“Primarie Pd: le logiche di spartizione
hanno vinto sulla democrazia”

I componenti del gruppo "Recanati per Andrea Marinelli" si scagliano contro la direzione del partito
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Andrea Marinelli tra Judith Jolay e Alessia Scoccianti

Andrea Marinelli tra Judith Jolay e Alessia Scoccianti

Non si placano le polemiche dopo che la direzione regionale del Pd ha reso noti i nomi degli eleggibili alla Camera e al Senato inseriti nella lista valida per le elezioni del 24 e 25 febbraio (leggi l’articolo).Se ieri più di cento militanti del partito hanno manifestato il loro malumore per l’esclusione di Mario Morgoni, ex sindaco di Potenza Picena dal Senato (leggi l’articolo), oggi sono i sostenitori di Andrea Marinelli, assessore di Recanati, riuniti nel comitato “Recanati per Andrea Marinelli” ad esprimere la loro contrarietà. Così quelle primarie che dovevano essere per definizione strumento di democrazia e partecipazione sembrano essersi trasformate ancora una volta in fonte di contrasti e di spaccature.
«Indignazione, sgomento e rabbia. Eccoli i tre sostantivi che ritraggono perfettamente il nostro stato d’animo  – si legge nella nota del comitato – dopo aver appreso le decisioni della direzione Regionale del Partito in merito alla composizione delle liste che mortificano e umiliano in maniera sfacciata e palese il voto espresso dai tanti maceratesi che si sono recati alle urne per scegliersi i propri candidati. Una decisione che pilatescamente lascia una casella vuota al terzo posto da assegnare al Senato rimandando la decisione finale a Roma, proprio per nascondere la vergogna perpetrata. “Dopo quello sicuro e meritato di Irene Manzi alla Camera si decide per Macerata di assegnarne un altro blindato al Senato; ovvero il famigerato terzo occultato. Hanno concorso in sette nella nostra Provincia ed a vincere sono stati i giovani. Segno inequivocabile di come gli elettori si siano voluti pronunciare in modo forte e netto per il rinnovamento. “Esagerando però a quanto pare. Tutti troppo giovani perchè sotto i quarantanni. Insomma nessuno dei primi tre candidabili al Senato proprio in quella posizione sicura ed attualmente senza un nome. La direzione regionale ha deciso che il nome si decida a Roma pescando proprio tra gli ultimi arrivati visto che li in fondo alla classifica dei voti presi troviamo quelli con l’età giusta. Adesso dovremo andare a spiegare ai tantissimi maceratesi che, nel pieno delle festività natalizie, sono andati a votare per scegliersi i propri candidati, quanto poco peso abbia il loro voto. Quanta poca importanza la direzione regionale dia alla volontà democratica dei propri elettori. Queste primarie dovevano essere una festa della democrazia. La restituzione ai cittadini del diritto di poter incidere nella vita politica attiva. Abbiamo gioito e ci siamo inorgogliti tutti dinanzi alla scelta del Partito nazionale di allestire queste primarie. Ora siamo indignati per il modo scandaloso con il quale si viene meno alla volontà di noi tanti elettori. Dovevamo essere posti dinanzi alla novità rivoluzionaria e siamo scaduti nella logica delle spartizioni a tavolino di vecchio stampo. Come può Marinelli, secondo arrivato nella Provincia di Macerata, con duemila preferenze ricevute, essere inserito in una posizione tale da rischiare seriamente di scivolare fuori dall’elenco degli eleggibili? Come può essere esclusa addirittura dalla lista Alessia Scoccianti, giunta terza? Non c’erano altre soluzioni che la direzione regionale avrebbe potuto assumere per rispettare la volontà degli elettori? Per il rispetto che dovremmo al Partito a cui apparteniamo avremmo voluto rispondere no. Purtroppo le soluzioni c’erano ma non si sono volute percorrere. La più semplice di tutte sarebbe stata quella di spostare il secondo in quota Ancona, o uno tra Fermo e Ascoli, al Senato e Macerata avrebbe avuto il secondo nome eleggibile alla Camera rispettando pienamente la volontà degli elettori. “Sembrava che una di queste soluzioni potesse essere anche condivisa, ma purtroppo alla fine è arrivato il Metodo D’Hondt che ha posto fine anche alle ultime speranze. E’ scoppiata cosi l’apoteosi del calcolo e della spartizione a tavolino sino a riscendere a situazioni a dir poco grottesche. Cosi quando in direzione regionale il più accanito burocrate del gruppo veniva da qualcuno ripreso perchè con questa linea si veniva meno al rispetto della volontà dell’elettore, con sguardo stupito questi rispondeva che bisognava pensarci prima; bisognava starci con la testa. Colpa dunque dei votanti ignoranti del maceratese che si sono addirittura permessi di non votare gli anziani in lista, come se non sapessero che alla fine sarebbe arrivato comunque il Metodo D’Hondt».



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