Ceroni: “Non ho mai parlato di accorpamenti,
ma la legge è incostituzionale”

RIORDINO PROVINCE - Il deputato del Pdl è contrario alla proposta del Cal: "La Regione non può legiferare senza rispettare i criteri scelti dal Governo". Il capogruppo Francesco Massi critica le dichiarazioni del governatore Spacca

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Ceroni

Remigio Ceroni

di Alessandra Pierini

«Non ho mai parlato di nessun accorpamento tra Ancona e Macerata (leggi l’articolo). Io sono tra i pochi che hanno votato contro la legge sulla spending review che ritengo un atto di prepotenza e arroganza quindi per quanto mi riguarda le Province le lascerei tutte, anzi ne vorrei anche una sesta». Sono parole dell’onorevole Remigio Ceroni il quale era ieri presente alla Commissione Affari istituzionali della Camera e  precisa la sua posizione sulla vicenda del riordino delle Province. «E’ evidente che la legge sarà respinta dalla Corte costituzionale e non lo dico io ma personaggi eccellenti come Capotosti, quindi io sono favorevole al ricorso, il resto non mi appassiona. Quello che non capisco è come potrebbe la Regione Marche non tenere conto, legiferando, di criteri dettati dalla legge quadro. Se la legge nazionale fissa dei requisiti perchè il Cal fa una proposta non consona? Se non vuole fare una figuraccia la Regione deve rigettare le indicazioni del Cal. Quello che più mi preoccupa è che Macerata è stata citata dal ministro Patroni Griffi tra i casi specifici per i quali ha detto che la specialità non servirà come elemento per ottenere la deroga».
Le dichiarazioni dell’onorevole Ceroni hanno sollevato ieri la reazione Pdl maceratese con i suoi rappresentanti Giuseppe Pezzanesi, Pietro Cruciani, Nazzareno Agostini, Mario Lattanzi, Patrizio Gagliardi, Luigi Bonifazi, Franco Capponi, Noemi Tartabini, Fabio Pistarelli e Pierfrancesco Castiglioni che hanno criticato duramente la sua presa di posizione. In particolare i maceratesi rivendicano l’importanza della decisione condivisa dal Cal e accusano il parlamentare di non aver consultato i componenti del partito.

massi

Francesco Massi

Se la prende invece col governatore delle Marche Giammario Spacca il capogruppo del Pdl Francesco Massi:
«Lunedì 8 ottobre la 1° Commissione Affari Istituzionali inizierà l’esame della proposta del CAL per il riordino delle province con la soluzione a 4. E’ sorprendente che il Presidente della Regione in una recente intervista ha testualmente dichiarato: “la Regione chiederà il ritorno a 4 con l’accorpamento di Ascoli e Fermo, ma siccome il Governo ha intenzione di porre la fiducia sulla Spending Review il problema non sussisterà perché finirà che ne saranno 3: Ancona, Pesaro ed Ascoli Piceno”.
La dichiarazione è semplicemente sconcertante! Mi chiedo per quale motivo Spacca si è rifiutato di inoltrare il ricorso alla Corte Costituzionale per ottenere la dichiarazione di incostituzionalità delle norme emanate dal Governo. Peraltro la richiesta di tale ricorso era stata condivisa e sollecitata da tutti i componenti del CAL, compresi anche gli Amministratori di Ascoli.
Con questa dichiarazione finora non smentita Spacca sembra volersi lavare le mani per le fasi successive alla deliberazione del Consiglio Regionale. Invece aveva sempre sostenuto di confidare di più sulla trattativa politica con il Governo anziché sull’efficacia del ricorso. Cercheremo di ottenere spiegazioni perché non vorremmo che le posizioni di Spacca e Ucchielli e la conseguente posizione assunta dai componenti del PD di Ancona e Pesaro nel CAL siano state espresse solo per una sorte di onore di firma nei confronti di Pettinari e dell’UDC regionale.


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