Giorno della memoria,
tante iniziative in provincia
Mostre, proiezioni di film e concerti "per non dimenticare". Alle celebrazioni si uniscono Manzi, Marinelli e Morgoni, candidati del Pd al Parlamento
«La progressiva scomparsa dei testimoni diretti della Shoah e il tempo non devono diventare una barriera tra il nostro passato, per quanto duro, e il nostro futuro. E’ compito delle istituzioni e dei singoli raccogliere l’eredità del racconto di quanto avvenne nei campi di sterminio e nei lager nazisti». Questo il messaggio del presidente Gian Mario Spacca nel Giorno della memoria.
Tante le iniziative per la Giornata della memoria nella provincia di Macerata.
CORRIDONIA – Al teatro “G.B. Velluti”, ore 17.30: rappresentazione teatrale sul tema della Shoah dei ragazzi delle quinte classi della scuola primaria.
MACERATA – La Rete degli Studenti Medi ha allestito una mostra agli Antichi Forni, nella quale sarà esposto materiale di ogni genere sul tema dell’Olocausto: fotografie, disegni, poesie, documentari video, libri e altro ancora. Una parte della mostra sarà dedicata al campo di concentramento di Terezin, che si trova in Repubblica Ceca, tristemente famoso per la presenza di molti bambini.
«Abbiamo deciso di organizzare questa mostra – scrivono gli studenti – perché crediamo sia fondamentale tenere vivo il ricordo di avvenimenti che, anche se così terribili, costituiscono una parte imprescindibile della nostra memoria collettiva. La mostra è stata realizzata con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età moderna, dell’ANPI e dello SPI».
MONTE SAN GIUSTO – L’Amministrazione comunale e l’Istituto comprensivo “Lorenzo Lotto” celebreranno congiuntamente le ricorrenze della Giornata della memoria e del Giorno del ricordo (10 febbraio) in una manifestazione che si terrà nella mattinata di sabato 2 febbraio nel teatro Durastante ed alla quale saranno presenti alcune classi della scuola media. La manifestazione prevede, oltre al saluto del Sindaco e del Dirigente scolastico, l’intervento di due insegnanti che avrà per oggetto le due ricorrenze, e la proiezione di un film. Come nel passato, la celebrazione unificata delle due ricorrenze ha lo scopo di rinverdire la memoria ed il ricordo di eventi che hanno drammaticamente e tragicamente segnato la storia del secolo scorso e di stimolare nei giovani una precisa coscienza che consenta loro di maturare la speranza concreta che certi fatti non abbiano più a verificarsi
MONTECOSARO – Alle ore 17,00 al teatro Le Logge si terrà il concerto del Quartetto Maffei con il solista Salvatore Seminara alla chitarra. Verranno eseguite musiche di : Webern, Castelnuovo-Tedesco, Šostakovič. Il Quartetto Maffei, composto da Marco Fasoli e Filippo Neri, violini, Giancarlo Bussola, viola e Paola Gentilin, violoncello, sarà accompagnato dal chitarrista Salvatore Seminara, in un concerto organizzato dall’Associazione Musicale Appassionata.
SAN SEVERINO – Nel pomeriggio dalle ore 17 alle ore 18 si terrà nella Binariozero Libreria Equo che si trova all’interno della Stazione un Laboratorio per bambini in collaborazione con L’Officina dell’arte. Lo scopo dell’iniziativa è quello di coinvolgere i bambini in situazioni ludico – didattiche capaci di lasciare una piccola traccia nei loro cuori perchè un bambino che ricorda sarà un adulto più consapevole. Per ulteriori informazioni su: contenuti, costi e adesioni si può chiamare il numero 3381027060.
URBISAGLIA – Alle ore 17 all’asilo Giannelli, presentazione del libro di Bruno e Leo Contini “Nino Contini, quel ragazzo in gamba di nostro padre. Diari dal confino e da Napoli liberata”. Intervengono Bruno Contini e Maila Pentucci (Isrec Macerata). Segue recital di chitarra di Giacomo Palazzesi.
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“Non c’è futuro senza memoria”. Con questo slogan Irene Manzi, Andrea Marinelli e Mario Morgoni, candidati del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche, si uniscono alle celebrazioni della Giornata della Memoria 2013 e alle manifestazioni previste per onorare il ricordo dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.
“Ci uniamo al ricordo dei tragici avvenimenti che hanno segnato la storia del nostro Novecento – la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, la deportazione e la prigionia di tanti cittadini, l’impegno speso da tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e alla dittatura- consapevoli della necessità di perpetuarne la memoria e di testimoniare verso le più giovani generazioni l’impegno contro ogni forma di violenza fondata su motivi ideologici, razziali, di genere. Il 27 gennaio deve diventare per tutti noi, cittadini ed istituzioni, occasione viva di memoria, di riflessione sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo”.
