“Il grande altruismo di Roberto”

A un mese dalla scomparsa di Scocco, il ricordo dell'ex sindaco di Caldarola Fabio Lambertucci

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Roberto Scocco

A poco più di un mese dalla scomparsa di Roberto Scocco, storico gestore del Castello Pallotta di Caldarola, il ricordo dell’ex sindaco Fabio Lambertucci:

«Ho conosciuto Roberto, in occasione della prima delle 3 grandi mostre realizzate a Caldarola e precisamente: “Simone De Magistris – Un pittore visionario tra Lotto e El Greco”. Presentò la sua azienda, partecipò e si aggiudicò la gara pubblica per promuovere l’evento. Da ciò inizio una stretta collaborazione che poi si protratta negli anni.
Per tali mostre il suo contributo fu grande. Fin da subito si dimostrò una persona dinamica, con tante idee e tanta voglia di lavorare. La mostra su Simone De Magistris ebbe un risultato al di sopra di ogni aspettativa. I visitatori, se non ricordo male raggiunsero i 50.000. Nel frattempo, proprio per la sua dinamicità riuscì anche ad ottenere la gestione, dalla famiglia Pallotta, dell’omonimo Castello. La sua passione per l’arte e per la bellezza dei nostri luoghi lo portavano a fare una promozione sfrenata nella convinzione che anche in un piccolo paese si può fare turismo ed attrarre l’attenzione dei visitatori. Instancabile, lavorava giorno e notte. I tanti totem con su immagini delle Mostre e del bellissimo Castello Pallotta si incontravano dappertutto: dall’aeroporto di Falconara, alle tante spiagge della costa marchigiana, dai luoghi d’arte ai tanti musei che caratterizzano la nostra terra. Per molto tempo in tutte le edicole dei giornali si trovavano foto e notizie che promuovevano Caldarola. Il suo lavoro ed i risultati ottenuti per diversi anni sono stati sotto gli occhi di tutti. Una promozione incredibile di concerto con le istituzioni, che hanno fatto conoscere il nostro piccolo centro a forse più di duecentomila persone. Da qualche anno aveva aperto il ristorante del castello, facendolo conoscere anche attraverso la trasmissione della RAI “La prova del cuoco”.
A Roberto lo caratterizzava la sua grande generosità, la lealtà verso tutti ed inoltre aveva una grande dote: l’altruismo. Infatti, non pensava mai al suo tornaconto personale, l’importante per lui era fare qualsiasi iniziativa che rappresentasse il miglioramento della promozione e dell’accoglienza. Basti pensare che aveva acquistato diverse audioguide con testi tradotti in più di 10 lingue, per garantire un servizio culturale anche ai tanti stranieri che ci sono venuti a visitare. Proprio per questo aspetto, le istituzioni avrebbero dovuto seguirlo di più, premiandolo per il tanto lavoro svolto, non solo a Caldarola, ma in tanti altri paesi come Sarnano, Visso, Castelraimondo con il castello di Lanciano e per l’intera Provincia.
Altra sua qualità era la passione per i bambini e l’entusiasmo nel proporre laboratori didattici alle numerose scolaresche che hanno visitato il Castello, oltre che per i suoi figli che ha sempre seguito con tanto amore. Una perdita grandissima, che già oggi, a solo un mese dalla sua scomparsa, possiamo notare con porte e portoni chiusi. Ma, oltre alla perdita dell’imprenditore, quello che più duole è la perdita di un caro amico. Grazie Roberto».


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