Pettinari e Carancini soddisfatti per l’audizione in Senato ma la salvezza della Provincia è in alto mare
SPENDING REVIEW - Il presidente della Provincia e il sindaco hanno spiegato le loro ragioni: "Le critiche da parte di tutti coincidono". Il senatore Saltamartini continua a seguire da vicino l'iter del decreto. Entro lunedì saranno presentati gli emendamenti
di Matteo Zallocco
“Siamo ancora in alto mare – spiega il senatore del Pdl Filippo Saltamartini, relatore della legge sul riordino delle Province». Al momento un dilemma sta caratterizzando l’evoluzione del decreto legge sulla spending review: si può bocciare il decreto legge ma questo comporterebbe una serie di imbarazzi in Europa e l’Italia perderebbe anche un po’ della sua credibilità visto che queste modifiche erano state in qualche modo garantite oppure si possono chiedere modifiche, cercando di capire quanto il Governo è disposto a concedere. “Entro lunedì – spiega Saltamartini – confezioneremo degli emendamenti, la settimana prossima incontreremo il ministro Patroni Griffi, poi si arriverà al voto”. Si sta tentando di capire cosa sarà possibile salvare nell’ipotesi peggiore. Tra l’altro molti si chiedono, nel caso in cui il nuovo assetto diventi effettivo, come verrà modificato il rapporto tra i Comuni e le aree vaste ad esempio nella gestione dei rifiuti a Macerata. “In effetti – sottolinea il sindaco di Cingoli – c’è una concatenazione di eventi che non è stata presa in considerazione nel taglio. Comunque la comunità maceratese e le istituzioni hanno reagito bene e stanno scrivendo una pagina di bella politica”.
Intanto oggi pomeriggio, nella giornata dedicata dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato alle audizioni dell’Upi, dell’Anci e di altre componenti sociali, sono stati sentiti anche alcuni presidenti di Provincia fra cui il presidente Antonio Pettinari, accompagnato dal sindaco di Macerata Romano Carancini.
“E’ stata un’occasione molto utile per spiegare le ragioni della nostra Provincia – dice Pettinari – e per spiegare la delibera della Regione e del Cal. Personalmente ho ribadito che il concetto di riordino non può significare una meccanica attuazione dei parametri, non ci so può limitare ai numeri, andando a vedere se qualcuno ha un abitante in più o in meno. Oggi è stata una giornata sicuramente positiva perché sono state ascoltate le osservazioni arrivate da tutta Italia che concordano sui punti principali”.
Soddisfatto anche il sindaco Carancini: “Oggi la Commissione ha potuto ascoltare tanti territori italiani che manifestano contro il decreto. Le osservazioni critiche portate trasversalmente da tutte le istituzioni coincidono e riguardano in particolare la manifesta ‘incostituzionalità e la riconducibilità ai criteri di un decreto legge che fa acqua da tutte le parti. Tutto questo è emerso in un contesto assolutamento costruttivo”.
Oltre a Pettinari e Carancini si è presentato alla Commissione un altro marchigiano, il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti che non aveva chiesto l’audizione e si è aggregato alla delegazione dell’Upi.
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IL CONVEGNO – “Macerata, quale futuro? Provincia, tribunale, servizi”. E’ questo il titolo del convegno organizzato dal coordinamento comunale e dal gruppo consiliare del Pdl, in programma domani (venerdì) alle 17.30 all’Hotel Claudiani. Ci saranno, tra gli altri, Fabio Pistarelli (coordinatore comunale e capogruppo) Pierfrancesco Castiglioni (vice coordinatore provinciale), Gianni Menghi (vice coordinatore comunale), Riccardo Sacchi (consigliere comunale e Presidente Commissione I, il senatore Filippo Saltamartini (relatore della legge sul riordino delle Province) e Stefano Massimiliano Ghio (presidente dell’ordine degli avvocati).


BEh, fa piacere vedere come il nostro sindaco ed il presidente della nostra ex provincia, dopo aver lasciato definitivamente morire in ordine il nostro comune e la nostra ex provincia, si muovano per salvare la propria poltrona e quella dei soliti compari imbucati-fannulloni politici….
A CASA!!!!!!!
Suggerisco al convegno un titolo meno suggestivo: “Macerata, trapassato remoto”.
Mettetevi l’anima in pace, le Provincie vanno eliminate.Tutte.
ragazzi, la storia che l’Europa ha chiesto il taglio delle province non solo è totalmente infondata, ma addirittura la Commissione europea si è pronunciata CONTRO il taglio delle province.
E’ stato Monti che si è inventato una fantomatica lettera della BCE (cioè del suo amiuco Draghi) in cui si chiederebbe l’eliminazione degli enti intermedi. Ma la BCE che c’entra con le amministrazioni locali? Niente!
La BCE pensasse a fare bene il proprio lavoro, cioè la banca.
E basta.
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2012/03/20/visualizza_new.html_134736410.html
Come per tante altre cose… i nostri governanti… inventano ca**ate a non finire…!!! I tagli solo alle nostre spalle… ma per loro non se ne parla !!! Schifo…Schifo…Schifo…!!!
mah!!!! è comunque assurdo, per esempio, la storia della provincia di Avellino che ha tutti i requisiti per restare (sia km che abitanti) mentre quella di Benevento no e quindi verrà accorpata a quella di Avellino ma siccome la città capoluogo di Benevanto è più grande di Avellino, il capoluogo sarà Benevento. …. Continuo a dire che il decreto fatto a tavolino senza uno studio efficente del territorio è peggio che lasciare tutto com’è.
Sì, Berengario. hai ragione.
E’ la stessa ragione sbagliata, per cui Ascoli potrebbe essere capoluogo delle provincia di Macerata-Fermo-Ascoli, pur non essendo la sua la provincia più estesa e popolata, perché è naturalmente Macerata, od il capoluogo più idoneo, per centralità geografica e posizione baricentrica, perchè è evidentemente Fermo.
Pur avendo la provincia di Ascoli Piceno meno superficie ed abitanti di quella di Macerata, e pur essendo un capoluogo completamente decentrato, e non centrale geograficamente e non in posizione baricentrica com’è invece oggettivamente Fermo, potrebbe essere a dispetto capoluogo delle tre ex province.
Per cui, se Fermo e Macerata non si alleano e non si accordano con reciproco vantaggio, finirà per esser proprio Ascoli, alla barba della convenienza e dei risparmi.
L’intesa FM (Fermo-Macerta) è essenziale, per evitare lo stapotere ascolano a danno di oltre mezzo milione di cittadini fermani e maceratesi.
Sono d’accordo con Paolo Bartolomei, che la storia dell’imposizione da parte dell’Europa del taglio delle province all’Italia, è una panzana grossa come una casa, perché e vero l’esatto contrario, che l’Europa ha chiesto il pieno rispetto della Carta europea delle Atunomie locali al Governo italiano, altro che balle inventate ad arte dal professor Monti e dai suoi tecnici!