Salvatore Parolisi condannato all’ergastolo

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Ergastolo. Salvatore Parolisi è stato condannato alla pena massima per l’omicidio della moglie Melania Rea. La sentenza del gip Maria Tommolini è arrivata alle 19,55, dopo quasi tre ore e mezza di camera di consiglio.

È finita così l’attesa per l’omicidio Rea. Il giudice era entrata in camera di consiglio non prima di avere spiegato ai presenti in aula che non sarebbe tornata per leggere il dispositivo prima delle 19.30. E così è stato. Gli avvocati della difesa di Salvatore Parolisi avevano chiesto per il loro assistito l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Una richiesta arrivata al termine di una lunga requisitoria nell’aula Falcone e Borsellino del Tribunale di Teramo.

Il papà di Melania. «Non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno». Così, con le lacrime agli occhi, il papa di Melania, Gennaro Rea, ha commentato la sentenza del gup di Teramo che ha condannato all’ergastolo Salvatore Parolisi. Una delle zie di Melania si è affacciata dal portone della casa dei genitori della donna uccisa dal marito e ha urlato ai giornalisti: «Avete sentito». E ha fatto un breve applauso. In casa Rea stanno arrivando anche altri parenti. Tanti gli automobilisti che si stanno fermando e che vorrebbero abbracciare i familiari della donna. Una sentenza attesa con ansia a Somma Vesuviana per l’intera giornata. Attesa anche a Frattamaggiore, comune dell’hinterland a nord di Napoli, dove abitano i familiari di Salvatore Parolisi.

È stato il giorno più lungo per Salvatore Parolisi. A un anno e mezzo da quel maledetto 18 aprile del 2011 è arrivata la sentenza per l’omicidio della compagna. La condanna del caporalmaggiore dell’Esercito, addestratore di reclute donne, è arrivata dopo un processo con rito abbreviato. A Salvatore Parolisi sono state comminate tutte le sanzioni accessorie, dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà genitoriale.
Il caporalmaggiore era in carcere e non ha detto una parola alla lettura della sentenza. Si è solo commosso in aula quando durante il processo si è parlato della figlia.

La richiesta del pm è stata totalmente accolta. L’accusa per Parolisi aveva chiesto l’ergastolo senza attenuanti, con le aggravanti per aver ucciso con 35 coltellate la moglie Melania il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. Carcere a vita, dunque, con isolamento nelle ore diurne.


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