Coldiretti: l’elettrodotto blocca investimenti e svaluta case

Incontro a San Severino venerdì 25 gennaio, alle ore 17.30, nella sala Cine Italia
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elettrodotto“La realizzazione dell’elettrodotto Fano-Teramo avrà ripercussioni gravi sulle attività economiche del territorio maceratese, con la svalutazione di terreni e case e lo stop alle esperienze di agricoltura multifunzionale (agrinido, agriturismo, ecc.) e agli investimenti in campagna, senza dimenticare gli effetti sulle produzioni di pregio.” A stilare un elenco dei danni diretti e indiretti legati alla costruzione della linea da 380 mila volt è la Coldiretti provinciale, in occasione dell’incontro sul tema in programma venerdì 25 gennaio, alle ore 17.30, nella sala Cine Italia di San Severino Marche. Vi prenderà parte il direttore Assuero Zampini, assieme al consigliere provinciale Luigi Zura Puntaroni, promotore dell’evento, e ai rappresentanti dei comitati civici e di Terna, la società che dovrebbe realizzare l’elettrodotto. “Abbiamo predisposto un documento per l’occasione che è il risultato di una serie di incontri con le aziende agricole della zona al fine di valutare l’impatto dell’opera sulle attività – spiega Zampini -. Un elettrodotto rappresenta in ogni caso un danno di immagine e un vincolo per lo sviluppo di un territorio rispetto al proprio potenziale economico e ambientale”. Nell’analisi predisposta dalla Coldiretti Macerata si distingue tra danni economici diretti e indiretti. I primi interessano il valore dei terreni e fabbricati, le attività agrituristiche e di ristorazione, la perdita di prodotto delle coltivazioni praticate nell’area di influenza. Quelli indiretti sono legati alla limitazione delle prospettive di orientare la propria attività economica verso forme di agricoltura multifunzionale e/o ad alto valore aggiunto (fattorie didattiche, fattorie sociali, agrinidi, agriturismi e bed & breakfast, vendita diretta) e alle coltivazioni specializzate. “Tutti fattori di cui si dovrà tenere conto nel caso si proseguisse con la realizzazione dell’opera – sottolinea Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata -. In quel caso ci batteremo affinché le attività del territorio abbiano un equo indennizzo, che tenga davvero conto dei gravissimi danni che verranno inferti all’agricoltura di questa zona”.



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