Capponi replica alle “Brinate” e contrattacca:
“Continuerò a fare opposizione a Pettinari,
la Provincia con lui è paralizzata”

ELEZIONI - L'ex presidente della Provincia, candidato con Monti, contrattacca: "Ho abbandonato l'armata brancaleone del Pdl oerchè c'erano persone come Brini e Ceroni che non hanno meriti, ma non vogliono mollare poltrone e privilegi. E poi Ceroni con quale coraggio si presenta a Macerata dopo aver cercato in tutti i modi di sopprimere questa Provincia a vantaggio di Fermo e dopo i suoi disonorevoli comportamenti per essere inserito in lista?"
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Franco Capponi

Franco Capponi

Franco Capponi, ex presidente della Provincia di Macerata, replica duramente alle altrettanto dure dichiarazioni del vice segretario regionale del Pdl Ottavio Brini che, durante la conferenza stampa di sabato (leggi l’articolo) disse “Ce semo rpuliti” aggiungendo che Capponi, ora che ha lasciato il Pdl per Monti, dovrebbe dimettersi dal ruolo di opposizione che ricopre in Provincia visto che è tornato ad essere un alleato dell’attuale presidente Antonio Pettinari, segretario regionale dell’Udc (leggi l’articolo Franco e Tonino di nuovo insieme).

“Io – scrive Franco Capponi – faccio sempre il mio dovere: in  Provincia continua il ruolo affidatomi dagli elettori e cioè l’opposizione a Pettinari.  La Provincia con lui e’ paralizzata, fa poco o nulla per questo territorio e spreca le uniche opportunità possibili: come la conquista delle risorse che offre l’Europa e la riorganizzazione delle funzioni dell’Ente in ottica di area vasta”.

Capponi replica anche al coordinatore regionale Remigio Ceroni che nel corso della stessa conferenza stampa ha definito “inaffidabili” i fuoriusciti dal Pdl: “Nessuna lezione da politici screditati – continua Capponi –  Brini e Ceroni, fanno parte della casta politica, non hanno meriti, ma non vogliono mollare poltrone e privilegi, non si sono “rpuliti” anzi la concentrazione di sporco è aumentata ma per fortuna avranno sempre meno peso. Seppur qualche amico mi ha consigliato di non rispondere alle risentite invettive, verso me e i tanti amici, amministratori ed esponenti della società civile che hanno abbandonato quell’armata brancaleone del Pdl, che arrivano da un civitanovese, meglio conosciute da tutti come “Brinate” .

Debbo assolutamente una risposta di chiarezza, non solo a Brini certamente, colui che ha fatto brillare meno il Popolo della Libertà in Provincia di Macerata e a Civitanova,  ma ai tanti cittadini e amici amministratori che mi hanno dimostrato e rinnovato, anche in questa fase, stima e amicizia, a tutti coloro (come ad esempio Castiglioni, Massi, Pistarelli, Guzzini ed altri) che hanno constatato e verificato quanto realizzato con l’attività politica e amministrativa a favore dei questo territorio. Un impegno concreto mai venuto meno e che, almeno per le possibilità personali, intendo continuare e mantenere.

Personalmente non ho cambiato la mia idealità politica, rimango convintamente aggrappato ai valori del Partito Popolare Europeo, del cattolicesimo moderno, responsabile, democratico, liberale e solidale. E’ forse l’attuale dirigenza Pdl che dovrebbe chiedersi a quale riferimento ideale e di principi fa riferimento !

Chi mi conosce sa bene della mia posizione critica all’interno del Pdl, un partito che non ha mantenuto le promesse dichiarate: di riforme in senso liberale e sociale dello Stato, di rispetto della meritocrazia, di sostegno allo sviluppo e al lavoro, di taglio ai costi della politica, di creazione di buon lavoro per i giovani e le donne, di una riforma della legge elettorale, nel senso di ripristino dei principi di libertà di scelta per i cittadini dei loro rappresentanti e di  vicinanza ed attenzione al territorio.