Scrisse Salvatore Quasimodo: “Da quell’inferno aperto da una scritta bianca: ‘Il lavoro vi renderà liberi’ uscì continuo il fumo”. In quel fumo era stata annullata l’esistenza di una moltitudine di donne, uomini, bambini. Per far sì che quella barbaria non si ripeta occorre quotidianamente impegnarsi per conoscere, capire, studiare e vedere i luoghi della memoria, perpetuandone il ricordo. Storia e memoria, infatti, sono risorse fondamentali per l’umanità, permettono di interrogarci sul passato per capire il presente. “Di fronte ad episodi di intolleranza razziale e xenofoba -concludono i candidati- pronto ed unanime deve essere, in ogni luogo, l’impegno delle istituzioni locali e nazionali perché quanto avvenuto nel passato non si riaffacci minacciosamente sul palcoscenico della storia”.
In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio 2013), la sezione A.N.P.I. di Cingoli/Apiro e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Mario Morbiducci” di Macerata organizzano una mostra documentaria sui campi di internamento nella provincia di Macerata.
Sarà possibile visitare la mostra da sabato 19 gennaio fino a domenica 27 gennaio, Giorno della Memoria.
Questa pagina poco nota della storia del nostro Paese e della nostra provincia verrà raccontata attraverso pannelli che verranno esposti all’interno del palazzo comunale di Cingoli.
L’apertura della mostra avverrà alle ore 15.30 di sabato 19 gennaio.
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– Orari di apertura –
Domenica 20 gennaio dalle 11.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00.
Da lunedì 21 a venerdì 25 la mostra seguirà gli orari di apertura del Comune (quindi circa dalle 9.00 alle 18.00).
Sabato 26 gennaio dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.
Domenica 27 gennaio dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.
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L’ingresso è libero.
La cittadinanza è invitata a visitare la mostra.
A.N.P.I. Sezione di Cingoli e Apiro
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Il Giorno della Memoria:
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
Il testo dell’articolo 1 della legge italiana definisce così le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»
Campi di concentramento in Italia:
I campi di concentramento, in cui detenere i soldati nemici e quelle categorie di persone ritenute lesive per la vita nazionale in periodi soprattutto bellici, non sono un’invenzione della Germania nazista ma sono già presenti durante la Grande guerra e, talvolta, già nelle guerre dell’Ottocento europeo.
Stati come la Germania, l’URSS e anche l’Italia nel corso del secondo conflitto mondiale spesso utilizzarono località e strutture già esistenti sia sul proprio suolo che nei territori occupati.
Solitamente i campi venivano situati in edifici abbandonati – dunque per lo più in pessime condizioni -, lontani dai centri abitati e dalle vie di comunicazione, esigenze che spesso coincidevano con località dal clima rigido e/o insalubre, a cui vanno sommate le condizioni di prigionia: malnutrizione, ritmi lavorativi disumani, sovraffollamento, totale mancanza di igiene, continue vessazioni fisiche e psicologiche verso i detenuti.
La storia concentrazionaria fascista può essere sostanzialmente suddivisa in due periodi, quello del conflitto mondiale (1940-1943) e quello successivo all’Armistizio e all’occupazione nazifascista del nord della penisola (1943-1945).
Il 4 settembre 1940 Mussolini firmò un decreto legge grazie al quale vennero istituiti i primi campi di prigionia per gli antifascisti (molti tuttavia già al confino o in esilio), per i cittadini di ‘razza ebraica’, per gli stranieri presenti sul suolo italiano provenienti da paesi nemici o catturati nelle campagne militari – come gli sloveni e i croati dopo l’occupazione italiana della Jugoslavia nel ‘41- e minoranze quali gli ‘zingari’ e gli omosessuali.
Le prefetture iniziarono tuttavia già nel 1929 a compilare schedari con i nominativi dei sospetti da arrestare “in caso di guerra”, al cui fermo si diede corso negli anni successivi, elenchi che nel 1938 si arricchirono grazie al “Censimento degli ebrei stranieri”.
Non si hanno ancora cifre definitive in merito al numero effettivo dei campi di concentramento italiani nel periodo 1940/1945 – a cui vanno sommati i luoghi di confino quali ad esempio Ventotene -. Evidente è comunque la presenza capillare sul territorio. In ogni regione italiana infatti vi era almeno un campo.
Nell’Italia meridionale i campi di concentramento vennero chiusi in parallelo con l’avanzata delle truppe alleate nel corso del 1943 e 1944, talvolta però le strutture vennero riutilizzate per la detenzione dei prigionieri fatti dall’esercito liberatore.
Al centro-nord invece la costituzione della Repubblica Sociale Italiana e la conseguente occupazione tedesca favorirono il sistema concentrazionario e la successiva deportazione dei detenuti nei campi di sterminio nazisti.
I cosiddetti campi di smistamento in Italia, anticamera dei lager europei, erano quattro: Borgo San Dalmazzo (Cuneo), Fossoli (Modena), Grosseto e Bolzano-Gries.
Dopo l’occupazione nazista della Venezia Giulia nel 1943, che divenne territorio del Reich, venne creato a Trieste l’unico campo di sterminio italiano, nella Risiera di San Sabba.
Alcuni dei campi di concentramento presenti sul territorio della provincia di Macerata:
– Pollenza
– Treia
– Petriolo
– Urbisaglia
– Sforzacosta
E ci sono ancora quelli che fanno il saluto romano: vermi!
La memoria dovrebbe averla il padreterno che ha riprocreato il male.