Assolto Melchionda,
ex custode del monastero delle Carmelitane
CAMERINO - L'uomo si era incatenato con le suore Albina e Maria Teresa davanti a San Pietro
di Monia Orazi
Si è conclusa definitivamente questo pomeriggio, con l’assoluzione con formula piena, la lunga vicenda giudiziaria che aveva visto protagoniste due ex consorelle del monastero delle Carmelitane di Camerino, Carmela Lo Cantore (suor Albina) e Teresa Izzi (suor Maria Teresa), oltre a Pier Paolo Melchionda, ex custode del monastero. Erano salite agli onori della cronaca, dopo essersi incatenate per protesta davanti San Pietro, a Roma (leggi l’articolo). L’uomo difeso dall’avvocato Francesco Copponi, è stato assolto perché il fatto non sussiste, dall’accusa di circonvenzione di incapace, dalla Corte d’Appello, per il suo ruolo nella vendita di un terreno di proprietà del monastero, sottostimata nel valore, secondo l’accusa. Melchionda era già stato assolto in primo grado, con giudizio abbreviato, dal giudice Domenico Potetti del tribunale di Camerino, dalle accuse di appropriazione indebita e circonvenzione d’incapace, nei confronti delle suore e dei beni del monastero. Poi un secondo procedimento, per la vendita del terreno di proprietà del monastero, con assoluzione in primo grado, contro cui aveva presentato ricorso il pubblico ministero Cristina Polenzani, della procura di Camerino. Il finale positivo oggi ad Ancona. I tre sono stati imputati di un terzo procedimento, con le accuse di appropriazione indebita dei beni del monastero in concorso. Conclusione positiva anche per il giudizio civile contro l’ex priora suor Albina ( al secolo Carmela Lo Cantore), difesa dagli avvocati Mauro Riccioni e Cristina Servi, con richiesta di risarcimento di un milione di euro, presentata dall’ordine delle Carmelitane. Il fatto riguardava la vendita, ritenuta sottocosto, di un terreno di proprietà del monastero ad un ristorante. Per l’ordine il valore era di un milione di euro, mentre fu ceduto al prezzo di 150 mila euro, da qui la richiesta di risarcimento danni, respinta dal giudice. Il consulente tecnico d’ufficio aveva ritenuto congruo il valore di mercato del terreno ed il prezzo di vendita, così come la vendita era stata ritenuta legittima. Nel futuro delle due anziane consorelle e dell’ex custode c’è un libro, il secondo scritto per raccontare la loro vicenda, che uscirà la prossima estate.
