui mi spostavo continuamente”. Un’auto che ora adeguatamente griffata con il cane a sei zampe è stata esposta a Matelica, a palazzo Ottoni, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario di Enrico Mattei e che, per inciso, è finita nella copertina del libro di Maurizio Verdenelli.

(Foto e video di Genesio Medori e Mandino Tiburzi)

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Carlo Bennati

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Giancarlo Sagramola


   
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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