Salvare la spiaggia, positivo incontro in Regione

PORTO RECANATI. Summit con il sindaco Rosalba Ubaldi. In arrivo 417 mila euro

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Chalet Panetti

di Stefano Palanca

E’ servito un mese ai tecnici della Regione Marche per accogliere le testimonianze dei bagnini di Porto Recanati dopo la mareggiata del 14 settembre documentate da foto e relazioni, ascoltare l’accorato appello del primo cittadino e poi visionare di persona la situazione del Lungomare Lepanto, in centro, e dell’estremo sud del paese, a Santa Maria in Potenza. Dopo un sopralluogo a fine settembre, il pool dell’assessore al Demanio Paolo Eusebi sotto la supervisione del dirigente Mario Pompei che ha sostituito Vincenzo Marzialetti ha preso in mano la situazione e ha studiato come risolvere, almeno parzialmente, la problematica di Porto Recanati nel più breve tempo possibile.

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Chalet Panetti e Circolo della Vela

Il risultato è una manutenzione della costa: un forte ripascimento ovvero posa della sabbia in centro con l’accortezza di ripristinare i due pennelli a mare del centro per allungare la spiaggia e difenderla, un ripascimento minimo a sud aspettando il denaro del Governo per la difesa delle civili abitazioni e la possibilità di rinfoltire le scogliere in centro per circa un chilometro allungandole magari con massi sparsi in mare. In gioco, 417 mila euro certi per la posa della sabbia e i pennelli da rinfoltire, ma la possibilità di 2,5 milioni di euro per le scogliere da aumentare e sistemare come da Piano regionale della difesa della costa. La soddisfazione del sindaco e dei bagnini è palpabile, l’impegno della Regione c’è ma ora molto sarà nelle mani dell’assessore al Demanio Eusebi che chiederà di mettere nel bilancio regionale di dicembre il denaro per la costa. “Penso che abbiamo ottenuto un risultato importante e sono certa che i bagnini possono ritenersi piuttosto soddisfatti. Il progetto messo in campo per la stagione prossima è chiaro e abbiamo già predisposto un accordo tra Regione e Comune che si divideranno le competenze e le incombenze” ha spiegato il sindaco Rosalba Ubaldi “Sarà una manutenzione del litorale in centro ripristinando i pennelli vicino al circolo della vela sparpagliati dalle mareggiate e uno spostamento della sabbia in questa zona del lungomare Lepanto. Una parte di ripascimento verrà poi fatto anche a sud secondo disposizioni regionali”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Claudio Pini, responsabile dell’Abat e rappresentante dei bagnini portorecanatesi, in Regione insieme al sindaco e ad alcuni operatori del settore balneare. “Quello che abbiamo ottenuto, naturalmente, è sempre meglio di niente ma quel che ho notato è l’impegno della Regione, dell’assessore e dei tecnici. Il primo impatto è buono, c’è la volontà di fare e di risolvere il problema – dice Pini – e l’atmosfera è decisamente positiva, mi ha colpito. Ora però vedremo cosa verrà realizzato nella realtà”.

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Il sopralluogo dei tecnici della Regione

Chiari anche i tempi: la manutenzione verrà terminata entro l’inizio dell’estate prossima. Notevole anche la prospettiva futura della costa e l’interesse che la Regione ha per la città della costa maceratese visto che nel bilancio l’assessore Eusebi cercherà di strappare 2,5 milioni di euro per portare a termine, per quel che riguarda Porto Recanati, il Piano regionale di difesa della costa. Lo scopo: realizzare scogliere dove mancano seguendo la linea di quelle presenti, a partire dal lungomare Lepanto (chalet Annito) al centro fino a sud (fiume Potenza). Sulla questione il sindaco Ubaldi è chiaro e aggiunge: “L’assessore ha messo in campo la volontà di compiere un intervento per ricongiungere le scogliere presenti per circa un chilometro. I bagnini, in generale, hanno certamente gradito la puntualità sui sopralluoghi e sul progetto, senza false promesse. A sud, invece, aspettiamo anche il denaro del Ministero dell’Ambiente ancora all’esame del Comitato interministeriale per la programmazione economica che, seppur in ritardo, arriverà a conclusione”. Santa Maria in Potenza, infatti, è in attesa di 4 milioni di euro per la difesa delle civili abitazioni già stanziati ma bloccati dal Cipe per approfondimenti. Decisamente coi piedi per terra il portavoce dell’Abat che, sui 2,5milioni di euro, non si aspetta nulla. “Non dobbiamo farci illusioni, ma possiamo solo essere ottimisti. Se tutto dovesse andare per il verso giusto” spiega Pini – se ne parlerà nel 2013, magari per quell’estate, perché il procedimento è molto più lungo”. Dalla planimetria e dalle foto, poi, i tecnici regionali hanno notato che ci sono molti scogli abbandonati che si possono quindi recuperare per allungare quelli previsti e risparmiare qualcosa da poter investire in altri lavori. La luce alla fine del tunnel, però, comincia a vedersi o almeno si spera.


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