“Mamme in campo” per solidarietà
Nei giorni scorsi l’associazione “Mamme in campo” di Montecosaro ha donato gli utili della propria attività annuale (1210 euro) a favore del Comune di Montecosaro, vincolando la somma all’assistenza scolastica e domiciliare per disabili, settori che oggi in Italia sono soggetti a tagli e a ridimensionamenti. «Un esempio – sottolinea il sindaco Stefano Cardinali – da seguire con molta attenzione : il loro gesto dimostra che concretamente possiamo uscire da questa crisi economica ma prima dobbiamo recuperare il senso di vera comunità dove non si chiede solo ma soprattutto si è disposti a donare a chi ha più bisogno. La solidarietà e la fraternità diventano in questo modo elementi fondamentali per mantenere intatto il nostro tessuto sociale e garantire a tutti un futuro sereno».
A raccontare come si è formata l’originale associazione è una delle fondatrici Rosalba D’Angelo: «Quando sei anni fa sugli spalti di un assolato campo di calcio io e Orietta guardammo il bel prato curato morbido fresco appena annaffiato in attesa che entrassero in campo i nostri figli a giocare a pallone ci è venuto spontaneo dire: “Che voglia di entrare anche noi, guarda che bello!”. Altrettanto spontaneo ci siamo dette: “Perché no? Perché non potremmo entrare in campo?” Detto fatto. Nella mente la convinzione che per tirare calci ci vuole tanto fiato attuammo la strategia di cambiare sport: La pallavolo; in fondo si corre meno, pensavamo.
L’idea è nata così ma per fare una partita ci vogliono 12 giocatori, e quindi via alla campagna acquisti. Nei rispettivi giri delle nostre amicizie, le mie e le sue e piano piano lentamente l’entusiasmo ha contagiato e la partita fu giocata, ricordo solo che abbiamo riso da morire, tutte abbastanza imbranate, palle che schizzavano dappertutto meno che nel campo avversario.
Montecosaro è il mio paese acquisito vengo da Santa Maria Apparente, limitrofa eppur distante io abitavo in campagna e la vita di “paese” a casa mia non s’è mai sentita molto, invece qui no. Qui è viva magari la senti dopo un po’ che ci abiti, magari perché accompagni i figli a scuola, ai compleanni alle riunioni, si iniziano così le relazioni di paese.
A me e a Orietta piace condividere le cose e quindi fantasticavamo su come sarebbe stato bello mettere insieme donne di Montecosaro diverse, magari che si conoscono da una vita ma che non si parlano,donne che lavorano e donne che fanno le casalinghe, donne di qui e donne che vengono da fuori…
Abbiamo allacciato rapporti attraverso lo sport per condividere il divertimento per stare insieme per collegarci, per allargare il giro, senza nessun tipo di orientamento o scopo. Allaccia oggi, allaccia domani siamo arrivate a fare sei anni di tornei, sei squadre dai nomi improbabili (schiappe alle riscossa, merle de fosso, oche in carne, quaglie pezzate, allodole in volo, cicogne impazzite) e 3 anni di allenamento in palestra con un allenatore. Tutto ciò poteva rimanere senza uno scopo “concreto”? Potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di creare qualche cosa di vero? In fondo siamo Mamme…crediamo nel “fare”. In questi anni piano piano, con i tornei, con le serate, le cene e con piccoli contributi abbiamo radunato un po’ di soldi e all’inizio del 2012 abbiamo deciso cosa farne. La scelta è ricaduta su un contributo al servizio sociale di Montecosaro per assistenza domiciliare e scolastica per disabili. Da un’idea sugli spalti assolati di un campo di calcio alla realizzazione di qualcosa che è “sostanza”.Grazie a tutte le donne diventate “Mamme in campo!”»


