L’Itas Ricci è l’edificio scolastico
più sicuro d’Italia
MACERATA - Report Cittadinanzattiva, una scuola su 5 non sicura
di Gabriele Censi
Compie 100 anni ma non li dimostra e nel fosco panorama nazionale delle strutture scolastiche l’Itas Ricci di Macerata risulta essere l’edificio scolastico piu’ sicuro d’Italia. L’indagine è stata svolta da Cittadinanzattiva ed ha coinvolto un campione di 111 scuole. Secondo il rapporto in Italia una scuola su 5 (20,7%) non e’ sicura, mentre una su 3 (36%) rasenta la sufficienza. Un istituto scolastico su tre (circa il 30%) inoltre non ha un’aula computer. Nella metà mancano laboratori didattici. Assenti anche mense e biblioteche: le ospitano rispettivamente una su tre e una su due.
L’attuale I.T.A.S. “Matteo Ricci” nasce per iniziativa del Comune come “Scuola Professionale Femminile di arti e mestieri per le giovani del popolo” nell’anno scolastico 1911-12, con l’intento di offrire un minimo di cultura di base a chi intendeva inserirsi precocemente nel mondo del lavoro. Essa prevedeva “per le fanciulle lavori e funzioni riservate alla donna domestica nelle industrie casalinghe e in speciali aziende pubbliche e private” e rappresentava a Macerata la sola possibilità di istruzione per la classe femminile operaia.
Le materie previste da regolamento erano: disegno, cucito, sartoria, stiratura, cultura generale, francese, calligrafia, merceologia, igiene ed il corso era triennale.
Nel 1918 la Scuola diventa Statale, e dall’anno successivo, si aggiunge una “Scuola di Tirocinio Femminile”. Una trasformazione radicale avviene nel 1931 che riorganizza tutto il settore dell’istruzione professionale e tecnica: vengono, così, attivate la Regia Scuola di Avviamento (funzionante fino al 1962); la Regia Scuola Professionale Femminile (che sostituisce la Scuola di Tirocinio); la Scuola di Magistero Professionale per la donna con i due indirizzi di Lavori Femminili ed Economia Domestica.
Fino agli anni immediatamente successivi alla guerra, la scuola conosce grande espansione, non solo tra le classi popolari, ma anche nella borghesia cittadina. Nel dopo guerra con una brusca caduta della possibilità occupazionali calano le iscrizioni.
Dopo varie trasformazioni e crisi nascono nuovi indirizzi e nel 1988 quello Socio-Pedagogico
La vecchia denominazione di “Istituto Tecnico Femminile” viene sostituita nel 1998 con “Istituto Tecnico Attività Sociali”. Poi nel 2006 l’inaugurazione della nuova struttura costruita con laboratori e spazi moderni e funzionali.


Finalmente qualcosa di cui andare fieri
Probabilmente nemmeno Cecco è di Macerata. I Maceratesi sono piú interessati alle cose che non funzionano. Un insulto non costa nulla ma un complimento costa costa troppo.