Rassicuro dunque Brini che in Provincia il sottoscritto continuerà a svolgere, come ha sempre fatto e più di tutti, la propria funzione di opposizione e controllo come dimostrato dagli atti a disposizione di chi vuole constatare; nulla di vero c’e’ su presunti riavvicinamenti o allontanamenti da Pettinari. Sono sempre critico, non ho motivi per cambiare opinione. Quella di Pettinari è risultata un’esperienza fallimentare da tutti i punti di vista: il modello politico  di accordo con il Pd di Ucchielli per il solo fine di potere e penalizzazione del territorio maceratese, lo ha costretto a ricorrere all’appoggio di SEL ed IDV (fuori quindi dalle linee politiche dell’UDC attuale). La Giunta provinciale, mai come oggi, è stata assolutamente assente dai temi salienti del momento, come il lavoro, il sostegno allo Strat-up e alle imprese innovative (sono stati abbandonati a se stessi addirittura gli ITS), alla riorganizzazione di servizi, alle nuove possibilità per il superamento del patto di stabilità, all’attività di supporto agli Enti locali e incapace di perseguire le enormi opportunità che l’Europa offre anche alle Province e che solo quella di Macerata non ha sfruttato.
    Brini fa un altro grossolano errore quando dice che sono stato eletto dal Pdl. Come sa sono stato candidato Presidente di una coalizione e non sono “un nominato”. Infatti non ho mai svolto  funzioni di Coordinamento all’interno del Partito,  la mia candidatura  è stata funzionale proprio a persone come Brini che, normalmente, quando si presentavano non riuscivano a prendere neanche i voti che portava il solo simbolo.  Al contrario il sottoscritto ha contribuito ad accrescere il consenso delle coalizioni guidate, conseguendo a livello Provinciale anche il  10 – 15 %  in più  delle coalizioni e quindi del Partito, a volte si è trattato anche di 12 – 13.000 voti e quindi il posto di consigliere posso considerarlo conquistato sul campo.
Come ho potuto rilevare l’attacco di Brini è a salve, quello che dice contrasta pesantemente, come sempre, con la sua personale posizione:  è solo lui infatti ad essere abbarbicato alle rendite di posizione dato che, come riportato anche dalla stampa,  insiste a voler restare Presidente delle Farmacie di Civitanova, nonostante abbia perso la guida del Comune. Il suo eventuale ruolo (la deontologia lo vuole) doveva passare per l’avallo del nuovo esecutivo.
    Brini dovrebbe invece essere soddisfatto, perché i partiti (Pdl e Pd in particolare), contrariamente a quanto proposto dal governo Monti, gli hanno garantito di andare presto in pensione, a 60 anni e non a 65 o 67 come tutti, cioè tra tre mesi e con una lauta pensione, vicina a 3000 euro al mese, per la pesante attività di Consigliere Regionale svolta. Capisco anche il suo risentimento, perchè non potrà rientrare in Consiglio Regionale nella qualifica di primo dei non eletti, perchè come ha capito nessuno dei candidati consiglieri regionali candidati alla  Camera o al Senato gli libererà il posto, vista la gradazione a cui sono stati relegati nelle liste e la possibile debacle del partito a livello regionale. Certamente il sottoscritto, come altri, non ha voluto avallare piu’ queste logiche.

Quanto a Ceroni, Coordinatore regionale del PDL, pensavo non avesse il coraggio di venire a Macerata in campagna elettorale, dopo le ultime vicende. Dopo essere stato promotore della mini provincia di Fermo (165.000 abitanti), insieme a validi compagni della sinistra, con la legge di riordino sulle Province, fortunatamente bocciata (grazie al lavoro attento di un uomo preparato come il Senatore Saltamartini) proponeva la soppressione della Provincia di Macerata e di Ascoli, compresi tutti i servizi decentrati dello Stato sul territorio,  per portarli a Fermo e costruire una Provincia di 750.000 abitanti.
  E’ risibile poi e disonorevole l’aver annunciato di rinunciare alla candidatura in una posizione non eleggibile nella lista del PDL e di lasciare la politica perché nei primi sei posti dei candidati a Camera e Senato  il suo partito aveva inserito un solo marchigiano. “Non accetto che le Marche vengano massacrate in questo modo. La nostra dignità non ha prezzo,” aveva dichiarato. Salvo poi smentire se stesso e accettare la candidatura prendendo il posto dell’unico marchigiano presente tra gli eleggibili, il senatore Francesco Casoli, e non di un paracadutato da Roma.

Nelle Liste di Scelta Civica per l’Italia cari amici del Pdl abbiamo candidati che vengono esclusivamente dalla società civile delle Marche ed in più nessuno di loro ha riportato mai una condanna e nessuno ha procedimenti penali in corso.

Quindi come sempre non cambiate le carte in tavola: la situazione dei paracadutati nel Pdl è addirittura peggiorata rispetto a 5 anni fa.

Nelle Marcheil centrodestra eleggera’ tra Camera e Senato solo tre parlamentari: 2 stranieri  (uno di Roma e l’altro di Marsala) e forse Ceroni”.

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La presentazione dei candidati di Scelta Civica con Franco Capponi, Mario Andrenacci e Valentina Vezzali (leggi l’articolo).



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